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“Recuperiamo la nostra memoria”: un incontro con l’arte e la storia

Due le tele settecentesche di Decio Frascadore che saranno restaurate attraverso un progetto partito dal basso a cura della Pro loco

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“Recuperiamo la nostra memoria” ha dato vita ad un incontro-confronto con l’arte e la storia nelle sale del “Museo Enogastronomico di Solopaca” che, mercoledì 13 aprile, alle ore 18.30, ha ospitato il Sovrintendente alle Belle Arti e Paesaggio delle province di Benevento e Caserta, Salvatore Buonomo.

Il progetto, ideato dalla Proloco, è finalizzato alla salvaguardia del patrimonio artistico e storico di Solopaca. Partita nel 2014, l’idea è divenuta nel tempo un percorso corale e collettivo giunto oggi ad una tappa significativa. « Qualche anno fa, mi accorsi che nella Chiesa Madre, due tele di Decio Frascadore, risalenti al 1700, versavano in uno stato di totale abbandono- ha raccontato Lucia Saudella, presidente della Proloco- L’idea nasce, dunque, dall’amore per il nostro passato e dal dovere morale di riconsegnarlo intatto alle future generazioni». Tramite un’intuizione è stata creata una lodevole iniziativa dai membri della Proloco accolta favorevolmente dall’amministrazione comunale e dalla comunità religiosa. La “Crocifissione” e “San Michele Arcangelo”, due opere collocate nel transetto della “Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo” finalmente ritorneranno al loro splendore cromatico, artistico e culturale. I dipinti, infatti, sono stati immaginariamente divisi in tessere acquistate direttamente da cittadini, famiglie, rioni e imprese per recuperare beni artistici attraverso un progetto che parte dal basso.

«Il progetto autofinanziato dai cittadini ha praticamente sostituito la pubblica amministrazione- ha reso noto durante l’incontro, il sovrintendente Buonomo apprezzando il lavoro intrapreso- Tutto ciò è lodevole e vorrei sperare che da questo percorso ne nascano altri».

Presenti all’evento il Sindaco Antonio Santonastaso, che, soddisfatto della geniale idea, ha voluto ringraziare coloro che stanno contribuendo alla realizzazione del restauro, le cui tecniche e modalità sono state dettagliatamente descritte dalla restauratrice, Michela Acquaro. Attraverso un reportage fotografico, realizzato da Marella Tammaro, il pubblico ha potuto osservare la situazione decisamente compromessa delle due tele che oggi sono custodite nel laboratorio dell’Acquaro per essere sottoposte ad un lungo lavoro controllato dalla Sovrintendenza.

Ad intervenire anche il parroco, Don Leucio Cutillo che si è soffermato sul significato iconografico dei soggetti sacri rappresentati e Antonio Iadonisi, storico dell’arte, il quale ha aperto una parentesi sulle origini della “Chiesa Madre” e la probabile datazione delle opere del pittore solopachese, Decio Frascadore.

“Recuperiamo la nostra memoria” ha attirato la curiosità e l’interesse di altre due associazioni che hanno deciso di sostenere il progetto attraverso loro iniziative. Si tratta di “Maria Regina della Pace”, guidata da Giovanni D’Onofrio, onlus che per contribuire al restauro ha attivato una lotteria in collaborazione con Proloco e l’Amministrazione Comunale e “Mediterraneo Sociale”, un consorzio di imprese sociali no profit che, in collaborazione con l’ “Università Suor Orsola Benincasa”, ha realizzato un’iniziativa a seguito dell’alluvione dello scorso ottobre.

“Una bottiglia per la memoria”: questo il nome del progetto che ha trasformato alcune etichette della Cantina Sociale di Solopaca coperte dal fango in vere e proprie opere d’arte contemporanea ideate da artisti di fama nazionale con origini campane e dagli allievi dei licei artistici di Benevento e Cerreto Sannita. Il progetto darà vita ad una mostra itinerante e nella serata finale le opere saranno battute all’asta devolvendo l’intero incasso a “Recuperiamo la nostra memoria”. Due bottiglie, invece, saranno esposte in modo permanente nel Meg diventando così memoria storica del terribile evento idrogeologico.

Le opere sono state presentate in anteprima attraverso un videoclip proiettato durante la serata direttamente dal presidente di “Mediterraneo Sociale”, Salvatore Esposito.

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