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Sindacati

‘Amts, non è più tempo di vacche grasse’

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Antonio Salvatore e Raffaele De Luca, della segreteria provinciale ed aziendale della Filt Cgil, in occasione della nomina di Luigi D’Arienzo a presidente del CdA dell’Amts, colgono, con una nota, “l’occasione per formularLe i migliori auguri di buon lavoro e nelle stesso tempo ribadire la nostra posizione in merito alle vicende della mobilità urbana e della sua azienda. Abbiamo riconosciuto al socio unico lo sforzo di rilanciare l’azienda immettendo grosse risorse finanziarie e nuove attività collaterali al trasporto urbano per fare dell’AMTS una vera azienda della mobilità ma anche da tempo espresso le nostre perplessità sulle difficoltà di riportare in ordine la situazione economico-finanziaria e le incertezze sulle prospettive future alla luce anche di quanto recentemente approvato in sede di bilancio regionale il 28 febbraio scorso. Per effetto di quest’ultimo atto regionale, registriamo un decremento dei trasferimenti di risorse economiche al trasporto urbano di Benevento.
Lo scorso anno la regione Campania erogava come contributo € 1.090.758,00 ai quali si assommavano le risorse del CCNL che annualmente venivano erogate, che ammontavano a € 458.000,00 sulle quali non gravavano l’IVA e l’IRAP. Per effetto della delibera regionale e come confermato dal bilancio regionale, quest’anno all’azienda AMTS verranno sì erogati € 1.364.450,00 ma comprensivi delle risorse del CCNL, e cioè di € 458.000,00 più IVA e IRAP; per la qual cosa si avrà una diminuzione di entrate di circa € 200.000,00”.
“In un frangente già di per sé molto grave, – proseguono i sindacalisti – cosa farà il socio unico? Sarà costretto ancora a intervenire? La nostra preoccupazione nasce dal fatto che negli ultimi anni questa azienda ha lavorato poco al di sopra il limite minimo del capitale sociale, quindi in estrema difficoltà finanziaria; questi ultimi interventi sui trasferimenti rischiano di portarla al collasso. Più volte avevamo evidenziato questi problemi, ma non abbiamo mai avuto interlocutori e spesso siamo rimasti isolati; Le sottolineiamo queste problematiche non per creare allarmismi ma per renderLa partecipe delle preoccupazioni che da tempo e da soli avevamo manifestato.
Sempre da soli e da tanto tempo abbiamo sostenuto la necessità di una nuova organizzazione aziendale e una nuova offerta di servizi al territorio e ai cittadini; la dirigenza aziendale, seppur timidamente ci aveva chiamato a discutere di questi argomenti, ma non si è mai riusciti a ragionare di ciò nonostante la nostra disponibilità a entrare nel merito delle questioni. Non ci siamo mai sottratti ad una logica che andasse in questa direzione, trovandoci spesso isolati, subendo anche pesanti pressioni da personaggi gattopardeschi. Probabilmente, oltre ai nostri limiti, forse anche per questo la nostra presenza in azienda è meramente marginale e ridotta a pura testimonianza, nonostante che a livello territoriale la nostra organizzazione numericamente non è seconda a nessuno.
Siamo pronti a parlare e discutere di questi argomenti, ma per fare ciò l’azienda deve uscire da logiche di appartenenza e la gestione deve rispondere a criteri di efficienza, efficacia ed economicità e non a politiche clientelari.
Per questi motivi abbiamo chiesto e chiediamo all’Amministrazione Comunale e a Lei di procedere alla scelta delle professionalità aziendali tenendo presente le competenze e le professionalità necessarie per guidare un’azienda in così gravi sofferenze e di tale natura.
Perché si vuole ricordare che quest’azienda appartiene ad un settore particolare, dove il rapporto giuridico-economico dei lavoratori è regolato da un Regio Decreto, dove l’organizzazione del lavoro deve sottostare a normative nazionali, tra le quali una legge del 1958, e regolamentazioni europee in materia di orario di lavoro e di requisiti di idoneità professionale; tra queste l’idoneità professionale del direttore di esercizio ai sensi del D.Lgs. 22 dicembre 2000, n.395.
Non per spaventarLa, ma nel mentre in tutto il paese c’è preoccupazione sul futuro del TPL per effetto dei provvedimenti di finanza pubblica che tagliano su risorse e servizi, in quest’azienda non si riesce a far capire a tutti, lavoratori e non, che non è più tutto come prima. Infatti, per effetto delle politiche di governo nazionale e regionale questo è un settore che prevede solo tagli a risorse e servizi con conseguenti riduzioni della forza lavoro”.
“Non è più tempo di vacche grasse, – si conclude la nota – a meno che la proprietà non intervenga con un altro grosso sacrificio finanziario. Su queste basi di discussione e con queste premesse, siamo disponibili, da subito ad affrontare le problematiche di questa azienda, pur sapendo che sono altri che devono entrare in questo ordine di idee”.

 

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