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MaratonArt, la musica della Gendarmeria del Vaticano e della Penitenziaria alla Reggia di Caserta
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Due prestigiose bande istituzionali, la storia del territorio, il coinvolgimento dei giovani e un messaggio dedicato ai diritti e alla dignità della persona. Il concerto ha concluso la quinta edizione di MaratonArt.
La Cappella Palatina della Reggia di Caserta ha ospitato il concerto conclusivo di MaratonArt 2026, dal titolo “Armonie di diritti”, con la partecipazione della Banda della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano e della Banda Nazionale della Polizia Penitenziaria.
Una serata nella quale la musica si è intrecciata con la storia, la cultura e l’impegno sociale, seguendo un filo conduttore preciso: i diritti, declinati attraverso la tutela dell’ambiente, la partecipazione dei giovani, la dignità della persona e le opportunità di inclusione.
Ad aprire l’appuntamento è stato Franco Napoletano, coordinatore di MaratonArt 2026, che ha ripercorso il cammino di un progetto nato nel 2021 e giunto alla sua quinta edizione. Un’esperienza cresciuta grazie alla collaborazione tra associazioni, comitati, volontari e amministrazioni locali, coinvolgendo la Valle Caudina e i territori attraversati dall’Acquedotto Carolino.
Nel suo intervento ha ricordato le principali attività realizzate nel corso degli anni: trekking, cortei storici, concerti, iniziative cinematografiche e l’Ecomaratona di 50 chilometri lungo l’Acquedotto Carolino, un’esperienza che unisce sport, conoscenza del paesaggio e sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente.
Particolare attenzione è stata dedicata al valore dell’Acquedotto Carolino, straordinaria opera di Luigi Vanvitelli e autentica cerniera storica, culturale e paesaggistica tra le province di Benevento e Caserta. Un collegamento che rappresenta anche un’importante opportunità per promuovere i borghi, le risorse naturali e le identità delle aree interne.
VANVITELLANDO E CAROLINO FESTIVAL: CULTURA E GIOVANI PROTAGONISTI
Nel suo intervento, Marco Stallone, direttore artistico del Carolino Festival, ha illustrato il lavoro portato avanti dall’associazione Vanvitellando nella promozione culturale e nella valorizzazione del patrimonio vanvitelliano.
Ha inoltre ripercorso il cammino del Carolino Festival, con i suoi concerti ospitati in diversi luoghi del territorio, sottolineando il coinvolgimento di numerosi giovani musicisti e ragazzi delle comunità locali. Un impegno che offre occasioni di crescita, partecipazione ed espressione artistica, rendendo le nuove generazioni protagoniste della vita culturale del territorio.
Nel suo intervento, Stallone ha voluto anche sottolineare il percorso di crescita del Festival e la sua capacità di mettere in relazione linguaggi artistici e comunità:
«In questi due anni abbiamo cercato di dare vita a un Festival capace di spaziare tra linguaggi artistici diversi, mettendo in dialogo la musica con la letteratura, il teatro e altre espressioni culturali. Abbiamo voluto creare occasioni di incontro tra artisti, culture e comunità, portando la musica in luoghi di grande valore storico e paesaggistico e aprendoci anche a esperienze internazionali.
Credo che la ricchezza del Carolino Festival stia proprio in questa varietà e nella volontà di costruire, attraverso la cultura, un legame sempre più forte con il territorio. L’appuntamento di ieri, Armonie di diritti, nella splendida cornice della Reggia di Caserta, con le Bande della Polizia Penitenziaria e della Gendarmeria Vaticana, ha rappresentato una conclusione particolarmente significativa, ma anche uno stimolo a proseguire e far crescere il percorso avviato».
— M° Marco Stallone, Direttore artistico del Carolino Festival
LA RIEVOCAZIONE STORICA: IL PALAZZO DUCALE E IL COINVOLGIMENTO DEI RAGAZZI DELL’IPM
Un momento particolarmente suggestivo è stato dedicato alla rievocazione storica, presentata da Peppe Barile attraverso la partecipazione di figuranti in abiti d’epoca: Carlo di Borbone e Maria Amalia di Sassonia, Bartolomeo II principe della Riccia e Costanza di Sermoneta, Bernardo Tanucci e Ricciarda Catanti, Luigi Vanvitelli e Olimpia Starich.
I personaggi hanno accompagnato il pubblico in un viaggio nella storia del territorio, dal conferimento del titolo di Città ad Airola alle vicende del Palazzo Ducale, oggi sede dell’Istituto Penale per i Minorenni, fino alla realizzazione dell’Acquedotto Carolino.
La rievocazione ha avuto anche un’importante finalità educativa: avvicinare i ragazzi dell’IPM di Airola alla storia del Palazzo Ducale, il luogo che oggi ospita l’Istituto, offrendo loro l’opportunità di conoscere il patrimonio storico della comunità e di sentirsi parte di una storia che appartiene anche a loro.
Un’esperienza nella quale la memoria storica diventa occasione di conoscenza, partecipazione e crescita personale, in sintonia con il percorso di reinserimento sociale promosso attraverso la cultura.
L’INCONTRO TRA LE ISTITUZIONI E LO SCAMBIO DEI DONI
La serata ha registrato una significativa partecipazione di autorità civili, militari e religiose insieme a rappresentanti dei vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, provenienti anche da Roma, a testimonianza del valore istituzionale e culturale dell’iniziativa.
I saluti del Direttore della Reggia di Caserta, Roberto Tarasco, impossibilitato a intervenire personalmente, sono stati portati dal dott. Leonardo Ancona, presente in rappresentanza della Direzione della Reggia.
Un sentito ringraziamento è stato rivolto anche al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, dott. Stefano Carmine De Michele, e al dott. Augusto Zaccariello, Direttore generale delle Specialità del Corpo di Polizia Penitenziaria presso il DAP, per l’attenzione e la sensibilità dimostrate nei confronti di MaratonArt. Entrambi, pur non potendo essere presenti, hanno voluto far pervenire i propri saluti istituzionali, assicurando la loro vicinanza all’iniziativa attraverso la delega a qualificati rappresentanti istituzionali.
Sono quindi intervenuti il Commissario Mauro Colaiacomo, ufficiale della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano e coordinatore della Banda Musicale del Corpo, e la dott.ssa Donatella Rotundo, Direttrice della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Il Commissario Colaiacomo ha illustrato la particolarità della formazione musicale della Gendarmeria Vaticana, composta da musicisti professionisti che mettono gratuitamente la propria arte e le proprie competenze al servizio del Corpo e del Santo Padre.
Particolarmente significativo lo scambio di doni tra la Gendarmeria Vaticana e l’Amministrazione Penitenziaria. Il Commissario Mauro Colaiacomo ha consegnato alla dott.ssa Donatella Rotundo un volume dedicato alla storia del Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano. In risposta, la Direttrice ha donato al Commissario Colaiacomo una cravatta realizzata dalle detenute della Casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.
Un gesto dal particolare valore simbolico: da una parte la storia di un Corpo istituzionale, dall’altra un manufatto che racconta il lavoro, le capacità e la creatività delle donne detenute, testimoniando concretamente il valore dei percorsi di formazione, dignità e reinserimento sociale.
Nel corso dell’incontro sono state inoltre consegnate due targhe di riconoscimento al Maestro Fausto Remini, Primo Dirigente della Polizia Penitenziaria, e al Maestro Stefano Iannilli, in segno di gratitudine per la professionalità e l’impegno condivisi.
LA MUSICA COME LINGUAGGIO DEI DIRITTI
La conduzione della parte artistica è stata affidata a Peppe Barile, che ha accompagnato il pubblico attraverso un percorso musicale arricchito da letture, citazioni e riflessioni, con la partecipazione di un attore.
Le due formazioni musicali hanno dato voce ai temi della manifestazione, trasformando il concerto in un momento di riflessione sulla libertà, sulla dignità e sull’inclusione.
MaratonArt è il risultato di una rete ampia di associazioni, comitati e realtà territoriali che, nel corso degli anni, hanno condiviso obiettivi e iniziative, contribuendo alla crescita del progetto. Per l’organizzazione dell’appuntamento conclusivo nella Reggia di Caserta, un ringraziamento particolare va alla Pro Loco della Città di Caserta, per la collaborazione e il prezioso supporto organizzativo.
Per Franco Napoletano, che oltre a coordinare MaratonArt è anche orchestrale della Banda Nazionale della Polizia Penitenziaria, l’appuntamento ha avuto un significato personale particolare, accompagnato da un sentito ringraziamento ai colleghi musicisti e ai maestri delle due bande.
«MaratonArt – ha dichiarato Napoletano – vuole continuare a essere un’esperienza capace di mettere in relazione territori, associazioni e istituzioni. Con questa edizione abbiamo voluto ricordare che i diritti non sono concetti astratti, ma valori che devono trovare applicazione nella vita quotidiana. Dalla tutela dell’ambiente alla partecipazione dei giovani, dalla conoscenza della nostra storia alle opportunità di reinserimento sociale, abbiamo cercato di raccontare questi valori attraverso esperienze concrete. La cultura deve essere un’occasione aperta a tutti, capace di creare opportunità e non lasciare indietro nessuno».
Con il concerto nella Cappella Palatina si conclude la quinta edizione di MaratonArt, un percorso che ha dimostrato come la collaborazione tra realtà associative, istituzioni e comunità possa trasformare la cultura in uno strumento di crescita e coesione.
Perché le armonie più importanti sono quelle che nascono quando i diritti di ciascuno diventano un impegno condiviso di tutti.


