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Lavori Napoli-Bari, flusso di camion verso località Tagliata: Dimensione Bandecchi chiede controlli rafforzati
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Un flusso continuo di mezzi pesanti attraversa da mesi il territorio di Montesarchio, diretti verso la cava di località Tagliata, nella zona di Tre Ponti, all’ingresso della città per chi arriva da Benevento. A sollevare l’attenzione sulla quantità dei conferimenti e sulla necessità di rafforzare le verifiche è Fabio Serpini Bendetto, coordinatore provinciale di Dimensione Bandecchi, che chiede alle istituzioni un sistema di controlli più capillare, fino all’ipotesi di un presidio fisso.
Secondo quanto riferito, si tratta di terre e rocce da scavo provenienti dai cantieri della linea ferroviaria Napoli-Bari e conferite sulla base di un contratto con RFI. L’amministrazione ha inoltre comunicato di avere già effettuato controlli a campione sulla documentazione, sulla provenienza dei materiali, sulle modalità di trasporto e sullo scarico.
Per Serpini Bendetto, tuttavia, la dimensione del traffico rende necessario interrogarsi sull’effettiva capacità dei controlli di intercettare eventuali irregolarità. Nella nota viene riferita un’osservazione effettuata sul posto nell’arco di circa mezz’ora, durante la quale sarebbero stati conteggiati 25-26 camion. Si tratta, viene precisato, di una rilevazione estemporanea e non di una stima ufficiale del traffico giornaliero.
Da qui la richiesta di conoscere quanti mezzi vengano effettivamente sottoposti a verifica rispetto al totale dei transiti, con quale frequenza e quali controlli vengano effettuati sul materiale trasportato.
Le inchieste sugli appalti della Napoli-Bari
A rendere ancora più delicata la questione, secondo il coordinatore provinciale di Dimensione Bandecchi, è il contesto delle recenti inchieste giudiziarie sugli appalti e subappalti legati alla linea Napoli-Bari.
Serpini Bendetto invita ad aumentare il livello di prevenzione e trasparenza sul materiale trasportato. Da qui la proposta di un presidio fisso all’ingresso del territorio, definito nella nota come una sorta di «dogana», con controlli quotidiani sui mezzi e sui carichi.
A ciò si aggiunge la richiesta alle istituzioni competenti di rendere pubblici i dati relativi al numero dei mezzi controllati rispetto a quelli transitati, alla frequenza delle verifiche e alla tipologia degli accertamenti effettuati. L’obiettivo indicato è arrivare a un piano di controlli rafforzato e pubblico.
Il registro tumori e la memoria di Tre Ponti
La nota contiene anche una richiesta rivolta all’ASL di Benevento: rendere pubblici i dati aggiornati del registro tumori relativi alla Valle Caudina, nell’ottica – viene spiegato – del diritto dei cittadini a disporre di informazioni sul proprio territorio.
Nel richiamare la questione ambientale, Serpini Bendetto ricorda inoltre le proteste che interessarono l’area di Tre Ponti nel 2005 e nel 2008 contro la discarica. Una vicenda distinta dall’attuale area di Tagliata, ma che rappresenta secondo il coordinatore un precedente capace di spiegare la particolare attenzione dei residenti verso il tema dei rifiuti e dei materiali movimentati.
Il principio indicato nella nota è quello della prevenzione: controllare prima, per evitare di dover intervenire quando un’eventuale criticità fosse già emersa.
La richiesta, infine, viene rivolta alle istituzioni con un messaggio che vuole tenere insieme tutela dei cittadini e garanzia per le imprese che operano nel rispetto delle regole: se i conferimenti sono regolari, sostiene Serpini Bendetto, controlli più rigorosi non dovrebbero rappresentare un problema, ma una garanzia.
Per Montesarchio, la questione posta dalla nota resta quindi soprattutto una domanda di trasparenza: quanti camion arrivano a Tagliata, quanti vengono controllati e con quali modalità? È su questi numeri e sulla qualità delle verifiche che Dimensione Bandecchi chiede ora alle istituzioni di fare chiarezza.



