CULTURA
SottoTraccia 2026, l’arte contemporanea riaccende il cuore di Benevento: presentata la seconda edizione
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Il rumore come disturbo, ma anche come possibilità. Come qualcosa che rompe l’ordine, mette in discussione le certezze e apre una porta verso l’inatteso.
È questo il punto di partenza di SottoTraccia 2026, il festival di arti contemporanee e rigenerazione urbana che torna a Benevento per la sua seconda edizione.
Dal 25 al 30 agosto, sei giorni di esposizioni, performance, ricerca e incontri nel cuore della città, negli spazi di via Bartolomeo Camerario, all’interno della programmazione di Benevento Città Spettacolo.
Un festival multidisciplinare che mette in dialogo linguaggi, generazioni e sensibilità differenti. Sono circa ottanta gli artisti coinvolti: una cinquantina arrivano da fuori Benevento, una trentina sono invece legati al territorio, con alcune presenze internazionali.
Un incontro tra esperienze diverse che punta a riportare nel capoluogo sannita i linguaggi dell’arte contemporanea e a trasformare luoghi dimenticati in nuovi spazi di cultura.
«Siamo negli spazi dell’Auditorium San Nicola e nell’ex scuola Bosco Lucarelli, che proprio come parte della mission del festival abbiamo restituito alla città, uno spazio che per anni è stato in stato di abbandono e che adesso, tramite l’arte, la cultura, tramite nuovi linguaggi, stiamo provando a riabilitare», spiega il codirettore Antonio Spina.
È proprio la rigenerazione urbana uno degli elementi distintivi di SottoTraccia. L’arte diventa strumento per riaprire alla cittadinanza luoghi rimasti inutilizzati.
Quest’anno l’operazione si allarga agli spazi dell’ex asilo al piano terra della scuola Federico Torre, ripuliti e recuperati per ospitare le esposizioni.
Nei primi due giorni, invece, l’Auditorium San Nicola accoglierà un’installazione di Lorenzo Letizia, film maker romano, con un intervento video pensato per occupare l’intero boccascena del teatro.
«Il festival – aggiunge Spina – nasce come iniziativa per portare artisti e artiste con background molto diversi, sensibilità diverse, linguaggi diversi, perché sia un momento unico di dialogo e confronto che possa produrre qualcosa di fertile sia per il territorio che, in generale, per l’art system.»
Dalla videoarte alla pittura, dalle installazioni alle performance: una proposta pensata per chi vuole avvicinarsi ai linguaggi contemporanei con uno sguardo curioso.
Tra gli ospiti Raffaele Matta, con una ricerca che mette in relazione musica indiana e sperimentazione elettroacustica; e ancora artisti del territorio come Alessandro Rillo, protagonista di un’installazione destinata a trasformarsi in performance.
In chiusura, spazio anche alla ricerca performativa di Thomas Valerio, già esposto in importanti contesti dell’arte contemporanea. E SottoTraccia quest’anno non si ferma ai sei giorni del festival. Nasce Cartografie del Rumore, un journal di ricerca che amplia e prolunga la riflessione sul tema dell’edizione, coinvolgendo giovani ricercatori e ricercatrici insieme a Francesca Recchia e Alessandro Paolo Lombardo.
Un progetto che trova anche importanti conferme istituzionali: la Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee, attraverso il Museo Madre di Napoli, rinnova il proprio matronato, mentre la Fondazione Morra concede quest’anno il proprio patrocinio culturale.




