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Paduli, venti studenti del Liceo Artistico “Alberti-Virgilio” protagonisti di “San Francesco a chiazza”
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Ci sono giornate in cui una scuola esce dai propri confini e diventa parte integrante della comunità. Giornate in cui la formazione passa attraverso l’esperienza, il confronto, l’incontro con le persone e la possibilità di lasciare un segno concreto. È accaduto oggi a Paduli, dove la piazza si è trasformata in un grande laboratorio creativo a cielo aperto per la rassegna d’arte estemporanea “San Francesco a chiazza”.
Protagonisti assoluti sono stati venti studenti del Liceo Artistico “Alberti-Virgilio” di Benevento, chiamati a interpretare attraverso la pittura e il disegno la figura di San Francesco d’Assisi. Dalle 9:00 alle 16:00, davanti agli occhi dei cittadini e dei numerosi visitatori accorsi per assistere all’iniziativa, i ragazzi hanno lavorato alle loro opere. Venti opere, venti percorsi creativi, venti modi differenti di guardare e raccontare una figura che appartiene alla memoria religiosa e culturale del nostro Paese.
La piazza, per qualche ora, ha cambiato volto. È diventata un luogo in cui osservare l’arte mentre nasce, seguire il gesto del pittore, vedere un’idea prendere forma e scoprire come, partendo dallo stesso tema, possano nascere interpretazioni profondamente diverse.
Ed è proprio qui che si trova il valore più autentico dell’iniziativa.
Per gli studenti, infatti, l’estemporanea non è stata semplicemente una prova artistica e nemmeno una competizione. È stata una lezione fuori dall’aula. Un’esperienza nella quale mettere alla prova competenze tecniche, creatività, capacità di osservazione e autonomia. Ma anche un’occasione per imparare a gestire il tempo, confrontarsi con uno spazio reale, lavorare sotto lo sguardo del pubblico e trasformare una suggestione in un’opera compiuta.
L’arte, in questo senso, diventa uno straordinario strumento educativo.
Gli studenti sono stati accompagnati durante l’esperienza dai docenti Caterina Citarella, Giulio Calandro e Mariapia Saccone, che hanno seguito i ragazzi nella fase creativa e operativa, sostenendone il percorso e le capacità individuali. La manifestazione è stata realizzata grazie al contributo del Comune di Paduli, della Parrocchia San Bartolomeo, della Pro Loco Padulese e dell’UNPLI Benevento, in collaborazione con il Liceo Artistico “Alberti-Virgilio” di Benevento.
Un lavoro corale che ha messo insieme istituzioni, scuola, associazionismo e comunità, dimostrando quanto possa essere fecondo il dialogo tra realtà diverse quando al centro vengono messi la cultura e i giovani.
Alle 17:30, al termine della giornata di lavoro, si è svolta la cerimonia di premiazione, alla presenza del parroco Don Enrico Francesco Iuliano, del sindaco di Paduli Avv. Domenico Vessichelli e della vicepreside del Liceo Artistico “Alberti-Virgilio”, professoressa Anna Rita Zagarese.
Il primo premio, documentato dalla fotografie di Vito Sordi, è stato assegnato a Giulia Tremigliozzi, il secondo premio a Vanessa Renna e il terzo premio a Martina Terranova.
Tre riconoscimenti che hanno premiato particolari qualità artistiche e interpretative, ma che non possono cancellare il valore dell’esperienza vissuta da tutti i partecipanti.
La partecipazione alla rassegna di Paduli si inserisce nel più ampio percorso di apertura al territorio del Liceo Artistico “Alberti-Virgilio” di Benevento, guidato dalla Dirigente scolastica, Dott.ssa Silvia Vinciguerra.
Una scuola che attraverso progetti, iniziative e collaborazioni con Comuni, enti, associazioni e realtà culturali del territorio offre ai propri studenti occasioni concrete per mettere in pratica ciò che apprendono quotidianamente.
È una concezione della formazione nella quale la scuola non rimane isolata, ma dialoga con ciò che la circonda. I luoghi diventano così spazi didattici; le comunità diventano interlocutori; gli eventi culturali diventano occasioni di crescita. E l’arte diventa il linguaggio attraverso il quale questo dialogo può realizzarsi.
Per un Liceo Artistico, il rapporto con il territorio assume inoltre un significato particolare. Significa educare gli studenti a riconoscere il valore dei luoghi in cui vivono, delle loro tradizioni, della loro storia e del loro patrimonio culturale. Significa insegnare che la creatività può essere anche uno strumento di valorizzazione e di promozione della comunità. Ma significa soprattutto dare ai ragazzi una consapevolezza fondamentale: quello che imparano a scuola può avere un valore reale fuori dalla scuola.
“San Francesco a chiazza” è stata dunque molto più di un’estemporanea. È stata una giornata nella quale una comunità ha scelto di investire sui giovani e nella quale una scuola ha portato le proprie competenze dentro la vita del territorio. A Paduli, per alcune ore, l’arte non è stata qualcosa da osservare a distanza. È stata qualcosa da vivere.
I visitatori hanno visto nascere le opere; i ragazzi hanno sperimentato cosa significa essere artisti davanti a un pubblico; gli insegnanti hanno accompagnato un percorso di crescita; le istituzioni hanno costruito un’occasione di incontro.
E forse è proprio questa la fotografia più bella della giornata: una piazza diventata laboratorio, venti giovani diventati narratori e l’arte diventata un ponte tra la scuola e la comunità.
Perché una scuola che porta i propri studenti sul territorio non insegna soltanto a dipingere, scolpire o progettare. Insegna a guardare il mondo con occhi diversi. E un ragazzo che impara a guardare il mondo con occhi diversi sarà, domani, un adulto più capace di comprenderlo, di raccontarlo e, magari, anche di cambiarlo. È questo il valore più profondo dell’arte: non soltanto creare bellezza, ma insegnare a riconoscerla, a custodirla e a generarne di nuova.




