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Ospedale di Sant’Agata, Lavorgna (Sannio Insieme): ‘Dopo le promesse elettorali il nulla’
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“Dopo mesi di annunci, promesse e proclami, sull’ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata dei Goti sembra essere calato il silenzio più assoluto. Durante la campagna elettorale abbiamo assistito a dichiarazioni trionfalistiche, a chi esultava per il ricorso vinto e a chi assicurava ai cittadini che, finalmente, il problema dell’ospedale sarebbe stato risolto. Ma oggi, a distanza di tempo, quali risultati concreti sono stati prodotti? Il nulla”. A denunciarlo in una nota è Alfredo Lavorgna, segretario provinciale di ‘Sannio Insieme’.
“Il TAR aveva indicato tempi precisi per il ripristino del Pronto Soccorso, eppure la situazione continua a essere caratterizzata da disagi, carenze e incertezze. E allora viene spontaneo chiedersi: dove sono finite tutte quelle promesse? Dov’è la Regione Campania? Quali provvedimenti concreti sono stati adottati? Quali risorse sono state messe a disposizione? Quale cronoprogramma è stato predisposto per restituire al territorio un presidio sanitario adeguato alle esigenze di migliaia di cittadini? Non è più il momento delle passerelle, degli annunci o delle dichiarazioni rilasciate durante le campagne elettorali. La salute delle persone non può essere utilizzata come terreno di propaganda politica.
I cittadini di Sant’Agata dei Goti e dell’intero comprensorio – aggiunge Lavorgna – meritano risposte chiare e soprattutto fatti. Per anni abbiamo ascoltato promesse di rilancio, riorganizzazione e potenziamento. Oggi, invece, ci troviamo ancora a discutere delle stesse criticità. Basta con le promesse. Basta con gli annunci. Basta con le esultanze di facciata.
La Regione Campania dica pubblicamente ai cittadini cosa intende fare per il Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e, soprattutto, quando intende farlo. Perché una sentenza non può diventare un titolo da campagna elettorale e poi essere dimenticata. Sant’Agata dei Goti non chiede favori. Chiede il diritto alla salute. Chiede un ospedale che funzioni. Chiede rispetto. E soprattutto chiede che alle parole seguano finalmente i fatti”, conclude Lavorgna.




