Comune di Benevento
Dissesto a Palazzo Mosti, l’opposizione: “Anni di propaganda, sottratti inutilmente 11 milioni a cittadini e imprese”
Ascolta la lettura dell'articolo
“Dopo una lunghissima gestione straordinaria si chiude il dissesto voluto circa dieci anni fa dall’allora neo Sindaco Mastella. È stata la formidabile arma per impostare, in tutti questi anni, una campagna di comunicazione fondata sulle colpe di “quelli di prima”. Anche se “quelli di prima”, come è noto, sono tutti abili e arruolati nelle fila di Noi di Centro, dal Vice-Sindaco di “prima” all’assessore al bilancio di “prima”, per finire a uno stuolo di consiglieri tutti provenienti dall’esperienza amministrativa di “prima”. Ma a noi non interessa più di tanto la polemica spicciola, specie considerando che a pagare il conto del dissesto sono stati centinaia di cittadini, professionisti e imprese che sono riusciti a realizzare, dopo tanto tempo trascorso, solo il 60% dei propri crediti”. Lo scrivono i consiglieri comunali di opposizione Francesco Farese, Luigi Diego Perifano, Giovanna Megna, Floriana Fioretti, Raffaele De Longis, Giovanni De Lorenzo, Marialetizia Varricchio, Angelo Miceli.
“E al riguardo si impone una prima importante considerazione: oggi la procedura si avvia alla chiusura con un saldo attivo di oltre 42 milioni di euro, il che significa che vi era la disponibilità economica per soddisfare i crediti al 100%. Invece, con le transazioni al 60%, ai 1.403 creditori sono stati liquidati quasi 11 milioni di euro in meno. 11 milioni sottratti al circuito economico, negati a chi ne aveva sacrosanto diritto per prestazioni e forniture rese al Comune! Una doppia penalizzazione, dunque, consistente in un pagamento quasi dimezzato e intervenuto a distanza di circa un decennio. Ci chiediamo: è stato giusto agire in tal modo allorquando vi era la capienza per pagare integralmente tutti?Ed è stato opportuno farlo in una fase in cui le difficoltà degli operatori economici sono sempre più evidenti e numerose attività commerciali sono costrette a chiudere i battenti?
Sarebbe opportuno analizzare poi nel dettaglio i 24 milioni di euro di debiti esclusi dalla massa passiva, al fine di comprendere le ragioni di tale esclusione. Quanti di questi rientreranno nella competenza del bilancio del Comune e che impatto potrebbero avere sulla gestione ordinaria dell’Ente?
Così come sarebbe utile verificare quanti siano i creditori che non hanno accettato le transazioni al 60% , e quindi a quanto ammontano i debiti rimasti fuori dal piano di estinzione e a cui il Comune, una volta chiuso il dissesto, sarà tenuto ancora a far fronte. Altro capitolo riguarda le tasse locali che per anni i beneventani hanno pagato al massimo. Ora che l’Amministrazione dichiara che i conti sono risanati è certamente possibile ridurre subito, in modo mirato, le aliquote IMU, l’addizionale IRPEF e il Canone Patrimoniale. Siamo pronti ad aprire un confronto sul tema: si convochi il Consiglio e se ne discuta, così da aprire una fase nuova che possa alleggerire i pesi fiscali che oggi gravano su cittadini e imprese”, concludono i consiglieri.




