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POLITICA

Civico 22 torna nel centro storico con una nuova sede: “Il commercio sta morendo, c’è necessità di rivitalizzarlo”

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Il movimento Civico 22 ha deciso di tornare in centro storico non solo per motivazioni simboliche, ma anche per l’ubicazione della nuova sede, in piazza Mazzini al civico 10, negli spazi che i beneventani con i capelli bianchi ricorderanno come sede di una storica tipografia cittadina.

Quelle stanze, che ora ospitano il movimento politico giallonero in coabitazione con il club di tifosi Oreste Vigorito, diventeranno nelle intenzioni degli attivisti, un punto di ascolto delle esigenze, delle idee e delle istanze dei cittadini: sia di coloro che già si riconoscono nel raggruppamento fondato da Angelo Moretti, sia di chi vorrà avvicinarsi in futuro.

Con queste parole, il presidente di Civico 22, Argemino Parente, che ha rivendicato il ruolo politico di opposizione critica all’amministrazione in carica, ha dato il benvenuto ai presenti. Tra il pubblico si sono notate le presenze di Raffaele Arigliani e di Roberto Costanzo, quest’ultimo intervenuto per un rapido saluto informale.

L’inaugurazione della nuova sede è stata anche l’occasione per fare il punto sulla grave crisi commerciale del centro storico e, in particolare, della sua arteria principale, Corso Garibaldi, sempre più impoverita di attività.
Sul tema è intervenuto il segretario politico di Civico 22, Giuseppe Iorio: “La crisi commerciale è evidente: molte attività hanno chiuso e restano meno di 70 negozi in tutto il centro storico. Per invertire il trend servono misure concrete: riduzione delle tasse tramite la lotta all’evasione, pedonalizzazione parziale delle aree, riqualificazione di piazze e vicoli, incentivi al turismo. Per rilanciare il commercio cittadino è fondamentale creare un sistema integrato tra piazze, vicoli del centro storico e Corso Garibaldi, arricchendo gli spazi con alberi, panchine, negozi e aree curate. La piantumazione di alberi lungo il Corso e la valorizzazione degli interni ed esterni dei negozi, con l’aiuto di esperti, possono trasformarlo in una vetrina attrattiva. L’urbanistica tattica (parcheggi sperimentali, spazi flessibili) permette di adattare rapidamente le soluzioni e correggerle se inefficaci. Parallelamente, occorre valorizzare strutture chiave come l’ex Orsoline, il parcheggio di via Porta Rufina e altri spazi strategici, integrandoli con Corso Garibaldi. Non da ultimo, va contrastata l’espansione della grande distribuzione, che penalizza i negozi locali, e va rivisto il piano commerciale”.

Il fondatore di Civico 22, nonché attuale consigliere comunale di opposizione, Angelo Moretti, è giunto a riunione già iniziata, accomodandosi in ultima fila, alla stampa ha spiegato: “Il problema del commercio nel centro storico non riguarda solo Benevento: è una dinamica comune a molte città europee, dove le periferie si riempiono di centri commerciali e il cuore delle città si svuota progressivamente. Questo processo porta spesso a due esiti opposti: da un lato la gentrificazione, con l’aumento insostenibile dei fitti che rende il centro accessibile solo a pochi; dall’altro l’abbandono e il degrado degli spazi urbani. Benevento rischia di trovarsi in quest’ultima condizione ma, essendo una piccola città, ha ancora la possibilità di reagire attraverso politiche condivise e alternative, capaci di riportare vitalità e attrattività. Per invertire la tendenza è necessario incentivare l’uso del mega-parcheggio e dei parcheggi diffusi, introdurre agevolazioni per chi investe nel centro storico e ripensare la città come un luogo in cui il tempo degli acquisti si intrecci con quello della cultura e del tempo libero, trasformandola in uno spazio vivo e accogliente. Parallelamente emerge la questione della sicurezza, legata in particolare al fenomeno delle baby gang, che non riguarda solo Benevento ma l’intero Paese. Non è un problema da affrontare con derive razziste o affidandosi esclusivamente alle telecamere, utili solo alle indagini ma incapaci di garantire una reale prevenzione. La risposta deve arrivare da interventi educativi e culturali mirati, da percorsi di mediazione, dall’offerta di spazi scolastici e cittadini realmente inclusivi e da un vero piano per l’adolescenza che coinvolga scuole e comunità. La sicurezza, infatti, nasce da una comunità attiva e coesa, capace di comprendere i fenomeni, prevenire i rischi e accompagnare i giovani verso una cittadinanza più consapevole”.

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