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CULTURA

Il cinema come strumento di reintegrazione e riabilitazione: presentata la terza edizione di “Cortincarcere”

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Presentata, questa mattina presso la Casa Circondariale di Benevento, la III edizione di “Cortincarcere”, la rassegna che per il terzo anno consecutivo porterà il cinema in carcere, come percorso di formazione e di riabilitazione socio-educativa.

L’iniziativa, promossa dalla Camera Penale di Benevento insieme all’associazione Libero Teatro APS, attraverso il linguaggio cinematografico, porta oltre le sbarre, insieme ai film, anche autori, attori ed esperti del settore.

Alla conferenza stampa, moderata dal giornalista Gerardo De Ioanni, hanno preso parte il direttore della Casa Circondariale, Dott. Gianfranco Marcello, gli avvocati Simona Barbone e Nico Salomone, la prima nella qualità di Presidente della Camera Penale di Benevento, l’avvocato Salomone quale componente di Giunta della Camera Penale nonché dell’Osservatorio Nazionale Carceri dell’Unione Camere Penali. Presente, in rappresentanza dell’associazione Libero Teatro, l’avv. Mario Tomasiello.

La direzione artistica di “Cortincarcere” è affidata all’Associazione Libero Teatro, organizzatrice del Social Film Festival ArTelesia, Concorso internazionale del cinema sociale, giunto alla XVI edizione. Il percorso – che si svilupperà nell’arco di tre mesi e coinvolgerà i reparti maschile e femminile, comuni, alta sicurezza e sex offender – è strutturato in due parti: una, destinata a fornire le conoscenze di base dell’analisi dei cortometraggi, privilegiando un punto di vista tecnico, l’altra, finalizzata al dibattito sulle tematiche sociali oggetto dei film proiettati.

Dall’11 aprile al 27 giugno, nelle sale predisposte dalla Casa Circondariale, i migliori cortometraggi in concorso saranno proiettati e valutati da una giuria formata da detenuti, e presieduta da un professionista, che al termine del percorso conferirà al miglior lavoro cinematografico un premio che sarà consegnato in occasione del festival. Si tratta, dunque, di una manifestazione di grande apertura del carcere sul mondo del cinema, in un progetto comune di elevata contaminazione reciproca e di notevole qualità artistica che avrà ricadute positive anche sul territorio.

Il Direttore del Carcere, dott. Gianfranco Marecello, ha tenuto a ricordare che, condividendo l’iniziativa del progetto “Corti in carcere” in quanto valido strumento di socializzazione e umanizzazione della vita carceraria, le attività condotte nella casa circondariale sono frutto anche di sacrificio da parte del personale che, con pazienza e attenzione, accompagna i detenuti in iniziative che consentono loro anche un significativo miglioramento dei comportamenti generali e il raggiungimento di motivazioni e consapevolezza nei confronti degli errori commessi e dei progetti futuri.

Simona Barbone, Presidente della Camera Penale di Benevento, ha posto l’accento sull’importanza dell’iniziativa in quanto strumento di miglioramento della vita carceraria e importante sostegno psicologico ai detenuti. In merito a questi ultimi, l’avvocato ha ricordato la decisione di affiggere, all’interno degli spazi della Camera Penale sannita, il cosiddetto “Macabro contatore” nel quale vengono annotati i suicidi nelle carceri, eventi che al momento della stampa del manifesto risalivano a 24 e che nelle ultime ore sono arrivati a 31.

“Un fenomeno triste e preoccupante – spiega l’avv. Barbone – che è frutto di mancanza di assistenza sanitaria e, soprattutto, carenza di assistenza psichiatrica. Un progetto come “Cortincarcere” rappresenta, dunque, un primo passo verso l’umanizzazione della vita carceraria come ogni attività trattamentale che distrae e dà significato alla detenzione”.

“Ringrazio il personale del carcere e la loro professionalità e umanità”. Dichiara l’avv. Nico Salomone che poi prosegue ricordando che “alla iniziativa partecipano gruppi di 25 detenuti che visionano i cortometraggi, esprimono un voto, ma soprattutto si divertono”.

H sottolineato, poi, sempre l’avv. Salomone come “queste iniziative possano davvero diventare volano di scelte future non solo rispettose della legge, ma anche foriere di progetti di vita soddisfacenti, come accaduto a Salvatore Striano, già detenuto in Spagna ed a Rebibbia e diventato poi attore di importanti film.

Per i detenuti – conclude -, la cultura è un diritto, non un privilegio ed anche gli spazi per tali attività debbono essere obbligatori in ogni casa circondariale perché, se si vuole il reinserimento dei detenuti, bisogna ricordare che questo sarà possibile solo attraverso il contatto culturale”.

In conclusione, invece, l’avv. Mario Tommasiello, dell’ass. Libero Teatro, ha ribadito la valenza di un progetto sociale quale “Cortincarcere”, del valore della partecipazione dei detenuti allo stesso progetto, soprattutto quando ad essi è chiesto di assumere il ruolo di giurati della manifestazione, evento che vedrà, presumibilmente ad ottobre, la premiazione del vincitore.

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