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Progetto impianto eolico a Morcone e Pontelandolfo, Italia Nostra scrive ai ministri dell’Ambiente e della Cultura

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“L’Associazione Italia Nostra ritiene che lo sviluppo delle fonti rinnovabili sia un elemento fondamentale per la lotta al cambiamento climatico e all’indipendenza energetica. Tuttavia, come nel caso che si sottopone all’attenzione, in assenza di una corretta programmazione e pianificazione del territorio, taluni progetti, qualora realizzati, produrrebbero impatti irreversibili ed estremamente pregiudizievoli sul patrimonio culturale e paesaggistico e sulle risorse naturali, agricole e forestali dei territori interessati.  Il progetto di cui trattasi, al momento in istruttoria tecnica CTPNRR-PNIEC con Codice procedura (ID_VIP/ID_MATTM) N.8610, è a ridosso di siti di altissimo valore storico, archeologico, paesaggistico ed ambientale.  In particolare, il sito dell’antica città di Saepinum-Altilia, recentemente individuato come Parco Archeologico ai sensi dell’art.101 del D.Lgs 42/2004, e è il fulcro del patrimonio archeologico diffuso nell’Alta Valle del Tammaro, e gode di notorietà ed interesse internazionale e rilevante afflusso di visitatori , grazie anche a eventi quali la mostra “Il Sannio e i Sanniti”, la maggiore esposizione riguardante il Sannio e l’antico popolo sannita mai organizzata fuori dall’Italia, nella straordinaria cornice di Monaco di Baviera, dal Consolato italiano e dallo Staatliche Antikensammlungen, tra i più prestigiosi musei del mondo”. Così in una lettera la presidente nazionale di Italia Nostra, Antonella Caroli, inviata al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministro della Cultura, avente ad argomento la tutela del paesaggio e del patrimonio culturale del Sannio e, nello specifico, il progetto di un impianto eolico da realizzarsi nei comuni di Morcone e Pontelandolfo.

“Nella citata procedura VIA – spiega -, sono già presenti osservazioni e rilievi di istituzioni e associazioni, a testimonianza di quanto sia forte e diffusa la consapevolezza del rischio di compromissione del patrimonio culturale e dell’identità di una vasta area, peraltro adiacente all’istituendo Parco Nazionale del Matese: si registrano sinora quelle della Regione Molise, della Provincia di Benevento, del Comune di Morcone, del Comune di Sassinoro, dell’Associazione WWF Sannio, di Italia Nostra Campobasso, Italia Nostra Matese Alto Tammaro e associazioni locali, del Fonte Sannita per la Difesa della Montagna ed infine dell’Ente Parco Archeologico di Sepino. Fra tante criticità puntualmente individuate nelle citate osservazioni, e condivise dalla Scrivente, evidenziamo quanto efficacemente sintetizzato dall’Ente Parco Archeologico di Sepino. La presenza di aerogeneratori di grande taglia nel contesto del Parco Archeologico rappresenta un vulnus all’attrattività del sito e del suo contesto archeologico, paesaggistico ed ambientale e andrebbe ad inficiare le attività istituzionali e progettuali del Parco Archeologico, basate sullo sviluppo strategico di progetti di valorizzazione territoriali in sinergia con gli altri stakeholders con la creazione di una offerta turistica sistemica, unitaria, in grado di creare sinergie e valore aggiunto in un’ottica che vede la risorsa del Parco di Sepino fattore e catalizzatore di sviluppo dell’intero comprensorio territoriale che lo contiene. Nella Conca Montana dell’alto Tammaro sono presenti 4 Comuni molisani il cui territorio è tutto vincolato paesaggisticamente, e il territorio intorno Saepinum è esente da aree industriali e da qualunque impianto tecnologico, in quanto tutte le Amministrazioni nel tempo e il MIC hanno assicurato al Parco Archeologico un contesto incontaminato, unico caso in tutta la Provincia di Campobasso.

Dopo la valanga di interventi scoordinati e non programmati nella Regione Campania – attacca -, pressoché priva di regolamentazione (ad oggi non vi è alcuna puntuale individuazione delle aree idonee alle FER, mentre il Piano Paesaggistico Regionale è ancora in itinere), vogliano le SSLL prendere atto della necessità di mettere un argine, per consentire la conservazione di questi luoghi di alto valore storico e simbolico, che rappresentano ciò che il Molise e i comuni campani dell’area (ricca di patrimonio culturale, dal regio Tratturo ai luoghi dei liguri Bebiani e alla storia dei Longobardi e delle vie di pellegrinaggio) intendono tutelare e valorizzare, anche come attrazione turistica e opportunità di contrasto allo spopolamento.

Il rischio per il paesaggio ed il patrimonio culturale – conclude – è talmente avvertito, nel Sannio, da aver indotto le autorità ecclesiastiche a denunciare pubblicamente, con il comunicato stampa che si allega, la deturpazione di molti luoghi, fra cui, oltre la Pietrelcina di San Pio, il Fortore ed, appunto, il Tammaro, mettendo a repentaglio la possibilità di un “nuovo progetto organico di sviluppo, capace d’incentivare la presenza di pellegrini e turisti, valorizzando le ricchezze paesaggistiche e lo straordinario patrimonio storico-artistico di cui gli uomini delle passate generazioni l’hanno arricchito”.

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