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Comune di Benevento

De Iapinis: ‘Mastella è il medioevo politico, gestisce Benevento come tribù di sua proprietà’

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“Benevento ricorda il Titanic: mentre la gente balla, beve e si diverte la città affonda. Livello di disoccupazione giovanile tra i più alti in Italia, tariffe e tasse comunali tra le più care della nazione. Servizi pessimi in tutti i campi. Degrado ovunque. La città di Mastella è fatta di inaugurazioni, caroselli e spot pubblicitari senza contenuto, scatole vuote, insomma, tutta una scenografia di carta pesta”. A denunciarlo in una nota è l’ex amministratore cittadino Ambner De Iapinis, fondatore dell’associazione ‘Benevento Città Verde’.

“La parte più suggestiva della città, Piazza Piano di Corte, è un “far west” senza regole, ridotta ad un orinatoio, una “nave senza nocchiero” in balia di scorribande e di gente a volte ubriaca e violenta, con risse, sporcizia e degrado ovunque. Gli abitanti sono costretti ad assistere ad un film quasi apocalittico. Una zona off limits dove andare diventa quasi un rischio, dove vivere, per i residenti, è ormai un incubo: è una babele.

Questo succede – aggiunge De Iapinis – quando non ci sono arbitri e regole del gioco e quando non si ha il coraggio di prendere decisioni. Non dimentichiamo che questa città ha subìto, ad ogni colpo di tosse, la chiusura delle scuole, tutto targato Mastella.

Non bisogna dimenticare che questo è l’uomo che voleva distruggere tutto l’ecosistema della parte alta della città e che ciò avrebbe significato l’annientamento dell’ossigeno, la morte di decine di migliaia di uccelli e ridotto i viali a degli spettri. Se ciò fosse avvenuto avremmo assistito al più grande sterminio del verde mai subìto dalla città di Benevento. Se ciò fosse successo ci saremmo ritrovati in una sorta di Hiroshima, di questo si tratta, non lo dobbiamo dimenticare.

E se la magistratura non avesse fermato questo disegno scellerato? Oggi quegli alberi sono abbandonati, non vengono curati dalla cocciniglia e vengono lasciati morire per la irresponsabilità di questa amministrazione.

Si sono spesi quarantamila euro di inutili perizie, soldi gettati al vento per cercare di abbatterli e non se ne spendono ventimila per salvarli! Noi saremo quindi costretti, nostro malgrado, a denunciare Mastella in prima persona, per il perpetuarsi di questo scempio e per i danni che questo sta producendo. 

A Benevento, a mio parere, si annidano delle micro oligarchie che si reggono su un apparato di interessi consolidati e che formano “il sacco di Benevento” e questa corsa elettorale sarà una battaglia di liberazione per la città.

Bisogna sciogliere, slegare e reinventare il futuro di questa, oggi, sfortunata ma antica comunità.

Mastella è, a mio parere, il medioevo politico e gestisce questa città in modo tribale, come se fosse una tribù di sua proprietà.

E che dire di una GESESA – conclude De Iapinis – che spende e spande con i soldi dei cittadini invece che, come sarebbe proprio dovere, ridurre le tariffe o le bollette? Se mai costui dovesse vincere, il giorno dopo saranno “lacrimis et sanguine” per i beneventani, ma io azzardo una previsione: se Mastella non vince al primo turno, perde! E non vince al primo turno”.

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