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Cgil: ‘Mettiamo la sanità sannita in condizione di reggere l’impatto’

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“È un atto dovuto e mai scontato quello di ringraziare, oggi più che mai, tutti i lavoratori che stanno garantendo, in questa fase delicatissima, la prosecuzione dei servizi essenziali.

In particolare i lavoratori della Sanità (Medici, Infermieri, Ausiliari, Tecnici, Amministrativi, Lavoratori dei Servizi Accessori come Mense, Pulizie, Fornitori) e quelli dell’indotto, che tengono in piedi l’intero ciclo di cure che, anche a Benevento e Provincia, prova a reggere al forte impatto dettato da questa emergenza completamente al di fuori di ogni ordinarietà.

È nostro compito – scrivono Luciano Valle e Giannaserena Franzè, rispettivamente segretario generale Cgil Benevento e referente provinciale della Fp Cgil – tenere alta l’attenzione sulla salvaguardia dei livelli di protezione per questi lavoratori. Non è il momento di soffermarsi sull’indebolimento del settore sanitario a causa dei tagli operati negli scorsi decenni sul pezzo pubblico, ma ci preme pretendere che la nostra preoccupazione diventi oggetto dell’azione attiva, quotidiana e combinata tra le istituzioni politiche, sanitarie e sindacali, al fine di garantire non sulla carta, ma nei fatti, la sicurezza del singolo lavoratore, perché a lui corrisponde la sicurezza, la cura e la sopravvivenza dell’intero sistema civile oggi fortemente esposto al contagio. Tale necessità si pone, indistintamente, per l’assistenza sanitaria pubblica così come per quella privata, anch’essa chiamata, responsabilmente, a fronteggiare l’emergenza epidemiologica in corso.

Le notizie delle ultime ore sui casi di Villa Margherita – proseguono i sindacalisti – ci tengono in apprensione e in ogni caso ci obbligano a tenere alta la guardia e ad insistere nel senso fin qui descritto: i dispositivi vanno garantiti a tutti i lavoratori pubblici e privati, covid o non covid, e a tutta la filiera delle persone presenti negli ospedali e nelle cliniche, perché il nemico è invisibile, e potrebbe nascondersi ovunque. Ben vengano anche percorsi separati, comunque, per la gestione della diversa tipologia dei pazienti, perché la prevenzione non è mai troppa, ed è in virtù del diritto costituzionale alla salvaguardia della salute, e poi al lavoro, che siamo quotidianamente in contatto con i lavoratori, ai quali non basterà certamente una mancia per riconoscere loro tutta la gratitudine per il coraggio e l’amore che li spingono, nonostante tutto, a metterci la faccia, anche a rischio della propria incolumità.

Riteniamo che sul versante sicurezza, nella nostra provincia, si è in ritardo. Come abbiamo appreso dalla tremenda esperienza della Lombardia, le strutture sanitarie sono i luoghi dove più facilmente il virus può propagarsi e dove è molto alta la probabilità di infezione del personale che vi opera. Quello che sta venendo alla luce in queste ore attesta che le misure messe in campo non sono state sufficienti, contribuendo ad aggravare il momento.

In una situazione che sembra diventare sempre più drammatica, la politica, quella regionale e locale, non può limitarsi alle raccomandazioni verbali, espresse anche con modalità forti, né abbandonarsi a polemiche sterili e dal sapore propagandistico, ma deve intervenire per garantire sicurezza, posti letto ospedalieri, strumentazione e personale sanitario tali da garantire livelli di assistenza ospedaliera omogenei su tutto il territorio regionale, affinché la popolazione sannita non sia ancora considerata marginale.

La CGIL e la Categoria della Funzione Pubblica, unitamente ai propri rappresentanti sindacali e della sicurezza, – conclude la nota della sigla – continueranno ad essere vicini ai lavoratori e, tutti insieme, vigileranno affinché le norme di sicurezza siano applicate nel modo più rigoroso possibile, condizione indispensabile per una offerta sanitaria all’altezza della difficile situazione”.

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