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POLITICA

Sanità e politica, Liberi e Uguali attacca ancora l’Asl sull’atto aziendale

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“Chiediamo chiarezza sui meccanismi che caratterizzano il rapporto tra politica e sanità nel nostro territorio. Continueremo a farlo, nonostante il silenzio ostinato che viene riservato alle nostre osservazioni”. A scriverlo in una nota è Liberi e Uguali Sannio.

“L’Atto Aziendale dell’ASL BN – spiega il comunicato – continua a destare stupore. Inizialmente gli organi di controllo della Regione avevano avanzato numerose prescrizioni, rimaste inottemperate. Oggi quegli stessi organi concedono una seconda proroga, stavolta fino a gennaio 2019.

Indipendentemente dai contenuti organizzativi, oggetto nella loro quasi totalità di contestazioni sfociate in diverse interrogazioni, regionali e nazionali, stupisce che l’atto sia stato licenziato senza il parere vincolante del Consiglio dei sanitari, che a dirla tutta non è stato ancora istituito.

Va anche ricordato il caso – prosegue la nota – della nuova residenza sanitaria per anziani, prevista nel comune di Ceppaloni. Nell’ASL BN le RSA per anziani sono complessivamente otto. Sei sono quelle private accreditate, che assommano a 164 posti letto, due sono quelle pubbliche (Molinara e Morcone), che totalizzano 40 posti letto.

La complessiva offerta sul territorio aziendale, pari a 204 posti letto, pare maggiore della domanda. Si pensi che nel 2017 le strutture private più utilizzate hanno occupato soltanto il 27% dei posti. Allora perché si prevede l’apertura di una nuova RSA, su cui tra l’altro né il Coordinamento istituzionale né l’Ambito territoriale si sono mai espressi?

Ci sono somme che, previste inizialmente per le RSA e rimaste inutilizzate, vengono destinate ad altre voci. Solo per il 2017 parliamo di circa 1,8 milioni di euro. Come prescrive la norma, tale riallocazione di risorse avrebbe dovuto riguardare i livelli essenziali delle prestazioni (LEA), ad esempio potenziando i progetti terapeutici riabilitativi individualizzati. Con quella cifra si sarebbe anche potuto far fronte alle esigenze accertate dai distretti territoriali. E invece niente.

Per la nuova RSA – continua LeU – l’ASL di Benevento ha stipulato un contratto di comodato d’uso decennale con il Comune di Ceppaloni. I lavori di adeguamento, pari a circa 61.000 euro, sono stati a carico esclusivo dell’ASL. Tale spesa rappresenta solo il primo passo, al quale seguiranno ulteriori spese per attrezzature, arredi, personale. Con quali fondi l’ASL fronteggerà l’intera operazione?

È chiaro che tali risorse verranno sottratte ai bilanci annuali dell’ASL, e di conseguenza agli assistiti saranno ridotte o negate altre prestazioni per attività non giustificate dalle attuali domande di assistenza.

Lo ribadiamo ancora una volta: chi vuole avere un’idea compiuta dei danni che si stanno facendo all’intero territorio e alla popolazione, – conclude LeU – può guardare al caso della sanità. Tutti sanno, molti fanno finta di non sapere. Le conseguenze ricadono, purtroppo, sui sanniti”.

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