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San Pio, oltre 5mila ore di prestazioni aggiuntive per contrastare la carenza di organico
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Sono ben 5.336 le ore mensili di autoconvenzione messe in campo dall’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento per il secondo quadrimestre dell’anno, a cui si aggiungono 461 ore al mese di convenzioni esterne, per un totale complessivo di quasi 5.800 ore mensili destinate a coprire i turni nei reparti.
È quanto stabilito da una delibera approvata dal Direttore Generale Maria Morgante. Un piano di lavoro che mobilita risorse finanziarie complessive pari a 1.855.040,00 euro, distribuite sui conti economici aziendali e supportate dai fondi regionali della Campania previsti per le prestazioni aggiuntive.
L’autoconvenzione consiste nel ricorso al lavoro straordinario e incentivato del personale medico già dipendente dell’Azienda Ospedaliera. Si tratta di ore aggiuntive che i medici in servizio prestano su base volontaria e retribuita al di fuori del loro orario di lavoro ordinario, per garantire la copertura dei turni di guardia, delle urgenze e della continuità assistenziale.
Le convenzioni esterne rappresentano invece la seconda leva organizzativa: laddove il personale interno non riesca da solo a soddisfare il fabbisogno del reparto, l’ospedale stipula accordi con altre Aziende Sanitarie od Ospedaliere della Regione Campania per impiegare temporaneamente i loro specialisti nelle corsie del “San Pio”.
Il ricorso a questo voluminoso pacchetto di ore nasce dall’esigenza primaria di scongiurare vuoti nell’organico che metterebbero a rischio l’operatività dei servizi essenziali e dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). In attesa del completamento dei concorsi pubblici e dell’immissione in ruolo di nuovo personale, l’autoconvenzione e le convenzioni esterne permettono di “blindare” la funzionalità dell’ospedale, evitando la sospensione di attività critiche o la chiusura temporanea di servizi d’emergenza.
Tuttavia, l’atto aziendale precisa che l’utilizzo delle ore autorizzate resta subordinato all’effettiva e comprovata necessità, con l’obbligo di ridurre immediatamente il ricorso ai turni straordinari ed esterni via via che le nuove assunzioni prenderanno corpo nel corso dei prossimi mesi.
L’analisi della ripartizione oraria riflette chiaramente i punti di maggiore sofferenza e pressione dell’ospedale beneventano. La quota più imponente di autoconvenzione riguarda l’area di Anestesia e Rianimazione (tra i presidi “Rummo” e “Sant’Alfonso” di Sant’Agata de’ Goti), che da sola assorbe 984 ore mensili, a cui si sommano le 438 ore destinate alla Neurorianimazione.
Il Pronto Soccorso e la Medicina d’Urgenza del Rummo necessitano di 900 ore mensili di straordinario interno, mentre per il Pronto Soccorso di Sant’Agata de’ Goti sono previste 150 ore. Valori elevati si riscontrano anche nella Cardiologia Interventistica e UTIC (400 ore) e nella Diagnostica per Immagini (400 ore), seguite dalla Neurochirurgia (280 ore), la Chirurgia d’Urgenza (240 ore) e la Ginecologia (168 ore).
Sui reparti che richiedono un’integrazione con specialisti esterni, spicca la Pediatria con 200 ore esterne che si sommano a 240 ore di autoconvenzione (per un totale di 440 ore mensili). Seguono la Neuroradiologia, che necessita di 100 ore esterne accanto alle 160 interne, e la Chirurgia d’Urgenza con 80 ore gestite in convenzione con altre strutture campane.



