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Libera e ITI “Lucarelli” di Benevento ricordano Delcogliano e Iermano

In vista della Giornata nazionale della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie in programma il prossimo 21 marzo, incontro incentrato sui beneventani uccisi nel 1982 dalle Br.

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E’ “scelta della legalità e della conoscenza” la parola chiave che ha animato l’aula magna dell’istituto tecnico industriale “Bosco Lucarelli” di Benevento dove si è svolto stamattina l’incontro in ricordo dei due beneventani, l’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione Raffaele Delcogliano e il suo autista Aldo Iermano, uccisi a Napoli per mano delle Brigate Rosse il 27 aprile 1982, in vista della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie in programma il 21 marzo prossimo organizzata dall’associazione Libera.

A ripercorrere quella vicenda, oltre ai rappresentanti di Libera, Michele Martino, Antonio De Luca e Paolo Gallaro, la sorella di Delcogliano, Felicita, e il figlio di Iermano, Antonio.

In qualità del suo ruolo politico-istituzionale, Delcogliano smosse le acque melmose dell’allora latente sistema della formazione professionale in Campania, chiudendo trecentocinquanta finti corsi professionali e andando così ad intaccare anche interessi forti della camorra.

Dopo oltre 30 anni dalla morte tragica dell’assessore appartenente alla Democrazia Cristiana, la sorella manifesta ancora rabbia e dolore nel ricordare Delcogliano come uomo che “è morto perché svolgeva il suo lavoro all’insegna della legalità per combattere la corruzione”. Felicita Delcogliano ha poi invitato gli studenti del “Bosco Lucarelli”, “a provare a fare il proprio dovere.”

“Un momento importante, secondo la dirigente scolastica, Maria Gabriella Fedele per ricostruire una pagina di storia utile ai nostri giovani per apprendere, attraverso una figura spesso dimenticata, i valori forti della democrazia e del vivere civile”.

Toccante la testimonianza del rappresentante di Libera Gallaro ex allievo dell’ITI “Lucarelli” che ha raccontato come la scelta della conoscenza gli hanno permesso di allontanarsi in età adolescenziale dal rischio dell’illegalità.

“Ho rischiato di stare dall’altra parte – ha detto – ma la cura e l’affetto dei docenti mi hanno permesso di imboccare la strada della legalità”. “Dall’altra parte – ha aggiunto – c’è solo morte e sofferenza. Ho aderito a Libera perché non è solo un insieme di associazioni contro le mafie ma è anche un Noi che cammina, che vince e che cerca di mettere insieme tante realtà diverse per costruire la primavera della legalità e non a caso la marcia cade proprio il 21 marzo perché è proprio da lì che nascono i fiori del futuro”.

Le dichiarazioni nel servizio video

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