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Tammaro

A Santa Croce del Sannio l’incontro “L’esperienza del Gal Alto Tammaro verso la nuova programmazione”

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“L’esperienza del Gal Alto Tammaro verso la nuova programmazione”: questo è il titolo dell’incontro che si è tenuto il 3 dicembre, presso l’Aula Consiliare del Comune di Santa Croce del Sannio.

La manifestazione si è aperta con un Seminario per le scuole dell’Alto Tammaro, dal titolo “Conoscere gli alimenti, tra cultura, tradizione e stili di vita” ed è proseguita con il Convegno “Prospettive nella programmazione 2014-2020” incontro dai contenuti interessanti per le diverse categorie, dai dirigenti scolastici, istituzioni, amministratori locali, aziende, associazioni.

Tra gli altri sono intervenuti: il Sindaco di Santa Croce del Sannio, Antonio Di Maria; il Presidente del Gal Alto Tammaro, Pasquale Narciso; il coordinatore Massimo Di Tocco; il Responsabile Tecnico del Gal, Giuseppe Del Grosso; Marina Mupo, Dirigente dell’Istituto scolastico “Don Peppino Diana”; il Presidente della Cia Raffaele Amore; il vicepresidente Regione Campania, Fulvio Bonavitacola.

Bonavitacola ha sottolineato l’importanza delle sinergie tra i territori, invitando gli amministratori all’utilizzo di un “linguaggio comune” per poter creare sviluppo e continuità. Ha infine espresso il supporto della Regione per le future programmazioni, invitando le aziende a puntare non tanto sulla quantità, ma sulla qualità dei prodotti locali, qualità sinonimo di garanzia, tradotta in etichetta distintiva del territorio. I prodotti derivati dalla trasformazione delle carni di suino, il miele, la pasta, l’olio d’oliva, devono necessariamente essere tutelati per la loro grande potenzialità, e solo curandone la qualità si può raggiungere un buon risultato in termini di sviluppo.

Il sindaco di Santa Croce del Sannio, Antonio Di Maria, si è detto soddisfatto dell’incontro, che ha segnato in qualche modo un primo passo verso importanti relazioni tra i comuni dell’Alto Tammaro e Titerno.

“L’Alto Tammaro essendo già interessato dalla sperimentazione in fatto ambientale, con i progetti della Green Communities (mediante l’efficientamento energetico di diversi edifici pubblici) e l’Associazione Sannio Smart Land, che ha la funzione della programmazione, può definirsi un territorio maturo per raccogliere le sfide della nuova programmazione, creando una strategia di attivazione dall’alto verso il basso, per un fattivo disegno di futuro. Bisogna restare connessi al territorio, in un periodo storico in cui la connessione virtuale sembra essere dominante in ogni ambito, dobbiamo essere capaci di estrapolare il concetto ed applicarlo alla nostra realtà.

Dobbiamo quindi rieducare e rieducarci ad una comunicazione più diretta e costante con le nostre risorse, imprese, aziende, enti, associazioni. Insieme dobbiamo responsabilizzarci dando il nostro contributo per la crescita e lo sviluppo reale di questa area geografica. Le condizioni per affermare le potenzialità del territorio ci sono tutte, bisogna solo convogliare le energie giuste e volere le stesse cose, perseguendo obiettivi comuni. La presenza qui a Santa Croce, dell’On Bonavitacola è un segnale importante, e credo che anche attraverso i progetti del Gal Alto Tammaro, dell’Università degli Studi del Sannio, e delle piccole imprese, possiamo avviarci verso programmi sostenibili e concreti.”

Interessante per il suo valore scientifico, è stato l’intervento del Prof. Ettore Varricchio “Le filiere agroalimentari dell’Alto Tammaro tra passato e futuro” che ha tracciato i passaggi fondamentali legati all’agricoltura locale e agli allevamenti, per un uso sostenibile del territorio e per la salute e il benessere degli animali e la genuinità delle carni.

L’importanza delle 4 filiere come linea produttiva controllata, è stata il fulcro del Convegno. Puntare sulle filiere del grano Saragolla, dell’Olio d’oliva, del Suino ,e del miele di Sulla, è una strategia possibile e dai risvolti positivi per tanti aspetti. Con le coltivazioni di Sulla, c’è la conversione dell’utilizzo dei terreni altrimenti coltivati per il tabacco o altre colture, che spesso non trovano un giusto riscontro nel quadro economico, e si ha la produzione di un miele eccellente che porta tutti i connotati geografici di questa zona.

Fondamentale è poi per Varricchio, il cambio di rotta degli allevamenti. Basta con gli allevamenti intensivi, “in serie” ma spazio a quelli “sostenibili”. Allevare un suino allo stato brado significa rispetto per l’animale che vive nelle sue condizioni ottimali, salvaguardia dell’ambiente, poiché le strutture degli allevamenti risultano compatibili con l’Habitat e non sono impattanti come i grossi capannoni, e inoltre si ricava un prodotto finale che risponde a canoni di qualità elevati che non hanno nulla a che vedere con le carni derivate da animali allevati in maniera standardizzata e contro natura.

Per Varricchio fondamentale è il rispetto dell’ambiente e delle tipicità delle produzioni locali, progetti che cura con abnegazione insieme al suo team di professionisti. Nel corso della manifestazione è stato presentato il catalogo “PSR 2007-2013 Gal Alto Tammaro – le attività svolte”. Un percorso fotografico che ha tracciato i progetti più interessanti realizzati dal Gal.

Dopo l’incontro scientifico–culturale, vi è stato un piacevolissimo momento enogastronomico, con la degustazione del “Menù tipico Alto Tammaro”, a cura di Pasquale Carlo, giornalista enogastronomico.

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