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CRONACA

Scarcerato “O giaguaro”: il Tribunale di Napoli concede i domiciliari al boss Gennaro Pagnozzi

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La VII sezione penale del Tribunale di Napoli ha deciso di sostituire la custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari per il boss Gennaro Pagnozzi detto “O giaguaro”.

Il 76enne è stato trasferito in un’abitazione nella provincia di Benevento, non potendo rientrare nella sua villa di San Martino Valle Caudina in quanto, per come disposto in altro procedimento penale, ha il divieto di dimora nel comune irpino.

La decisione odierna segna un doppio successo per il legale difensore di Pagnozzi, Dario Vannetiello. Solo pochi giorni fa, infatti, il Tribunale di Avellino gli aveva revocato la misura cautelare nell’ambito di un processo per usura ed estorsione ai danni di una coppia di imprenditori.

Il 76enne, però, non aveva lasciato il carcere di Terni dove era recluso a causa di un’altra ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, dal Gip presso il Tribunale di Napoli per numerosissimi episodi di usura (ben 11), aggravati dal metodo mafioso, commessi nel quartiere di Ponticelli, nel capoluogo partenopeo.

La carriera criminale di Pagnozzi parte dal contrabbando: è tra i primi ad opporsi a Raffaele Cutolo per la tassa che il “professore di Vesuviano” cercò di imporre su ogni cassa di sigarette. Ha costituito, all’inizio degli anni ’80, un clan operante a cavallo delle province di Benevento ed Avellino, con propaggini nella città di Napoli – in particolare a Ponticelli -, con una recente estensione anche nella città di Roma.

Infatti, dalla notissima inchiesta denominata “Camorra Capitale” sarebbe emerso che a capo del clan che opererebbe nel Lazio ci sarebbe il figlio Domenico.

Processato innumerevolmente, la sua vita è costellata da latitanze, improvvise scarcerazioni e clamorose assoluzioni, come quella nel processo ‘Spartacus’, dove salì sul banco degli imputati con il clan dei casalesi.

Laddove è stata affermata la sua responsabilità penale non hai mai subito condanne pesanti. Dopo essere stato difeso dall’avvocato Vincenzo Siniscalchi sino a metà degli anni novanta, da circa venti anni in tutti i processi ha come unico difensore, l’avvocato Dario Vannetiello del Foro di Napoli.

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