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Terremoto politico a San Lorenzello: presentata mozione di sfiducia contro il sindaco Antimo Lavorgna
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È un vero e proprio terremoto politico quello che scuote questa mattina il Comune di San Lorenzello. Sei consiglieri comunali, tra cui esponenti che originariamente avevano sostenuto la maggioranza, hanno depositato ufficialmente una mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Antimo Lavorgna e della giunta comunale. L’iniziativa, protocollata nelle prime ore della giornata, apre ufficialmente la crisi politico-amministrativa nell’ente locale ai sensi dell’articolo 52 del Testo Unico degli Enti Locali (TUEL).
A firmare il documento sono i consiglieri Emilia Anzovino, Luigi Durante, Alfredo Lavorgna, Pietro Paolo Lavorgna, Giovanni Meglio e Ugo Moroni. Un fronte trasversale che cristallizza la rottura definitiva all’interno del quadro consiliare e certifica, nero su bianco, il venir meno del rapporto fiduciario con l’esecutivo.
Le motivazioni: tra criticità amministrative e “gestione autoritaria”
Nel corposo documento depositato, i sei firmatari non usano mezzi termini per definire il bilancio di questa consiliatura, parlando apertamente di un “fallimento politico dell’esperienza amministrativa”. Le accuse mosse all’amministrazione Lavorgna toccano diversi nervi scoperti della gestione cittadina: dalle criticità persistenti nel servizio idrico e nella gestione dei rifiuti fino alla programmazione delle opere pubbliche e delle risorse economiche, descritte come prive di una visione strategica ed efficace.
Ma il capo d’accusa politico più pesante riguarda il metodo di governo. Secondo i proponenti, l’azione del sindaco si sarebbe progressivamente trasformata in un “esercizio autoritario e personalistico del potere”, caratterizzato da un’impostazione autoreferenziale che avrebbe mortificato il ruolo istituzionale del Consiglio comunale e ridotto il confronto democratico a un ostacolo anziché a una risorsa. Viene inoltre stigmatizzata una presunta “sciatteria e noncuranza” verso le esigenze quotidiane della popolazione, che avrebbe alimentato un crescente distacco tra le istituzioni locali e il paese.
Il peso politico dei consiglieri di maggioranza
Il dato politico di gran lunga più rilevante risiede nella provenienza di parte dei sottoscrittori. La mozione, infatti, non porta solo le firme dell’opposizione, ma vede convergere consiglieri eletti originariamente a sostegno dell’attuale amministrazione: Ugo Moroni, Luigi Durante, Paolo Lavorgna. Una scelta definita nel testo come un atto di “responsabilità istituzionale e autonomia di giudizio”, volto a evitare che il sostegno politico iniziale si trasformasse in un “vincolo di subordinazione permanente” di fronte a un indirizzo amministrativo ritenuto ormai non più condivisibile.
I firmatari tengono a precisare che l’iniziativa non nasce da logiche di spartizione o dalla costituzione preventiva di una nuova maggioranza, quanto piuttosto dalla constatazione che non sussistano più le condizioni minime per garantire una prosecuzione credibile del mandato.
I prossimi passaggi istituzionali
Con la presentazione formale della mozione, la palla passa ora al Presidente del Consiglio comunale. Quest’ultimo avrà l’obbligo di convocare l’assise civica in una finestra temporale compresa tra i dieci e i trenta giorni dal deposito. La votazione, come prescritto dalla legge, dovrà avvenire per appello nominale: per l’approvazione definitiva e la conseguente caduta dell’amministrazione – con il successivo scioglimento del consiglio e l’arrivo di un commissario prefettizio – sarà necessaria la maggioranza assoluta dei componenti assegnati.
Il futuro politico di San Lorenzello si decide dunque nelle prossime settimane, in un’aula consiliare chiamata a scrivere l’ultimo capitolo di questa consiliatura.


