POLITICA
Emergenza barelle al San Pio, Azione propone cinque interventi per superare la crisi e riorganizzare la sanità locale
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L’ennesima ondata di criticità al Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Pio di Benevento riporta al centro del dibattito la cronica emergenza barelle. Un fenomeno che non solo mette a dura prova la resistenza del personale sanitario, sotto organico e spesso costretto a lavorare in condizioni difficili, ma lede profondamente anche la dignità dei pazienti in attesa di cura. A tutto il personale sanitario va la solidarietà e la riconoscenza di Azione.
A intervenire sulla vicenda è la commissaria provinciale di Azione Benevento, l’avvocato Filomena Di Mezza, che sottolinea come il collasso dei reparti d’emergenza non rappresenti un’emergenza estemporanea, bensì il sintomo di un cortocircuito strutturale che lega l’ospedale hub al territorio.
Per invertire la rotta e restituire efficienza, sicurezza e umanità al sistema sanitario sannita, Di Mezza individua cinque proposte chiave.
Il primo intervento riguarda il miglioramento del funzionamento e dell’effettiva operatività delle Case di Comunità. Queste strutture, secondo Azione, non possono ridursi a mere scatole vuote o a presidi a intermittenza, ma devono diventare veri e propri hub sanitari di prossimità, operativi e dotati di personale medico e infermieristico stabile. Garantire l’accesso ambulatoriale per le cure primarie, la gestione delle cronicità e dei piccoli codici bianchi e verdi significa intercettare i bisogni dei cittadini prima che si trasformino in accessi impropri al Pronto Soccorso.
La seconda proposta riguarda una gestione centralizzata delle dimissioni e il potenziamento della Guardia Medica. Spesso, infatti, il blocco delle barelle è causato dal cosiddetto boarding, ovvero dall’impossibilità di trasferire i pazienti dai letti di emergenza ai reparti di degenza per mancanza di posti o per ritardi nelle dimissioni. Per questo, secondo Di Mezza, è essenziale introdurre una gestione centralizzata delle dimissioni da parte del management aziendale, con un prefiltraggio rigoroso dei casi e una pianificazione tempestiva del post-ricovero. Parallelamente, va potenziato il ruolo della Guardia Medica, integrandola organicamente nei percorsi diurni e notturni per sgravare i medici di base e offrire una risposta immediata a domicilio o negli ambulatori territoriali.
Il terzo punto riguarda l’attivazione stabile dei servizi di telemedicina e telesoccorso. La tecnologia rappresenta un alleato fondamentale per una gestione moderna della salute. L’attivazione su larga scala di questi servizi consentirebbe di monitorare a distanza i pazienti cronici e fragili direttamente al proprio domicilio. In questo modo sarebbe possibile ridurre le riacutizzazioni che costringono i cittadini a ricorrere al Pronto Soccorso e garantire una consulenza rapida e specialistica ai medici sul territorio, evitando viaggi e attese inutili in ospedale.
Tra le proposte anche un maggiore coinvolgimento delle strutture sanitarie private accreditate presenti sul territorio provinciale e regionale. Di fronte a un’emergenza cronica, sostiene Azione, il sistema pubblico non può agire in solitudine. Attraverso convenzioni mirate per la presa in carico di specifiche tipologie di pazienti, sia per interventi programmati sia per la riabilitazione post-acuzie, si potrebbero liberare risorse, posti letto ed energie all’interno dell’ospedale pubblico, contribuendo a decongestionare i flussi del San Pio.
Infine, Di Mezza propone di sensibilizzare il Fatebenefratelli per un maggiore impegno sul territorio e il potenziamento del Pronto Soccorso. Benevento e l’intero Sannio possono contare su un’altra storica e prestigiosa realtà sanitaria, l’Ospedale Sacro Cuore di Gesù. Da qui l’auspicio di un forte appello istituzionale e di una concertazione strategica affinché la struttura intensifichi il proprio impegno a servizio del territorio, valutando investimenti concreti per il potenziamento e l’ampliamento del proprio Pronto Soccorso. Una ripartizione più equilibrata dei carichi di emergenza-urgenza tra i due poli ospedalieri cittadini potrebbe alleggerire la pressione che grava attualmente su viale dell’Università.
«La risoluzione dell’emergenza barelle al San Pio non richiede interventi tampone, ma una visione coraggiosa e sistemica capace di unire ospedale e territorio in un unico, efficiente percorso di cura», conclude la commissaria provinciale di Azione Benevento, Filomena Di Mezza.


