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Tammaro

Morcone: al via il corso di pizzica

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Parte il corso di pizzica propedeutico al “Primo Festival della Pizzica nel Sannio” che si terrà a Morcone, presso l’Area Fiera, sabato 26 e domenica 27 ottobre. A curare le lezioni, che si svolgeranno presso l’ex Chiesa di San Salvatore a partire da domenica, l’insegnante Marilù Poledro ed il suo compagno di danza Vito Durante.

“La pizzica – spiegano i due ballerini – è una danza di coppia che nasce, si sviluppa e si differenzia per gli stili nelle diverse zone del Salento. Dagli anni della riproposta ad oggi, ha subìto un forte cambiamento nella forma espressiva lasciando spazio alla spettacolarizzazione dell’esecuzione che ha dato vita a quella danza-ibrido che viene, da molti, definita “neo-pizzica”.

Il percorso che si affronterà durante questo corso di preparazione affonda le radici nell’humus della tradizione coreutica di questa danza, per ripercorrere nei passi e nelle dinamiche di coppia-non coppia, l’evoluzione subita fino ai giorni nostri”.

A guidare gli iscritti nell’apprendimento di questa ballo popolare Marilù Poledro , figlia adottiva degli usi e costumi del suo paese, che muove i primi passi ricercando ed osservando, direttamente in loco, i portatori di queste antiche tradizioni, partendo dapprima dalla terra madre, la Campania, dove si dedica a «’o ball ‘ngopp ‘o tambur’» (altresì noto come Tammurriata) sviluppatosi nelle diverse aree intorno al Vesuvio con ritmi e figurazioni stilisticamente differenti (Agro Nocerino_Sarnese, area Domiziana, zona Monti Lattari, Terzignese, Maiorese) per poi “espatriare” e ricercare un filo conduttore tra le tarantelle del sud Italia.

Partendo dal Salento, giunge alle terre di Puglia ed ancora in Cilento e poi in Irpinia per lasciarsi stregare dalla coreutica Tarantella di Montemarano. Da lì, nuovamente in viaggio giù per la Calabria. Convinta che il viaggio lungo le nostre radici, le danze, i suoni ed i canti sia ancora lungo, continua le sue ricerche allargando gli orizzonti allo studio dei tamburi a cornice e dei canti di tradizione orale, strizzando l’occhio alla contaminazione e alla sperimentazione. Ha collaborato, tra i tanti, con Giovanni Mauriello, gli Officina Zoé, Arnaldo Vacca, Patrizio Tranpetti, Alfio Antico, Giobbe Covatta, Nino Buonocore, Hiroo Hadame, M’Barka Ben Taleb, Marcello Colasurdo, Carlo Faiello, PietrArsa.

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