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Associazione “Il Bambino Incompreso”, nel pomeriggio conclusione del progetto “Una palestra per la mente”

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Oggi, alle ore 16.30, con la presentazione presso la sala del Centro Servizi del Volontariato di Benevento, si chiude ufficialmente il progetto “Una palestra per la mente”, finanziato dallo stesso CSV con un bando di microprogettazione sociale a favore dell’associazione Il Bambino Incompreso.

“In questi lunghi anni l’associazione”, dice la dott.ssa Tina Iannella, responsabile progettuale e presidente pro tempore della OdV, “che si avvale della consulenza di professionisti specializzati e formati presso le migliori Università ed Istituti italiani ed esteri, si è sempre interessata alle problematiche relative ai disturbi comportamentali dell’infanzia e dell’adolescenza, della cura e del riassetto cognitivo di ogni singolo bambino, stilando, caso per caso, programmi mirati e senza affatto trascurare le singole esigenze di ognuno, sviluppando e potenziando le abilità residue in quei casi dove la necessità dell’autonomia è di primaria importanza per garantire la sopravvivenza.”

Prosegue ancora la dott.ssa Iannella: “L’esperienza dei precedenti progetti, “La colonia della legalità e dello sviluppo”, di cui l’associazione è stata ente capofila, e “Poli x l’autonomia”, ente partner, è stata un ottimo trampolino di lancio, da cui abbiamo appreso metodo e rigore con cui rispettare tempi, adempimenti perché, nel momento in cui un progetto viene finanziato da fondi pubblici, è doveroso rispettare tali procedure, senza mai però perdere di vista l’essenza del rapporto che unisce i componenti e volontari di un’associazione con i propri associati.”

“Le attività del progetto hanno avuto inizio lo scorso Maggio con una prima fase caratterizzata dalla presentazione dei contenuti, delle finalità e dei destinatari presso gli Istituti Scolastici di Benevento e provincia. Invece nella sede di Via Firenze ci sono stati gli incontri con gli insegnanti di altri Istituti scolastici della provincia di Benevento che hanno sponsorizzato ai genitori le attività proposte.”

La dott.ssa Mariaelena Morelli, psicologa e psicoterapeuta, con esperienze in ambito clinico sia dell’età infantile che dell’età adulta, riferisce che “I genitori dei bambini sono stati intervistati con la scala tratta dal DSM IV APA- 1995, utilizzata a scopi scientifici per individuare quei comportamenti dirompenti, relativi alla disattenzione ed iperattività dei bambini.”

Prosegue la Morelli:” Dopo i colloqui conoscitivi con i genitori, sono state indagate le capacità, oggetto di interesse del presente progetto mediante la somministrazione ai bambini di specifici test neuropsicologici, fra cui: la Torre di Londra, per valutare le funzioni esecutive, in particolare la capacità di pianificazione, l’organizzazione di sequenze di azioni in base a obiettivi, l’attivazione di strategie appropriate e l’inibizione di risposte non adeguate; il Test delle Campanelle, per un’indagine delle capacità attentive; il VMI (Developmental test of Visual Motor Integration) per misurare l’integrazione visuo- motoria. L’uso di tali test è stato funzionale alla pianificazione delle attività condotte dalla dottoressa Antonia De Rosa.

La preparazione della dott.ssa De Rosa nel campo della riabilitazione del linguaggio, dell’apprendimento ed in particolare la sua formazione nel metodo Feuerstein (Programma di Arricchimento Strumentale per le funzioni cognitive di base), ha consentito di attivare laboratori con lo scopo di lavorare sullo sviluppo delle abilità cognitive, sul miglioramento dell’attenzione, della memoria e dell’orientamento spaziale dei bambini con problemi di apprendimento e con handicap mentali. Sono state utilizzate schede specifiche appartenenti al metodo Feuerstein e software Erickson.

“Tutti gli esercizi”, dice la De Rosa, “sono stati utilizzati per aiutare i bambini ad osservare, selezionare, pianificare e a sviluppare l’autocontrollo attraverso l’apprendimento mediato: il bambino impara non solo perché è esposto direttamente agli stimoli dell’ambiente, ma anche e soprattutto perché tra lui e l’ambiente si inserisce il mediatore (genitore, insegnante, terapista), colui che seleziona e organizza gli stimoli che devono arrivare al bambino, li filtra e li struttura. Questa mediazione fornisce al bambino schemi di apprendimento che lo rendono capace di interagire in modo più efficace con l’ambiente.”

Le attività sono proseguite con l’attività motoria, da parte di Viviana De Rosa che, con la sua esperienza nella danza, ha permesso di stimolare i bambini alla interazione- condivisione di giochi, spazi, sfruttando giochi con il corpo, con oggetti, d’ imitazione, con la musica.

“Sono certa”, dice la dott.ssa Iannella, “che nessun intervento rappresenti la panacea dei mali o della cura, come in questo caso, così come non voglio risultare arrogante sostenendo che in così poco tempo e con poche ore a disposizione di tutti, siano stati raggiunti chissà quali risultati. Ma di una cosa sono sicura: dell’orgoglio di aver saputo e voluto investire, ancora una volta, nell’acquisto di materiale messo a disposizione soprattutto dei bambini ma anche degli insegnanti, con i quali continua la stretta collaborazione per i corsi di aggiornamento sui disturbi dell’età evolutiva; per l’impegno, ancora una volta profuso, anche in quest’occasione.

Un sincero ringraziamento, da parte di tutto il Cda dell’associazione, va a coloro i quali hanno finanziato questo progetto, che ci permette di proseguire lungo il nostro percorso migliorando i contenuti dell’offerta formativa e dei servizi che integrano percorsi ed attività.”

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