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Annotazioni su cronache di ‘schifezze’ annunciate: a proposito di rifiuti…

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La firma è quella di Carlo Luciano, “cittadino residente nell’osso”, si definisce. Ma anche cittadino impegnato in politica perché impegnato nela vita sociale e.. collega giornalista. Da Luciano riceviamo e pubblichuamo.

***
“Penso che il minimo dinanzi alla ordinanza di Caldoro sia quello di indignarsi: ancora una volta, salomonicamente, non sapendo come mettere l’ennesima pezza, la schifezza di Napoli viene riversata sulle aree interne, le quali, pur essendo “osso”, hanno nella loro struttura tanti di quelle voragini da poter contenere tutti gli scarti maleordoranti, se non cancerogeni, della “polpa”. Caldoro in questo è un campione di napoletanità (“dove finisce il mio interesse finisce il mondo) superato a stento dal suo dirimpettaio di carica, Cesaro.

Ma la medaglia d’oro, questa volta, va data al campione della sinistra (sinistra???) scassatrice (non diciamo di cosa, vista dalla angolazione non napoletana) e moralizzatrice (sic!), il neosindaco paladino di Napoli De Magistris, che plaude all’ennesimo atti di accettazione di gesto di solidarietà estorto con ordinanza a beneventani ed avellinesi (lui, magistrato di estorsioni se ne dovrebbe intendere…). Eppure ha voluto apparire come l’uomo del miracolo (Berlusconi 2) al di sotto solo di Ns Signore (distruggerò e ricostruirò il tempio in 3 giorni…): a lui di giorni ne servivano 5.

Due domande.
Il piano è, o era, attuare la raccolta differenziata a Napoli in sei mesi e diventare, nello smaltimento, autosufficienti: in questo lasso di tempo, la monnezza dove va a finire? Questo nessuno ce lo ha detto. O meglio: Caldoro lo ha praticamente dimostrato: nelle ex amene contrade cafone di Sannio ed Irpinia. E noi, messianicamente, dobbiamo aspettare che la città di Napoli, i suoi cittadini, oltre ai suoi politici ed amministratori, attuino l’inattuabile.

Seconda questione.
Scrivo come cittadino che per il triennio 2008-2010, per tenere la città pulita, per fare la differenziata, per togliersi la schifezza da sotto il naso, ha pagato circa 1,5 € al giorno di Tarsu e, come me, i miei concittadini. Per cui, potrei anche solidarizzare: ma vorrei sapere quanto paga in media, per la Tarsu il cittadino contribuente napoletano. Perchè, oltre che un problema di camorra, di educazione civica, di operatori ecologici imboscati, di “cicciuettole” e quant’altro è anche questione di soldi.

Contro queste schifezze la rivolta morale non c’è. Non mi fanno specie i politici che affondano nella porcheria una intera regione pur di salvare il proprio orticello elettorale: mi fa specie la gente che non vuole vedere. Basta che la monnezza non stia sotto casa mia.

Una ultima questione: ci dovrebbe essere da qualche parte, a meno che l’asse Berlusconi-Caldoro-De Magistris non l’abbia cancellata (la via giudiziaria alla politica applicata, però, al contrario), una norma che impone lo scioglimento dei consigli comunali delle città che non hanno raggiunto il 20% della raccolta differenziata entro un certo termine: tre quarti dei Consigli Comunali della provincia di Napoli commissariati. In quel caso dovremmo sperare, ahinoi, in Maroni per un provvedimento, forse questo sì, che, taumaturgicamente, facesse giustizia.
A proposito di vie giudiziarie, in questo caso allo smaltimento: ci sono autorità giudiziarie napoletane che hanno incitato allo sversamento dei rifiuti in altre aree della regione.
Hanno diritto alla parola su un terreno esclusivamente di competenza della politica se non viene commesso alcun reato? O, forse, è il caso di perseguire chi si libera di rifiuti di ogni tipo andando ad infestare aree, forse, ancora “salubri”?”.

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