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Provincia di Benevento

‘Divario digitale uguale scarsa competitività del Sannio’

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Si è svolto stamani il Convegno sul tema: “Banda larga ed innovazione”, organizzato dal Presidente della Provincia di Benevento, Aniello Cimitile, presso la Sala Consiliare della Rocca dei Rettori. Hanno partecipato i parlamentari: Costantino Boffa e Nunzia De Girolamo, l’assessore regionale all’Università e alla ricerca scientifica, Guido Trombetti, oltre allo stesso Presidente della Provincia.

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati il progetto d’intervento per la lotta al “digital divide” (cioè alla mancanza di infrastrutture immateriali di comunicazione) sul territorio del Sannio che la Provincia di Benevento ha finanziato per dotare el Amministrazioni Comunali della larga banda e che è in corso di realizzazione a cura di Telecom Italia spa, nonché il Piano della Regione Campania per l’ICT.

Cimitile, introducendo i lavori, ha detto: «Stiamo inseguendo da anni il traguardo per l’abbattimento del digital divide che affligge il Sannio, tanto è vero che sono venuti nel nostro territorio su questo specifico tema ben due Ministri e due assessori regionali, ma sfortunatamente non si sono mai integrati programmi nazionali e programmi regionali cosicché ad oggi dobbiamo ancora lamentare una situazione di profondo disagio per le infrastrutture immateriali. E così la Provincia di Benevento ha avviato nell’anno 2009 un proprio programma d’intervento, con fondi del Bilancio dell’ente, per combattere il marcato “digital divide” portando la larga banda presso le Amministrazioni Comunali di venti comuni del Sannio che ne sono sprovvisti. Si tratta di un intervento che interessa quei territori nei quali è assente completamente la rete a larga banda; resta però, ha detto ancora Cimitile, un gran numero di Comuni nel quale è presente ancora un deficit di infrastrutture immateriali. Sono complessivamente 57 i Comuni, nei quali si registra una copertura solo parziale della larga banda. I lavori che la Provincia ha affidato in appalto all’Associazione di Imprese Telecom-Campania Com stanno per cominciare e consentiranno di mettere in rete le sedi della Pubblica Amministrazione».

Secondo l’assessore Trombetti è necessario portare sul territorio servizi superiori, anche più che le stesse infrastrutture materiali, di cui comunque c’è bisogno. Infatti, la larga banda significa accesso a servizi, informazioni, conoscenza che sono in grado di intervenire potentemente sulla qualità della vita. «Questo è il tempo di confrontarsi sui problemi ed è il tempo del fare: e noi intendiamo agire su questi due fronti».

La Regione Campania, ha spiegato l’avv. Silvio Uccello, dirigente regionale, ha svolto nei mesi scorsi una rilevazione pubblica per individuare i Comuni che hanno deficit di rete a larga banda. Le segnalazioni pervenute da enti ed istituzioni, ha continuato il dirigente, hanno dato il seguente risultato: sono 303 i Comuni campani con tale deficit, che comprendono oltre i 57 del Sannio già indicati, 104 nel Salernitano, 71 in Irpinia, 45 nel casertano e 26 nel napoletano. In sostanza i criteri individuati per tale rilevazione al fine di indicare le aree a “digital divide” hanno rilevato un deficit più grave del previsto.

Al fine di programmare interventi per recuperare questo “gap”, è necessario che i destinatari degli interventi, secondo la Regione Campania, assumano anche dei dei doveri: la Pubblica Amministrazione, cioè, che verrà servita dalla larga banda dovrà impegnarsi a diffusione massiccia della stessa soprattutto per garantire l’accesso ai servizi in rete da parte di tutti i cittadini, soprattutto per quanti vivono in frazioni più isolati.

L’arch. Michele Orsillo, funzionario della Provincia di Benevento, ha spiegato che, con il progetto in corso di attuazione da parte della Provincia, partito nel 2009, saranno servite le Pubbliche Amministrazioni di 19 Comuni; d’altra parte lo stesso intervento, senza grandi opere aggiuntive, potrebbe essere utilizzato a favore di altri 27 Comuni tra quei 57 che la Regione Campania ha oggi individuato come interessati da un deficit di infrastrutture immateriali.

L’ing. Luigi Cusano della Telecom ha evidenziato che occorrono ancora nuovi investimenti per colmare il deficit di tutte le aree territoriali: ma per il momento si può già dire che la rete verrà attivata per estendere la rete a favore della Pubblica Amministrazione anche nei comuni che ne sono privi. Inoltre, ha precisato il funzionario, grazie al fatto che sono cambiate di recente le norme, questo tipo di intervento finanziato dalla Provincia consentirà a tutti i cittadini di aver accesso graduale alla rete. Ogni Comune raggiunto dalla rete vedrà interessato anche sei diversi siti pubblici (per esempio Scuole o Biblioteche) quali punti di connessione alla rete a larga banda: è tuttavia possibile l’implementazione di questa stessa.

Se questo problema della rete a larga banda sta per essere avviato concretamente a soluzione, ha tuttavia avvertito il presidente Cimitile, se ne profila all’orizzonte un altro e ben più consistente: nel quadro di un Paese, come l’Italia, che si colloca nelle posizioni di retroguardia a livello internazionale per la banda larga, nel Sannio si registra che tutti gli interventi e le attività di innovazione di processo e di prodotto, i Centri di Ricerca e di Competenza dell’ICT che nei primi anni del terzo Millennio, si erano attivati spontaneamente e/o sulla spinta dell’Università del Sannio, stanno andando in crisi (come, ad esempio, l’insediamento ad alto valore aggiunto della Telsey per il cosiddetto “ultimo miglio”). Il Sannio dunque rischia di non avere strumenti e culture per competere sul livello nazionale ed internazionale. Cimitile ha pertanto rimarcato la necessità che occorre avviare un confronto serrato con la Regione Campania per un “Progetto Sannio”, cioè un programma ad ampio respiro e specifico per questo territorio che si deve fondare, tra l’altro, sull’Università del Sannio e sulle infrastrutture immateriali e sui Centri di innovazione a San Giorgio del Sannio, il Centro Servizi Territoriali e il Centro Studi della Provincia.

“Il divario digitale che sconta il nostro territorio- ha dichiarato l’on.Costantino Boffa- è senz’altro uno dei fattori che determina la scarsa competitività del Sannio. Per questo, siamo intervenuti già nel 2007 quando proprio a Benevento venne sottoscritto, alla presenza dei Ministri per l’Innovazione e per gli Affari regionali dell’allora Governo Prodi, il protocollo d’intesa per la realizzazione del progetto Banda Larga in Campania.

“Da allora si sono compiuti significativi passi avanti e oggi sono una ventina i comuni della provincia completamente sprovvisti di copertura e su alcuni di essi sono già in atto interventi. Devo però registrare che ad una prima fase di dinamismo, che si è avuta negli anni immediatamente successivi alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, ha fatto seguito un rallentamento ed occorre nuovamente accellerare”.

“Ora – continua il parlamentare sannita del Pd- la Regione ha prodotto una nuova ricognizione dello stato di copertura del territorio campano. E’ questo il primo passo propedeutico alla realizzazione del nuovo progetto “Allarga la rete” che dovrebbe completarsi concretamente nel 2013. In tal senso, la proposta che faccio all’Assessore Trombetti è quella di prevedere una realizzazione per moduli del progetto, attuandolo progressivamente e attraverso vari step, privilegiando in una prima fase quei territori, è il caso della provincia di Benevento, in cui sono stati già finanziati dagli enti locali interventi per l’estensione dell’internet veloce. Una sorta di premialità da riconoscere a chi, prima di altri, ha creduto alle opportunità, e alle necessità legate alla diffusione della banda larga”. Sulla proposta dell’on.Costantino Boffa, l’Assessore Trombetti si è espresso favorevolmente.

L’on. De Girolamo, intervenendo nei lavori ha affermato: «La nostra realtà beneventana, nonostante gli interventi effettuati, lamenta un grave deficit in infrastrutture immateriali, che creano disagi gravi ai cittadini, ma anche alle imprese. Dobbiamo batterci per l’organicità e la omogeneità del Piano di innovazione delle infrastrutture immateriali da parte della Regione Campania evitando di ripetere gli errori del passato da parte di chi si è inventato e si è qualificato come “innovatore”. Le zone interne vivono un disagio terribile e siamo il fanalino di coda nell’ambito di politiche di napolicentrismo e del casertacentrismo. Siamo distribuiti male sul territorio con insediamenti umani e abbiamo un gap gravissimo per quanto riguarda le strade: tutto questo mi spinge a chiedere una maggiore presenza della regione Campania sul territorio soprattutto perché dia risposte immediate ai problemi in un momenti in cui esistono rarità di risorse finanziarie, si attacca l’occupazione e si favorisce l’emigrazione. Il nostro territorio deve diventare di eccellenza: occorre caratterizzarci come governo del fare e occorre che, al di là delle appartenenze politiche, si lavori tutti insieme per l’innovazione e la ricerca».

La conclusione è stata affidata all’assessore regionale Trombetti: «Bisogna avere il coraggio di immaginare soluzioni per i problemi. Il Piano per l’ICT che abbiamo presentato alla Giunta regionale è un “grande progetto” nel senso che si tratta di un progetto complesso da presentare alla Unione Europea. Esso, tuttavia, è risolutivo nel giro di un paio d’anni dei problemi della Campania per la banda larga. Gli aiuti europei verranno concessi per colmare vuoti di servizi. Nel Sannio sono possibili le sperimentazioni anche perché le stesse daranno risultati attendibili da trasferire su scala più grande. Nelle aree interne non possiamo consentire una “apartheid” nei confronti delle masse giovanile che, senza servizi superiori, si sentono esclusi. Dunque, le aree interne avranno il loro spazio prioritario d’intervento. Però dobbiamo anche lanciare la sfida dei servizi, nel senso che una volta avuta la larga banda dovremo fare in modo che sulla stessa circolino servizi efficienti: dobbiamo dare a tutti i cittadini una tessera d’identità digitale, una Carta Unica, che sostituisca tutte le altre presenti nel portafoglio e grazie alla quale ciascuno potrà accedere a tutti i possibili servizi nell’ottica della programmazione del Ministro Brunetta (per i servizi sanitari, per quelli universitari, per l’anagrafe comunale, etc.), secondo il tema dell’interoperabilità dei sistemi. Il Sannio può essere la comunità campana su cui sperimentare questo tipo di servizi».

 

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