POLITICA
Ecosistema Urbano, Benevento perde 31 posizioni. Megna: “Fallimento dell’amministrazione Mastella”
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“In replica alla manifestazione che ha portato in piazza centinaia di persone a chiedere le dimissioni di questa amministrazione, ci è stato risposto che avrebbero parlato i fatti. Ebbene, un primo fatto, inequivocabile, è il crollo dal 54° posto del 2015 all’85° del 2026 nella classifica Ecosistema Urbano di Legambiente. Benevento perde 31 posizioni. Un arretramento che, insieme ai ripetuti peggioramenti registrati negli ultimi anni, pone una domanda politica inevitabile: che cosa ha prodotto, sul fronte ambientale, l’amministrazione Mastella?”. Così la consigliera comunale di Benevento, Giovanna Megna.
“Le criticità più evidenti – aggiunge l’esponente di AVS – riguardano le perdite della rete idrica, che superano il 57%, e il consumo di suolo, per il quale Benevento registra una delle peggiori posizioni a livello nazionale. Anche la gestione dei rifiuti continua a presentare ampi margini di miglioramento, con la percentuale di raccolta differenziata sostanzialmente ferma da dieci anni.
La propaganda si infrange sui numeri e il bilancio ambientale impone una seria assunzione di responsabilità politica. A questo si aggiungono le emergenze che i cittadini vivono quotidianamente: i miasmi che investono il territorio, la vicenda dell’inquinamento del fiume Calore e l’insufficienza delle infrastrutture di depurazione, per le quali, è bene ricordarlo, Benevento è stata commissariata.
Ma il fallimento più grave riguarda la gestione del servizio idrico. La vicenda Sannio Acque è diventata emblematica di un’incapacità politica e amministrativa che ha prodotto ripetute pronunce negative della Corte dei Conti. Nel frattempo, il Sannio è rimasto fuori dai finanziamenti PNRR destinati all’ammodernamento delle reti idriche, anche a causa dei ritardi nell’individuazione del gestore unico. Un ritardo che ha compromesso la possibilità di intercettare risorse fondamentali per affrontare una delle emergenze strutturali del nostro territorio.
La scelta di una società interamente pubblica avrebbe potuto consentire di superare più rapidamente le incertezze e di avviare tempestivamente gli investimenti necessari. Oggi le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. E la vicenda è tutt’altro che conclusa, come dimostra la recente presa di posizione di numerosi sindaci sanniti.
Anche sul consumo di suolo servirebbe un radicale cambio di paradigma.Sarebbe arrivato il tempo di una politica incentrata sul principio del consumo di suolo zero: censimento e recupero del patrimonio edilizio pubblico e privato abbandonato, stop a nuove espansioni urbanistiche non necessarie, depavimentazione delle superfici impermeabilizzate e forestazione urbana, tutela delle aree agricole e degli spazi verdi.
Una strategia che dovrebbe rappresentare una priorità per qualsiasi amministrazione consapevole della fragilità del proprio territorio. E invece, anche su questo fronte, le scelte dell’amministrazione vanno nella direzione opposta.
I progetti di espansione degli impianti fotovoltaici e dei sistemi di accumulo BESS rischiano di compromettere vaste superfici agricole, alterando profondamente gli equilibri paesaggistici, ambientali e produttivi del territorio sannita.
Le denunce e le iniziative del Comitato No BESS, che da tempo richiama l’attenzione sui rischi di una proliferazione incontrollata di questi impianti, e la presa di posizione di Benevento Partecipa confermano quanto la questione sia ormai centrale per il futuro del nostro territorio.
È questa la contraddizione più evidente: mentre i dati certificano il progressivo arretramento delle politiche ambientali, le scelte amministrative rischiano di esporre il territorio a nuove e pesanti trasformazioni. Le mobilitazioni e le denunce di questi giorni dimostrano però che i cittadini non sono più disposti ad assistere passivamente, sarebbe ora che se ne accorgessero anche a Palazzo Mosti.


