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AMBIENTE

Ambiente, l’imprenditore Pancione scrive al presidente Lombardi: “Il Sannio ha bisogno di una regia provinciale”

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Una lettera aperta al presidente della Provincia di Benevento, Nino Lombardi, per chiedere una maggiore attenzione e, soprattutto, una strategia complessiva sulle principali questioni ambientali che interessano il Sannio. A firmarla è l’imprenditore sannita ed ex presidente della Sezione Ambiente di Confindustria Benevento, Giuseppe Pancione, che interviene sui temi della transizione energetica, della gestione dei rifiuti, dell’inquinamento dei fiumi, del consumo di suolo e della vicenda legata all’impianto di biometano di contrada San Domenico.

Pancione apre la sua riflessione sottolineando il rapporto di stima nei confronti di Lombardi, anche per il sostegno manifestato pubblicamente durante l’ultima campagna elettorale per la Presidenza della Provincia. L’obiettivo, precisa, non è attribuire al presidente responsabilità che competono ad altri enti, ma chiedergli di assumere un ruolo di guida, sintesi e difesa dell’intero territorio provinciale.

Secondo l’imprenditore, infatti, le criticità emerse negli ultimi mesi non possono più essere considerate episodi isolati. Nel mirino finiscono l’espansione degli impianti eolici e fotovoltaici sulle colline sannite, i sistemi di accumulo energetico BESS, i problemi legati ai fiumi, gli incendi negli impianti di rifiuti, i miasmi segnalati da diverse comunità e il progressivo consumo di suolo.

Questioni che, nella lettura di Pancione, rischiano di incidere sul paesaggio, sull’agricoltura, sulla salute, sul turismo e più in generale sul modello di sviluppo del territorio.

Il caso di contrada San Domenico

Un passaggio centrale della lettera riguarda l’impianto di biometano di contrada San Domenico, nel territorio di Benevento e a ridosso dei comuni di Pietrelcina e Pesco Sannita.

«Da mesi cittadini e attività della zona convivono con miasmi e disagio – scrive Pancione – senza che si sia ancora arrivati a una soluzione definitiva e verificabile».

Per l’imprenditore, il problema non riguarda soltanto i residenti delle aree immediatamente interessate, ma coinvolge un territorio più ampio, comprendente la zona di Benevento Nord e i due comuni di Pietrelcina e Pesco Sannita.

A preoccupare è anche la possibile diffusione di nuovi impianti fotovoltaici, che secondo Pancione potrebbe aggiungere ulteriori pressioni su un’area già interessata dalle criticità legate all’impianto di biometano.

«Sono in gioco la reputazione di questi luoghi e la sopravvivenza di attività agricole, commerciali, ricettive e turistiche già fragili», sottolinea.

“Non possiamo affrontare le emergenze separatamente”

Pancione ricorda inoltre il proprio precedente impegno, circa quattro anni fa, quando ricopriva l’incarico di presidente della Sezione Ambiente di Confindustria Benevento. Già allora, spiega, aveva proposto la costituzione di un tavolo permanente tra istituzioni, enti di controllo, imprese e rappresentanti dei cittadini, con l’obiettivo di affrontare le criticità ambientali in maniera preventiva.

Oggi, da cittadino e imprenditore, torna a rilanciare quella proposta. «Non possiamo più affrontare pale eoliche, fotovoltaico, fiumi inquinati, miasmi, impianti e incendi come questioni separate – afferma – sono i tasselli di un’unica, grande e urgente questione territoriale».

Pancione riconosce che le competenze sono distribuite tra Regione, Comuni, ARPAC, ASL, Autorità di bacino, gestori degli impianti e altri soggetti. Proprio per questo, però, ritiene necessario individuare una sede istituzionale capace di mettere insieme i diversi elementi e costruire una visione complessiva.

La proposta: un tavolo provinciale permanente

Da qui la richiesta a Lombardi di valutare la convocazione di un tavolo provinciale permanente sulla tutela ambientale e territoriale, aperto ai Comuni interessati, alla Regione, ad ARPAC, ASL, Autorità di bacino, ATO, associazioni, categorie economiche e rappresentanti dei cittadini.

Pancione individua anche sei priorità operative. La prima è una mappatura pubblica degli impianti esistenti, autorizzati e in corso di autorizzazione, con particolare riferimento a eolico, fotovoltaico, gestione dei rifiuti ed economia circolare. La seconda riguarda una valutazione rigorosa degli impatti cumulativi su suolo, paesaggio, acque, salute e attività economiche. La terza è l’avvio di un monitoraggio trasparente e continuativo delle criticità già presenti sul territorio. Per contrada San Domenico, invece, viene chiesto un cronoprogramma pubblico, con tempi certi e responsabilità definite, per arrivare a una soluzione della vicenda. Pancione chiede inoltre una verifica «approfondita e indipendente» sull’idoneità dell’attuale ubicazione dell’impianto di biometano, valutando se la sua permanenza nell’area sia compatibile con salute, vivibilità, agricoltura e turismo dei territori circostanti. Infine, l’appello per una posizione unitaria della Provincia, da sostenere presso la Regione Campania e il Governo nazionale.

“Il Presidente della Provincia non può restare alla finestra”

Nella parte conclusiva della lettera, Pancione chiarisce di non chiedere al presidente della Provincia di sostituirsi agli enti che hanno competenze specifiche, ma di esercitare pienamente il ruolo di coordinamento che gli compete. «Quando un problema supera i confini di un solo Comune, il Presidente della Provincia non può restare alla finestra», scrive.

E conclude con un appello diretto a Lombardi: «Il Sannio ha bisogno di una voce istituzionale forte, libera e capace di difendere il territorio prima che le emergenze diventino irreversibili».

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