Medio Calore
Sant’Angelo a Cupolo e San Nazzaro fanno squadra: tradizioni, leggende e territorio al centro di un progetto culturale invernale
Una rassegna culturale da novembre a febbraio per riscoprire la memoria del Sannio, rafforzare il legame tra le comunità e destagionalizzare il turismo. In campo anche le storie di Mazzamauriello, le Janare, la Cantata dei Mesi e le antiche tradizioni natalizie e carnevalesche
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Mettere in rete due comunità, recuperare una memoria che rischia di perdersi e trasformare tradizioni, paesaggio e racconti popolari in una nuova occasione di incontro e sviluppo. È questa la sfida del progetto “Territorio e tradizioni d’inverno tra Sant’Angelo a Cupolo e San Nazzaro”, candidato al bando ministeriale dedicato ai piccoli Comuni, con Sant’Angelo a Cupolo nel ruolo di capofila e San Nazzaro partner.
Due realtà che distano circa 11 chilometri ma che hanno scelto di superare i confini amministrativi per costruire una proposta comune. L’obiettivo è portare nel periodo compreso tra novembre 2026 e febbraio 2027 una rassegna capace di intrecciare cultura popolare, ambiente, partecipazione, turismo lento e soprattutto memoria.
Il progetto, dal valore complessivo di 52.500 euro, punta infatti a trasformare l’inverno da stagione di minore presenza e animazione a momento privilegiato per riscoprire i luoghi e le identità di queste aree interne del Sannio. Un territorio che durante l’estate torna a popolarsi anche grazie agli emigrati che rientrano nei paesi d’origine, ma che durante i mesi più freddi rischia maggiormente di fare i conti con spopolamento, isolamento e frammentazione delle comunità.
E proprio dalla memoria si vuole ripartire.
Da Mazzamauriello alle Janare: il patrimonio che vive nei racconti
Tra gli elementi più suggestivi dell’iniziativa c’è la volontà di riportare al centro dell’attenzione quelle storie tramandate oralmente per generazioni e che fanno parte dell’immaginario collettivo locale.
Su tutte c’è Mazzamauriello, il folletto dispettoso con il cappello rosso protagonista di racconti e credenze popolari del territorio. Una figura che rischierebbe di rimanere confinata nei ricordi degli anziani e che invece il progetto vuole trasformare in un vero protagonista culturale.
Nascerà così il laboratorio “Ricostruiamo Mazzamauriello”, realizzato sia a Sant’Angelo a Cupolo sia a San Nazzaro, nel quale i partecipanti saranno chiamati a ricostruirne le sembianze attraverso una creazione artistica. Il risultato sarà poi installato nella piazza principale di Sant’Angelo a Cupolo.
Ma Mazzamauriello non resterà soltanto un manufatto. Le sue storie diventeranno teatro, con rappresentazioni realizzate dagli abitanti e portate anche nelle scuole, per coinvolgere bambini e ragazzi nella trasmissione di un patrimonio immateriale che appartiene alla comunità. Le rappresentazioni sono previste all’Istituto comprensivo “Siani”, nella tendostruttura di piazza Roma a Sant’Angelo e negli spazi culturali di San Nazzaro.
Altro filo rosso della rassegna sarà quello delle Janare, le figure femminili della tradizione popolare sannita. Il progetto recupera anche il percorso che, secondo la memoria locale, veniva utilizzato dalle donne per spostarsi, raggiungere Benevento e recarsi nei luoghi dove lavare i panni. Il “Cammino delle Janare” partirà da Perrillo e attraverserà Maccoli, Panelli, Montorsi e Bagnara, fino ad arrivare al centro di Sant’Angelo a Cupolo.
Un itinerario nel quale natura, memoria e leggenda si incontrano e che sarà oggetto di attività di pulizia, manutenzione e messa in sicurezza.
Un inverno tra presepi, maschere e antiche cantate
Il progetto non guarda soltanto alle leggende, ma prova a ricostruire un vero calendario della tradizione invernale.
A Sant’Angelo a Cupolo le nove comunità del territorio saranno coinvolte nella realizzazione de “Il Presepe delle Frazioni”. I sagrati delle chiese diventeranno luoghi di incontro e ciascuna frazione sarà chiamata a realizzare il proprio allestimento. Le diverse produzioni confluiranno idealmente in un presepe più ampio, simbolo dell’unità tra le comunità.
A San Nazzaro, invece, spazio al “Natale Sannazzareno”, con gli allestimenti sui sagrati delle chiese di Santa Maria Assunta e della Madonna del Carmine, le accensioni e il recupero dei giochi tradizionali. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla musica con “Le canzoni del Natale, tra tradizione e memoria”, per conservare quel patrimonio musicale popolare che il Coro Aurora e la Pro Loco continuano a custodire.
Poi arriverà il Carnevale, con una delle iniziative più legate alla cultura popolare: la Cantata dei Mesi.
Le frazioni di Sant’Angelo a Cupolo saranno protagoniste di una sfilata che partirà contemporaneamente dai diversi nuclei abitati per poi confluire nel centro del paese. Le maschere reciteranno le tradizionali filastrocche dedicate ai mesi dell’anno, in un appuntamento pensato per restituire alla comunità una tradizione che rischia di perdersi.
Anche San Nazzaro avrà il suo Carnevale, con la sfilata delle maschere e una festa dedicata anche ai dolci tipici della tradizione locale.
Le “Pupattole” e la memoria delle donne
Un altro tassello del progetto riguarda le Pupattole, tradizionali manufatti legati al periodo che precede la Pasqua. Saranno realizzate nei laboratori e poi collocate nelle diverse frazioni, davanti alle chiese, diventando una presenza riconoscibile del paesaggio locale.
Accanto alle tradizioni popolari, il programma dedica spazio anche alla memoria e al ruolo delle donne. Le “Giornate delle donne” comprenderanno il Cammino delle Janare, un momento convegnistico dedicato alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e il laboratorio “Fra donne”, con manufatti realizzati all’uncinetto per ricordare le donne vittime di femminicidio.
Dal paesaggio al turismo lento
La cultura, nel progetto, cammina insieme al territorio. Il concorso fotografico “Sguardi sul Sannio da Sant’Angelo a Cupolo e San Nazzaro” inviterà cittadini e visitatori a raccontare attraverso le immagini i paesaggi dei due Comuni. Gli scatti saranno realizzati dai principali punti panoramici, compresi i belvedere di Montorsi, Sant’Angelo a Cupolo e San Nazzaro, fino alla Torre di Avvistamento.
Le fotografie confluiranno in una mostra itinerante allestita nelle sedi comunali. Particolarmente significativo il coinvolgimento del Belvedere del Sannio a San Marco ai Monti, luogo inserito tra i “Luoghi del Cuore” del FAI e riconosciuto di interesse pubblico per la sua bellezza panoramica con decreto ministeriale del 12 novembre 1962.
Non mancherà poi “Il Percorso dell’acqua”, nella frazione di Montorsi, dedicato alla riscoperta di ruscelli e fontane. Anche in questo caso la manutenzione diventa strumento di conoscenza e tutela, con escursioni e momenti di approfondimento sul valore dell’acqua come bene comune.
A completare la proposta sarà una pedalata ecologica tra i due comuni: “Sant’Angelo-San Nazzaro Gemellaggio in… Bicicletta”, un percorso non competitivo pensato per unire sport, ambiente e conoscenza del territorio.
Due Comuni, un’unica comunità progettuale
La vera novità dell’iniziativa, però, è forse proprio nella scelta di collaborare. Sant’Angelo a Cupolo, con le sue nove frazioni, e San Nazzaro hanno deciso di mettere in comune energie, associazioni, volontari e competenze. Nel partenariato figurano diverse realtà associative del territorio, tra cui Agorà Bagnara, Camminando Camminando, Circolo ANSPI, Terra Mia, Traiano Velo Club, CER Sant’Angelo a Cupolo e Pro Loco San Nazzaro.
L’idea è quella di non limitarsi a organizzare eventi, ma di coinvolgere direttamente i cittadini nella loro costruzione. Gli abitanti diventano così custodi e co-produttori della cultura locale, in un dialogo tra generazioni che mette insieme la memoria degli anziani e l’energia dei più giovani.
Il progetto punta inoltre a creare un modello che possa andare oltre la singola rassegna. Al termine delle attività sarà realizzato un report con fotografie, interviste, testi della Cantata dei Mesi, mappe GPS dei percorsi e una guida metodologica sulla partecipazione dei cittadini. Un piccolo “manuale” che potrà essere utilizzato anche da altri Comuni delle aree interne.
La scommessa è sull’inverno
Se il progetto dovesse essere finanziato, il calendario prenderà il via a novembre 2026 con i laboratori dedicati alle donne, ai presepi, ai percorsi naturalistici e a Mazzamauriello. Il mese proseguirà con il concorso fotografico, il gemellaggio in bicicletta e il Cammino delle Janare.
A dicembre arriveranno gli allestimenti natalizi, le accensioni dei presepi e la mostra fotografica. Gennaio sarà dedicato soprattutto al Percorso dell’acqua, alle rappresentazioni di Mazzamauriello e alle Pupattole. A febbraio, infine, spazio ai due Carnevali e alla Cantata dei Mesi.
Una lunga stagione di appuntamenti che prova a dimostrare come le aree interne possano trasformare ciò che spesso viene considerato fragile – la distanza dai grandi centri, lo spopolamento, la frammentazione delle frazioni – in una risorsa: la propria identità.
La richiesta di finanziamento ministeriale nasce dunque da una visione che va oltre il semplice cartellone di eventi. L’obiettivo è fare della cultura uno strumento di coesione sociale, della memoria un patrimonio da trasmettere e del paesaggio una leva per un turismo più lento e sostenibile.
E, in fondo, è proprio questo il senso della sinergia tra Sant’Angelo a Cupolo e San Nazzaro: mettere insieme storie diverse per raccontare un unico territorio. Un territorio fatto di piazze e sagrati, belvedere e sentieri, fontane e chiese, ma soprattutto di persone, racconti e tradizioni. Quelle stesse tradizioni che, dalle Janare a Mazzamauriello, dalla Cantata dei Mesi alle Pupattole, possono tornare a vivere non soltanto nei ricordi, ma nelle piazze e nelle strade dei paesi.



