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Arpaise, la Cena in Bianco riunisce la comunità nel segno di San Rocco

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Ad Arpaise la festa di San Rocco da Montpellier, celebrata nei giorni 16, 17 e 18 agosto, è tornata a essere un appuntamento capace di riunire la comunità e di riportare nel piccolo centro del Sannio tanti concittadini che vivono lontano per motivi di studio o di lavoro.

Sono stati in molti, infatti, a programmare ferie e vacanze proprio in concomitanza con i solenni festeggiamenti, scegliendo di tornare nel paese delle proprie radici per vivere giornate intense di preghiera, incontro e socialità, accanto alla famiglia, agli amici e alle persone care.

Per Arpaise, la festa patronale rappresenta molto più di una ricorrenza religiosa. È un momento nel quale il paese torna a riempirsi di voci, incontri e ricordi. Viale, vicoli e piazze diventano luoghi di ritrovo dove trascorrere le serate in allegria e spensieratezza, tra una chiacchiera e un saluto, nella frescura degli alberi e sotto la luce delle stelle. C’è chi si ritrova con i vicini dopo tanto tempo, chi porta qualcosa da mangiare fuori casa e chi semplicemente si ferma a parlare, riscoprendo quella dimensione autentica dello stare insieme che caratterizza la vita dei piccoli borghi.

Proprio per valorizzare la presenza di tanti cittadini rientrati ad Arpaise per la festa patronale, il parroco Don Albert Mwise, guida della Parrocchia Beata Vergine Maria, San Rocco e San Sebastiano, ha voluto riproporre anche quest’anno la tradizionale Cena in Bianco in Piazza Chiesa, appuntamento che da diversi anni è entrato a far parte della vita della comunità.

Una serata pensata come una vera festa della famiglia, nel segno del bianco: bianco come la purezza, come la luce della speranza e come il candore di chi sceglie di vivere nell’amore verso Dio e verso il prossimo.

In tanti hanno accolto l’invito, trasformando Piazza Chiesa in un grande spazio di incontro e condivisione. Alla serata hanno partecipato il Sindaco di Arpaise Vincenzo Forni Rossi e l’Amministrazione Comunale, insieme a numerose famiglie del paese, giovani e anziani, genitori, nonni, zii e cugini, ma anche tanti emigranti e concittadini rientrati da diverse parti d’Italia e dall’estero.

Tra i presenti, persone provenienti da Napoli, Roma, Torino, Genova, Padova, Pavia, Prato e da numerosi altri centri, oltre a concittadini arrivati dalla Svizzera, dall’America, dalla Germania e dal Belgio. Una presenza che testimonia quanto forte rimanga, anche a distanza di anni e nonostante la lontananza, il legame con Arpaise e con le proprie origini.

La particolarità della Cena in Bianco è stata ancora una volta la semplicità del gesto: ognuno ha portato da casa qualcosa da mangiare e da bere, mettendolo a disposizione degli altri.

Sui tavoli hanno trovato posto pietanze diverse e succulente, preparate dalle famiglie, mentre candele e fiori hanno contribuito a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera della piazza. Tutti vestiti di bianco, i partecipanti hanno dato vita a una grande tavolata comunitaria, dove il cibo è diventato occasione per incontrarsi, conoscersi, parlare e condividere.

Un momento di convivialità che ha assunto così un significato più profondo: quello della solidarietà, dell’accoglienza e della volontà di sentirsi parte di una stessa comunità.

«Un grazie al parroco Padre Albert per aver dato l’occasione, ancora una volta, di stare insieme e riscoprire i valori della nostra comunità», spiega Giovanni Russo, sottolineando come la Cena in Bianco, nata già da alcuni anni, sia ormai diventata «uno degli appuntamenti importanti della vita della comunità».

Non soltanto, dunque, un momento di festa, ma anche un’occasione per riflettere sui valori che tengono unite le persone: «È importante vivere nella pace, amando Dio e i fratelli, rispettando l’altro, collaborando per il bene della comunità, vivendo l’unione, la condivisione e la solidarietà».

Particolarmente significativa è stata anche la testimonianza offerta durante la Santa Messa dedicata agli emigranti. Un concittadino ha raccontato il sentimento che continua a legarlo ad Arpaise nonostante la distanza.

Vivere lontano, infatti, non significa dimenticare il luogo in cui si è nati e cresciuti. Al contrario, il ritorno in occasione della festa di San Rocco diventa per molti un appuntamento irrinunciabile, capace di riaccendere emozioni, ricordi e senso di appartenenza.

La testimonianza ha espresso proprio questo sentimento: anche quando la vita porta lontano, nel cuore resta vivo l’amore per la propria comunità, per il proprio paese e per le proprie origini. Tornare ad Arpaise in occasione dei solenni festeggiamenti in onore del Santo Patrono significa ritrovare persone, luoghi e affetti, ma anche riscoprire una parte importante della propria storia.

E così San Rocco, anno dopo anno, continua a essere per Arpaise un punto di incontro tra passato e presente, tra chi è rimasto e chi è partito, tra generazioni diverse. Una festa religiosa che diventa anche festa della comunità, capace di riportare a casa tanti figli del paese e di ricordare a tutti quanto siano preziosi i legami, la condivisione e il senso di appartenenza.

Per qualche giorno, nelle strade e nelle piazze di Arpaise, il paese è tornato a vivere pienamente la sua dimensione più autentica: quella di una comunità che si ritrova, prega, festeggia, mangia insieme e soprattutto si riconosce ancora una volta unita attorno alle proprie radici.

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