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Amorosi, il consigliere Ferrucci sollecita confronto su sicurezza fiume Volturno: ‘Serve tavolo tecnico su balneazione’
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La tragedia dello scorso 10 agosto, quando un ragazzo egiziano di 17 anni ha perso la vita nelle acque del Volturno ad Amorosi, riaccende l’attenzione sulla sicurezza del tratto di fiume che attraversa il territorio comunale.
A pochi giorni dall’accaduto, il consigliere comunale di opposizione Claudio Ferrucci ha protocollato una nota indirizzata al sindaco, alla Giunta e ai consiglieri comunali, chiedendo l’attivazione urgente di un tavolo tecnico dedicato alle problematiche legate alla balneazione.
Il drammatico episodio si è verificato nell’area del Parco del Volturno, una zona picnic particolarmente frequentata durante la stagione estiva. Il 17enne, ospite insieme ad altri giovani di una comunità per minori della provincia di Caserta, era entrato nelle acque del fiume e non era più riuscito a riemergere. Dopo l’allarme lanciato dagli amici, sul posto erano intervenuti i Vigili del Fuoco, anche con personale specializzato e sommozzatori, i Carabinieri e il 118. Il corpo del giovane è stato recuperato dopo diverse ore di ricerche. Sulla vicenda sono stati avviati gli accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dell’accaduto.
È proprio partendo da questo dramma che Ferrucci pone una questione più ampia. Nella nota, il consigliere sottolinea come la tragedia, a suo giudizio, non debba passare «sostanzialmente sotto silenzio», soprattutto considerando che, secondo quanto riferisce nella propria comunicazione, anche nei giorni successivi diverse persone avrebbero continuato a bagnarsi nel fiume in corrispondenza del ponte.
Il tema, evidenzia Ferrucci, presenta profili che riguardano non soltanto la sicurezza delle persone, ma anche possibili aspetti di carattere sanitario. Il consigliere definisce infatti la balneazione nel Volturno una pratica che «notoriamente presenta pericoli per la pubblica incolumità» e richiama anche la possibile presenza di criticità sotto il profilo igienico-sanitario.
La questione delle competenze, tuttavia, non è semplice. La stessa nota riconosce la complessità della materia e richiama gli articoli 50 e 54 del decreto legislativo 267/2000, oltre al decreto legislativo 116/2008, sostenendo che tali disposizioni possano comunque lasciare margini di intervento all’amministrazione comunale.
Il punto centrale della richiesta è quindi la convocazione di un tavolo tecnico, che consenta di mettere intorno allo stesso tavolo i diversi soggetti interessati. Ferrucci chiede al sindaco di coinvolgere i Gruppi consiliari, l’Ufficio tecnico comunale, la locale Stazione dei Carabinieri, il Comando di Polizia locale e i gestori del Parco del Volturno.
L’obiettivo indicato nella richiesta non è quello di individuare responsabilità per la tragedia, circostanza che resta affidata agli accertamenti delle autorità competenti, ma di verificare quali iniziative siano concretamente possibili per prevenire ulteriori episodi.
Il Parco del Volturno rappresenta, infatti, uno dei principali punti di aggregazione estiva del territorio. La stessa amministrazione comunale lo descrive come un’area verde lungo il fiume, dotata di area picnic e diverse strutture per il tempo libero, e indica un’apertura estiva continuativa. Proprio l’elevata frequentazione dell’area rende, secondo Ferrucci, ancora più urgente affrontare il tema della sicurezza.
La richiesta del consigliere si inserisce dunque in un dibattito che va oltre il singolo episodio del 10 agosto: da un lato la necessità di preservare la fruibilità di un’area naturale molto frequentata, dall’altro l’esigenza di garantire che chi la frequenta sia adeguatamente informato dei rischi connessi all’ingresso nelle acque del Volturno.
La parola passa ora all’amministrazione comunale. Ferrucci chiede che il confronto avvenga «con urgenza», così da analizzare la problematica «in tutte le sue sfaccettature» e arrivare a determinazioni conseguenti. Un confronto che, alla luce della tragedia di pochi giorni fa, assume inevitabilmente un significato particolare: capire cosa sia possibile fare, nell’ambito delle rispettive competenze, per evitare che una giornata trascorsa sulle rive del Volturno possa trasformarsi nuovamente in una tragedia.




