Associazioni
Impianti BESS e rinnovabili nelle contrade di Benevento: il Comitato “No BESS – Contrade Benevento Nord” incontra il Prefetto
Ascolta la lettura dell'articolo
Nel pomeriggio di ieri, una delegazione del comitato No BESS – Contrade Benevento Nord ha preso parte all’incontro con il Prefetto di Benevento, insieme ai rappresentanti del Gruppo Cittadini contro l’inquinamento del fiume e del Comitato Cittadini Contrade interessate dai miasmi. Anche Giuseppe De Ioanni ha partecipato alla manifestazione in qualita’ di rappresentante delle contrade e attivista di Civico22 .
Durante l’incontro, tutte le realtà presenti hanno manifestato al Prefetto la profonda e diffusa preoccupazione dei cittadini per la complessa situazione che sta interessando il territorio: dalla questione del fiume e dei miasmi da biogas — ampiamente documentata da stampa e social — fino alla crescente pressione antropica legata agli impianti di produzione e accumulo di energia rinnovabile, concentrati in modo massiccio sui terreni agricoli delle contrade nord di Benevento.
Pur tralasciando in questa sede il tema dei miasmi e del fiume, il comitato intende porre l’attenzione su un aspetto cruciale già rappresentato in Prefettura: in alcune zone rurali del comune di Benevento, il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato — a dismisura — grandi e numerosi impianti per le energie rinnovabili, con altri progetti attualmente in corso di approvazione. Si tratta di impianti fotovoltaici, agrivoltaici e mega-sistemi di accumulo BESS di elevata potenza, la cui ubicazione insiste esclusivamente su terreni ad alta vocazione agricola, concentrati soprattutto nelle contrade nord.
La posizione del Comitato: favorevoli alle rinnovabili, contrari al consumo di suolo fertile
In primis, il Comitato No BESS precisa che non vi è alcuna contrarietà di principio agli investimenti nelle energie rinnovabili. Anzi, si ribadisce che tali impianti, nel pieno rispetto delle normative, rappresentano un ottimo strumento di integrazione del reddito per le imprese agricole, a patto che la ricaduta economica ed operativa avvenga a favore delle aziende stesse.
Tuttavia, il Comitato esprime un fermo dissenso quando gli interventi interessano suoli agricoli fertili e dalla spiccata vocazione produttiva, storicamente vocati a coltivazioni di pregio come grano, olivi e vigneti. A tal proposito, è fondamentale ricordare le grandi sfide che ci attendono nei prossimi anni: le proiezioni demografiche ed economiche ipotizzano, da qui al 2050, il raddoppio del fabbisogno alimentare della popolazione mondiale.
In questo scenario, la tutela della produttività dei suoli sarà strategica. Le scelte energetiche non possono in alcun modo destrutturare il comparto agricolo, che dovrà invece essere messo nelle condizioni di affrontare le future sfide produttive, ambientali e paesaggistiche.
Ambiente, salute, agricoltura, tutela delle risorse idriche, qualità della vita e sviluppo del territorio sono aspetti strettamente interconnessi e non possono essere affrontati come questioni separate. Sul tema della pressione degli impianti energetici, il Prefetto ha richiesto al comitato un’articolata relazione tecnica, che l’associazione si è impegnata a far recapitare nel più breve tempo possibile.



