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Impianto biometano, il sindaco di Pietrelcina: ‘Pronto a sostenere e partecipare a ogni forma di protesta necessaria’

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La questione dell’impianto di biometano ubicato nel territorio di Benevento e precisamente in contrada San Domenico è diventato un grande problema legato ai miasmi e cattivi odori nell’arco delle ventiquattro ore. Una problematica che attanaglia non solo i cittadini residenti a Benevento, ma anche nelle zone ricadenti i comuni di Pietrelcina, Pesco Sannita e anche Pago Veiano. Le famiglie sono costrette a convivere con tale situazione abnorme e che costringe tutti a chiudere infissi e porte per evitare che “il cattivo odore” penetri all’interno delle case.

Intanto, il sindaco di Pietrelcina Salvatore Mazzone è costretto a rispondere a tutti i cittadini che lamentano tale disagio. “La situazione riguardante l’impianto di biometano – dichiara il primo cittadino – è giunta a un punto in cui non possono essere più ammesse attese o incertezze. In questi ultimi giorni, anche a causa delle condizioni climatiche, i miasmi sono diventati insopportabili, arrivando a colpire tutto il territorio con particolare intensità durante le ore serali e notturne. Questa situazione non è più tollerabile.

Per questo motivo, ho inoltrato ufficialmente a S.E. Prefetta di Benevento la richiesta di un nuovo incontro urgente, con la convocazione di tutte le autorità competenti. Richiediamo tempi certi e immediati sulle operazioni di svuotamento dell’impianto: la sola buona volontà e l’inizio dello svuotamento non sono più sufficienti.

𝐕𝐨𝐠𝐥𝐢𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐨 𝐬𝐮 𝐝𝐮𝐞 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢: i𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐏𝐢𝐞𝐭𝐫𝐞𝐥𝐜𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐢 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐫𝐚̀ 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐢𝐧 𝐠𝐢𝐮𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐢 𝐚𝐥 𝐓𝐀𝐑, 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐫𝐢𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝐦𝐞𝐫𝐢𝐭𝐨 𝐚𝐯𝐚𝐧𝐳𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐞̀ 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐞𝐫𝐢, 𝐩𝐞𝐫 𝐭𝐮𝐭𝐞𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐞 𝐢𝐥 𝐛𝐞𝐧𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀. 𝐍𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐦𝐨𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞, 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐚 𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐞𝐫𝐞 𝐞 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐨𝐠𝐧𝐢 𝐟𝐨𝐫𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐫𝐨𝐭𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐞𝐧𝐝𝐨𝐦𝐢 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐜𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨𝐬𝐢 𝐞 𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥’𝐞𝐬𝐢𝐠𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞, 𝐜𝐨𝐧 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 𝐞 𝐜𝐢𝐯𝐢𝐥𝐭𝐚̀, 𝐥𝐚 𝐯𝐨𝐜𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨”.

Alle parole molto dure del primo cittadino di Pietrelcina Salvatore Mazzone, fanno da contraltare quelle dell’attuale consigliera di Pesco Sannita Barbara Vetere, ex assessora presso tale amministrazione negli anni passati. “Leggo oggi prese di posizione molto forti, e ben vengano se servono a risolvere un problema – dichiara Barbara Vetere – che i cittadini stanno vivendo sulla propria pelle. Però una domanda è inevitabile: perché tutta questa determinazione non si è vista quando l’impianto veniva autorizzato? Oggi è facile rincorrere l’emergenza, molto più difficile è prevenire. E la politica dovrebbe fare soprattutto questo.

La questione non è essere contro il biometano. Un impianto di questo tipo, se progettato, localizzato e gestito nel rispetto delle norme, rappresenta una risorsa per la produzione di energia rinnovabile. Ma proprio perché tratta reflui zootecnici, letami, liquami e altre matrici organiche, deve garantire un controllo rigoroso delle emissioni odorigene e della tutela ambientale. Se questo non accade, significa che qualcosa non ha funzionato. La vera domanda è un’altra: perché questo impianto è stato realizzato proprio qui? Quali valutazioni hanno portato a questa scelta? E soprattutto, le istituzioni del territorio, comprese quelle dei comuni confinanti, all’epoca hanno fatto tutto ciò che era nelle loro possibilità per rappresentare le criticità?

Apprezzo l’impegno che oggi stanno dimostrando i sindaci, – rimarca Barbara Vetere – compresa la mia amministrazione della quale faccio parte in maniera estremamente autonoma. Ma limitarsi a gestire l’emergenza non basta. Occorre avere il coraggio di ricostruire tutta la vicenda, capire chi ha deciso, chi ha autorizzato e chi, eventualmente, è rimasto in silenzio. Perché il problema non nasce oggi con i miasmi. Il problema nasce quando si fanno scelte che incidono su un territorio senza valutarne fino in fondo le conseguenze. Ed è lì che la politica deve assumersi le proprie responsabilità”.

Dopo tale intervento molto duro, incisivo e di grandi interrogativi palesi, la riposta del sindaco di Pietrelcina. “Le tue parole – afferma Salvatore Mazzone – mi sorprendono perché credo non finalizzate alla causa ma ad un voler soffiare sul fuoco per ottenere un effimero consenso su questioni che sono invece estremamente serie. Mi sorprendono ancora di più in quanto sei una consigliera comunale in carica e dovresti conoscere procedure e quant’altro. L’impianto è stato autorizzato in Procedura Semplificata come previsto dal legislatore che tende sempre più a incentivare queste strutture. Quindi senza nessun coinvolgimento dei comuni confinanti.

Che significa opporsi dall’inizio? Dire che si è contrari a monte alla transizione energetica? Per un progetto di un altro comune e distante da Pietrelcina? Se dopo diverse conferenze di servizi – termina il primo cittadino del paese natale di Padre Pio – viene approvato un progetto e concessa autorizzazione, da parte di tutti gli enti preposti dal punto di vista ambientale, e poi il proprietario non realizza quanto previsto e avvia l’attività di stoccaggio prima della conclusione dei lavori, mi dovevo opporre a monte? E tu in qualità di consigliere comunale, del comune confinante, se eri a conoscenza o immaginavi future criticità a prescindere perché non hai mai sollevato perplessità?”.

Intanto i cittadini sono delusi e nello stesso tempo sollevano proteste di ogni genere per un impianto che sta cambiando la vita delle famiglie. Vivere in una zona a vocazione turistica quella di Pietrelcina e nello stesso tempo di grande flusso religioso, non aiuta minimamente ad accogliere i pellegrini con un “monumento” quello del Biometano che non fa altro che allontanare turisti e famiglie che intendono trascorrere ore serene presso le varie attività di ristorazione, Bar e quanto altro. L’intero apparato dei commerciati dichiarano e protestano a viva voce: “Cosa offriamo ai turisti, alle famiglie che arrivano a Pietrelcina?”. La risposta è una sola “miasmi, cattivo odore e puzza nell’arco dell’intera giornata”. (Lino Santillo)

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