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CULTURA

Dal Canto Beneventano ad oggi: con ‘Voice of Heritage’ il nostro patrimonio musicale alla ribalta internazionale

Voices of Heritage è il progetto di internazionalizzazione del sistema AFAM che mette al centro il Canto Beneventano e ne accompagna il viaggio dai manoscritti medievali del Sud Italia ai linguaggi di oggi. Il progetto targato PNRR è stato sviluppato dal Conservatorio 'Nicola Sala' di Benevento (ente capofila), il Conservatorio 'Lorenzo Perosi' di Campobasso e l'Università Telematica Pegaso.

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Un viaggio lungo venticinque mesi che ha unito la ricerca scientifica sulle radici più profonde della musica medievale alle frontiere dell’innovazione tecnologica, portando l’eccellenza del Mezzogiorno nei più prestigiosi teatri del mondo. Presso il Teatro San Vittorino di Benevento, è andato in scena l’evento conclusivo di “Voices of Heritage – From Beneventan Manuscripts to Modern Music Through the Lens of Innovation”, il progetto finanziato nell’ambito del PNRR Internazionalizzazione che ha visto il Conservatorio Statale di Musica “Nicola Sala” di Benevento nel ruolo di capofila, affiancato dal Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso e dall’Università Telematica Pegaso.

Un’iniziativa che ha saputo tracciare un percorso unico, capace di trasformare l’antico patrimonio documentario sannita in una straordinaria opportunità di riscatto culturale e di crescita accademica.

È stata una grande opportunità per il Conservatorio e per tutti i nostri allievi”, ha spiegato Giuseppe Ilario, Direttore del Conservatorio “Nicola Sala” di Benevento e responsabile scientifico del progetto. ” Siamo partiti dal Canto Beneventano, una tipologia musicale del Quattrocento riscoperta anche grazie al prezioso contributo della Curia di Benevento, e ci abbiamo strutturato ben 12 dottorati di ricerca per il primo anno e sei per il secondo. Partendo da quelle fonti storiche siamo transitati per la musica lirica, siamo passati al jazz e al pop, fino a chiudere il progetto con l’elettronica, trattata in un modo totalmente diverso, particolare e accessibile. Questa sera – ha aggiungo Ilario – terremo il concerto che abbiamo già presentato con successo a Siviglia e a Lisbona: le Quattro Stagioni di Vivaldi, un’icona assoluta rivisitata con una particolarità: non ci sarà il violino solista, ma il violoncello, supportato da inserti di musica elettronica e immagini live”. 

Una sinergia che ha trovato immediata sponda nel vicino Molise, creando un asse formativo di altissimo profilo. “Abbiamo accolto subito con grande fiducia e orgoglio l’invito del direttore Giuseppe Ilario a operare in connubio su questo progetto“, ha sottolineato il Direttore del Conservatorio “Lorenzo Perosi” di Campobasso, Ferdinando Mettillo. “Voices of Heritage” ha coinvolto attivamente i nostri docenti e i nostri studenti in tantissime e bellissime esperienze in Italia e all’estero. Il grande valore dell’iniziativa è stato proprio questo: permettere la fusione tra il classico e il moderno attraverso il talento dei nostri ragazzi”

Accanto alla produzione artistica, il progetto ha sviluppato una forte anima tecnologica e divulgativa grazie alla partnership con l’Università Telematica Pegaso, che ha collaborato a lungo con il mondo delle istituzioni AFAM. Il fulcro di questo lavoro è stata la creazione della Piattaforma Web VoH, una declinazione digitale nata per rendere i contenuti del progetto accessibili a tre macro-target: la comunità degli esperti, il grande pubblico e, soprattutto, i bambini.

Proprio per i più piccoli, la piattaforma riserva due sezioni ad alto valore inclusivo ed educativo. La prima è “Opera piccola piccola”, una serie di podcast pensata per introdurre i bambini al mondo dell’opera lirica attraverso il racconto di otto delle opere più rappresentative del patrimonio italiano. La seconda componente è formata da otto minigiochi per tablet, sviluppati in un’ottica pienamente inclusiva. Questi applicativi permettono ai bambini di giocare con i personaggi della lirica e, al contempo, offrono un risvolto pedagogico mirato ad allenare e stimolare specifiche capacità cognitive, come la memoria e la pianificazione, dimostrando come il patrimonio culturale possa davvero diventare un bene fruibile da tutti, nessuno escluso.

La chiusura dei lavori ha offerto lo spazio per una riflessione strategica sul futuro dei territori coinvolti, affidata ai presidenti dei due Conservatori partner, che hanno rimarcato l’importanza della coesione istituzionale e del ritorno in termini di sviluppo locale.

Abbiamo portato le nostre forze a New York, Philadelphia, Montréal, Siviglia e Lisbona, calcando palcoscenici del calibro del *Kimmel Center di Philadelphia, uno dei teatri più grandi al mondo. Questa sinergia ha creato coesione e aumentato la capacità lavorativa tra i territori. Campobasso non è lontana da Benevento, ma le nostre realtà sono diverse: aver messo al centro il Canto Beneventano ci rende felici di aver portato a termine una missione che non finisce qui. Questa è una vera e propria best practice da replicare anche con altri istituti”, ha rimarcato Rita D’Addona, presidente del Conservatorio di Campobasso. 

Abbiamo messo in moto una macchina che punta a sprovincializzarci“, ha spiegato Nazzareno Orlando, presidente del ‘Nicola Sala’. “Il ritorno di questi investimenti si misura proprio in termini di turismo culturale. Presto, con la disponibilità della nuova struttura de ‘Il Molino’, potremo attivare laboratori più stanziali e stabili, capaci di attrarre presenze e trasformare l’eccellenza musicale in un motore di sviluppo permanente per l’intero Sannio“. 

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