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Intitolazione a Matteotti, interviene Razzano dell’Istituto Storico del Risorgimento
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“L’annosa ferita della intitolazione di un luogo che ricordi la memoria di Giacomo Matteotti , ha un nuovo episodio. Per dire di no o di sì a qualsiasi provvedimento – scrive Luigi Razzano, Direttore Istituto Storico del Risorgimento – Delegazione Sannita – ciascuno può liberamente scegliere gli argomenti che più gli aggradano, secondo le peculiari sensibilità, mi permetto di esprimere i miei. Usare date simbolo, per emettere dei provvedimenti, 25 aprile, Primo maggio, serve solo ad ammantare di retorica la politica.
Premesso che la Piazza fu dedicata a Matteotti, nell’immediato dopoguerra, precedentemente era intitolata al Re Umberto I e modificata in Santa Sofia, nel 1990, e nel comune sentire quella piazza è Piazza Santa Sofia, lo diventa ancora di più quando, con quel nome viene dichiarata patrimonio dell’UNESCO, con tutti i vincoli del caso. L’equilibrio raggiunto all’epoca, fu di lasciare sulla piazza la targa con la intitolazione a Giacomo Matteotti, come pure è ancora presente sulla piazza la lapide dedicatoria di ‘Piazza di Carlo Maurizio’ ovvero il Principe di Benevento, Carlo Maurizio di Talleyrand, Piazza realizzata al tempo del Principato Francese di Benevento.
Il governatore De Beer abbattendo il muro che l’attraversava, e collocando la fontana e l’Obelisco al centro, la rese pienamente piazza, quello spazio rappresentava la concreta espressione del dominio ecclesiastico sulla città e della rendita parassitaria e la laica Francia, volle dare un tangibile segnale urbanistico. Ricordiamo chela bandiera del Principato di Benevento era il tricolore francese blu, bianco e rosso, con al centro lo stemma dei Tallyerand-Perigod ed il cinghiale Calidonio simbolo della Città.
Da tempo molte amministrazioni, comprese quella di Benevento, non seguono il percorso codificato per toponomastica, perché grosso modo le strade dei centri storici hanno già un nome ed i cittadini dovrebbero cambiare indirizzi esponendo le amministrazioni ai legittimi ricorsi al Tribunale Amministrativo e dovendo poi passare per le Forche Caudine dei pareri della Prefettura e della Società di Storia Patria. Le amministrazioni quindi preferiscono intitolare spazi a dei non luoghi toponomastici, dove è possibile eludere questo iter. Così si sono mossi nelle ultime intitolazioni, ripeto sia nella nostra città che in altre.
Ora lo spazio indicato, ha il pregio di essere centrale, vicinissimo al luogo della precedente intitolazione e luogo da riqualificare trasformando i pezzi di strade, giardini e slarghi in una vera Piazza, legata alla cultura. La riqualificazione contribuirà a creare la giusta cornice per onorare un uomo la cui fine segnò l’occasione per il consolidamento del regime fascista.
Giacomo Matteotti è stato un grande, non solo e non tanto per la sua vigliacca uccisione per mano della canaglia fascista, ma per essere stato colui che aveva capito il pericolo della deriva fascista, e la contrastò e denunciò puntualmente, sostenendo una prassi riformista, in cui il rigore e l’onestà e la competenza politica, era richiesta prima a se stesso ed ai suoi e poi agli altri, ancora oggi un esempio da seguire”, conclude Razzano.



