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POLITICA

Piazza Matteotti, Corona sta con Nunziato: ‘Inaccettabile lo sfratto di Matteotti, incomprensibile il comportamento dell’ANPI e della “sinistra” beneventana’

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“Il dott. Luigi Nunziato, ex consigliere e assessore comunale socialdemocratico negli anni ’90 ha inviato alla stampa una nota per contestare la delibera della Giunta Comunale n. 99 del 24 aprile 2026 ad oggetto: “Intitolazione area di circolazione cittadina: piazzetta Giacomo Matteotti-martire per la democrazia”. Nunziato – scrive Gabriele Corona, referente di ‘Altra Benevento è possibile’ – ricorda che al parlamentare socialista ucciso dalle camice nere nel 1924 era stata intestata nel dopoguerra la piazza davanti alla chiesa di Santa Sofia che per molti anni è stato il luogo privilegiato delle manifestazioni antifasciste e della sinistra beneventana.

Agli inizi degli anni ’90 le amministrazioni a guida democristiana decisero di sfrattare Matteotti perché la piazza era di fatto conosciuta come “Santa Sofia” e il martire meritava la intitolazione di un luogo più adeguato: l’asse interquartiere tra via Fontanelle e via Avellino.
Quella strada però non è mai stata realizzata, quindi mai intestata a Matteotti e per questo motivo, di fatto, non hanno avuto esecuzione le delibere con le quali era stato cambiato il nome della piazza davanti la chiesa di Santa Sofia.

Nel 2002 l’amministrazione D’Alessandro – continua Corona – provò a completare l’opera avviata dai democristiani ma dopo le proteste della sinistra sannita dovette desistere e riconoscere che non si poteva cambiare nome alla piazza senza aver prima intitolato al martire socialista un luogo adeguato. Pertanto, per quasi vent’anni le targhe “Piazza Matteotti” sono rimaste sul Teatro Comunale e su palazzo Petrucciani e pure l’indirizzo della Banca di Novava riporta ancora e ufficialmente quella indicazione. Poi è arrivato Mastella, ha stabilito che la piazza è intestata a Santa Sofia perché così chiamata nel linguaggio comune dimenticando che nessuno ha mai cambiato il nome a Piazza Cardinale Pacca solo perché molti la chiamano Santa Maria. Il sindaco, mentre intestava strade, parchi e strutture pubbliche a Cossiga, De Mita, Falcucci, Fanfani e Craxi, ha più volte ribadito che lo sfratto di Matteotti era definitivo e gli avrebbe trovato uno spazio adeguato per ricordare la sua memoria.

Però questa volta la sinistra che aveva contestato vivacemente il sindaco D’Alessandro, non si è ribellata, anche perché parte degli antagonisti e dei socialisti sono andati ad ingrossare le file di Noi di Centro o hanno fatto alleanze varie con il viandante. Pure l’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani italiani) di Benevento – continua nella nota – si è rassegnata alla cancellazione di Piazza Matteotti ed ha atteso per anni, pazientemente, che il sindaco mantenesse la promessa di intitolargli un nuovo luogo. E pertanto lo scorso 24 aprile, il giorno prima della celebrazione della Liberazione in piazza Roma con l’intervento della assessora Taraglia Polcini, la più gradita alla sinistra beneventana, la Giunta Comunale ha deciso di intestare a Giacomo Matteotti una piazzetta inesistente a lato della Prefettura.

In realtà a gennaio la stessa giunta ha approvato un progetto preliminare per ricavare un piccolo spazio di circa 400 metri quadrati su via Stefano Borgia con panchine e piccolo giardino destinato solo alla accoglienza e alla sosta breve dei visitatori del Museo Arcos. Quindi la intestazione di quel piccolo slargo, ancora da realizzare, a Matteotti è una decisione posticcia, inventata in occasione del 25 aprile ma il presidente dell’ANPI, Amerigo Ciervo, ha espresso soddisfazione per la decisione di Mastella senza neppure considerare che nella nuova “piazzetta” non ci sarebbe spazio per i partecipanti alle manifestazioni in ricordo della Resistenza o per montare una pedana per gli interventi degli oratori.

Quindi, Gigi Nunciato ha ragione: è inaccettabile la delibera della Giunta Comunale per lo sfratto di Giacomo Matteotti dalla sua piazza con la intestazione di uno spazio inadeguato. Proprio adesso che la città è ferita dalla tangentopoli sannita la sinistra non mastelliana dovrebbe adeguatamente difendere la memoria del martire socialista ucciso perché aveva denunciato brogli e corruzione”, conclude Corona.

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