Comune di Benevento
Verde pubblico, scontro social tra assessori. Rosa: ‘Meditate gente’, ma Picucci gli ricorda il ‘gioco delle parti’: ‘Rileggi cosa dichiaravi’
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Botta e risposta social, piccole schermaglie politiche o forse vecchie ruggini mai sopite: il verde pubblico torna terreno di scontro a Benevento, ma questa volta al di là delle aiuole sono le parole a crescere rigogliose. E, sullo sfondo, resta un problema concreto che i cittadini continuano a denunciare.
A riaccendere la miccia è stato Alessandro Rosa, ex delegato al Verde Pubblico, revocato lo scorso 15 gennaio dal sindaco Clemente Mastella. Rosa, questa mattina, ha condiviso un post dei colleghi di Anteprima24 che denunciava una situazione di degrado in via Matilde Serao, nel quartiere Pacevecchia: vegetazione fuori controllo, balconi e finestre invasi dal verde e, soprattutto, giostrine per bambini rese di fatto inutilizzabili. Un’immagine che ha accompagnato con poche ma eloquenti parole: “Meditate gente… meditate”.
Un messaggio neanche troppo velato, che punta il dito contro l’attuale gestione del settore. E la replica non si è fatta attendere. Sotto lo stesso post è intervenuto l’attuale assessore (che lo ha sostituito), Oberdan Picucci, con una risposta tanto breve quanto pungente: “Caro Alessandro, nel tempo libero (politicamente parlando), rileggiti le tue dichiarazioni… un abbraccio”.
Non solo. Picucci ha rilanciato alcuni passaggi di una precedente intervista rilasciata da Rosa, quando era ancora in carica, mettendone in evidenza il contenuto quasi “autoassolutorio”. Parole che oggi suonano come un boomerang: l’ex assessore, infatti, spiegava come fosse “normalissimo” che il verde pubblico diventasse bersaglio di critiche, essendo il settore più visibile e facilmente attaccabile. “Basta armarsi di smartphone”, diceva, sottolineando come in una città vasta sia inevitabile imbattersi in qualche criticità.
Un ragionamento che, alla luce dell’attuale polemica, viene utilizzato dall’amministrazione come chiave di lettura per ridimensionare l’attacco social. In sostanza: ciò che ieri era fisiologico, oggi diventa emergenza?
Ma mentre la politica si confronta a colpi di post, dal territorio arriva una voce che riporta il dibattito su un piano ben più concreto. Il Comitato di quartiere San Pio – via Saragat ha infatti scritto direttamente all’assessore Picucci, richiamando l’attenzione su una situazione irrisolta: “Visto che c’è memoria delle vecchie dichiarazioni, il comitato di quartiere San Pio via Saragat vi ricorda che abbiamo già fatto degli esposti al prefetto per il mancato rispetto dell’ordinanza che prevede la pulizia del verde privato. Riguarda la foresta che c’è tra via Avellino e via Saragat: a breve, se non verrà ripulito, rifaremo l’esposto e non dite che non vi abbiamo avvisato, perché non possiamo vivere tra ratti, animali e sporcizia varia. Siamo sempre aperti al confronto, senza aspettare la prossima campagna elettorale”.
Un intervento che aggiunge un ulteriore livello alla vicenda: al di là dello scontro politico, il tema del verde pubblico resta una criticità sentita, con ricadute dirette sulla qualità della vita dei residenti.
Lo scontro sul web tra i due professionisti, però, affonda le radici in una vicenda politica ben più profonda. La revoca di Rosa, arrivata a metà gennaio, fu tutt’altro che indolore. Il sindaco Mastella parlò apertamente di un presunto “flirt” con il centrodestra, accusa respinta con decisione dall’ex assessore. In una conferenza stampa fiume, Rosa rivendicò il proprio operato e il diritto al dialogo trasversale, denunciando di essere stato “usato e scaricato”.
Da allora, i rapporti sono rimasti tesi, anzi inesistenti, e ogni occasione sembra buona per riaccendere il confronto. Anche una segnalazione di erba alta può trasformarsi in un caso politico. Ma le segnalazioni dei cittadini ricordano che, al di là delle polemiche, il problema esiste e chiede risposte.
A fare da sfondo, inevitabilmente, il calendario elettorale. A un anno dalle amministrative, ogni movimento assume un peso specifico diverso. Rosa, medico sannita alla sua prima esperienza nel 2021, aveva ottenuto un risultato significativo con 622 preferenze: un capitale politico che potrebbe tornare utile, soprattutto in un contesto in cui gli equilibri non appaiono più così scontati.
Il verde pubblico, insomma, resta un terreno scivoloso: non solo per la gestione quotidiana, ma anche per le dinamiche politiche che porta con sé. E mentre le siepi crescono, anche le tensioni – e le richieste dei cittadini – sembrano tutt’altro che potate.



