ECONOMIA
Reddito delle famiglie in crescita in Irpinia e Sannio, ma il divario nazionale resta
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Cresce il reddito disponibile delle famiglie nelle province di Avellino e Benevento, con segnali positivi anche sul fronte del lavoro. È quanto emerge dai dati del Centro Studi Tagliacarne che confermano per l’Irpinia ed il Sannio un’evoluzione positiva del reddito disponibile delle famiglie, accompagnata da dinamiche occupazionali e del lavoro dipendente particolarmente rilevanti nel contesto nazionale.
Nel 2024 il reddito disponibile pro capite si attesta a 16.831 euro ad Avellino e 16.055 euro a Benevento, valori ancora inferiori alla media nazionale ma in significativa crescita rispetto al 2021. Nel triennio 2021-2024 il reddito disponibile è cresciuto del +17,2% in provincia di Avellino e del +16,6% in provincia di Benevento, mentre i redditi da lavoro dipendente hanno registrato aumenti ancora più sostenuti (+21,5% e +20,8%).
Particolarmente rilevanti i dati sul fronte del lavoro: Benevento si colloca al primo posto in Italia per crescita degli occupati dipendenti tra il 2021 e il 2024; Avellino è terza a livello nazionale per incremento dei redditi da lavoro dipendente delle famiglie consumatrici.
Si tratta di risultati che evidenziano una capacità di reazione significativa dei due territori, in particolare sul versante del lavoro.
Accanto a questi segnali positivi, restano tuttavia elementi di debolezza strutturale. Il posizionamento nelle graduatorie nazionali rimane basso (95ª posizione per Avellino e 100ª per Benevento), a conferma di un divario ancora ampio rispetto alle aree più sviluppate del Paese.
Permane inoltre una quota elevata di contribuenti con redditi bassi: oltre il 30% si colloca nella fascia sotto i 10.000 euro, segnale di una diffusa fragilità economica.
Anche la struttura del reddito presenta aspetti da monitorare: a Benevento il peso del lavoro dipendente sul reddito complessivo resta più contenuto, mentre ad Avellino è più elevato ma accompagnato da una crescita occupazionale meno intensa. Nel complesso, i dati delineano territori in recupero, con punte di eccellenza sul fronte occupazionale e dei redditi da lavoro, ma che richiedono ulteriori interventi per consolidare la crescita, rafforzare la qualità dell’occupazione e ridurre le disuguaglianze.

