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Referendum e voto cattolico, la posizione del Cav: “Il ‘no’ segno di confusione tra i fedeli”
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Il voto dei cattolici al recente referendum sulla riforma della giustizia accende il dibattito. A intervenire è Carlo Principe, presidente del Centro di Aiuto alla Vita OdV, che in una nota esprime una posizione netta: il “no” espresso da una parte significativa dell’elettorato cattolico sarebbe “segno di confusione”.
Secondo Principe, molti dei cattolici che si sono schierati per il “no” sarebbero riconducibili ad aree politiche di centrosinistra, una scelta che – a suo avviso – entra in contrasto con i principi fondamentali della fede cristiana.
Nel documento, il presidente del Cav chiarisce il concetto di “cattolici autentici”, precisando di non voler attribuire etichette, ma richiamandosi direttamente al Vangelo. Il riferimento è ai due comandamenti centrali della dottrina cristiana: l’amore verso Dio e verso il prossimo, indicati come criterio guida per la vita dei credenti.
“La fede – sottolinea – non si misura solo nella pratica religiosa, ma nelle scelte concrete della vita quotidiana”, comprese quelle sociali e politiche. Da qui l’idea che anche il comportamento elettorale debba essere coerente con i valori cristiani.
Entrando nel merito, Principe critica le posizioni di alcune forze politiche su temi etici, in particolare quelli legati alla difesa della vita e della famiglia. Tra gli esempi citati, il voto espresso al Parlamento europeo su una risoluzione relativa al diritto all’aborto e alcune vicende legate alla censura di campagne pro-life.
La riflessione si estende anche al ruolo della magistratura e a decisioni giudiziarie che, secondo l’autore, avrebbero inciso su temi sensibili come la bioetica e la legislazione familiare.
Pur escludendo un’indicazione diretta di voto verso specifici schieramenti, Principe sottolinea come, a suo giudizio, i cristiani dovrebbero evitare di sostenere forze politiche che “attaccano apertamente” determinati valori. Allo stesso tempo, riconosce che nessun partito rispecchia pienamente la dottrina sociale della Chiesa, citando anche posizioni controverse assunte da governi di area opposta su temi etici.
La nota si chiude con un richiamo al periodo della Settimana Santa, invitando i fedeli a una riflessione più profonda sul significato della propria fede e sull’impegno a tradurla in scelte coerenti nella vita quotidiana. Un intervento destinato a far discutere, che riapre il confronto sul rapporto tra fede, coscienza personale e orientamento politico nel mondo cattolico.




