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San Giorgio la Molara, cane avvelenato in centro storico. “Terre di Lavoro” chiede chiarezza e propone piano di prevenzione

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“Le due denunce pubbliche della giornalista Maria Chiara Petrone, che a pochi giorni di distanza ha documentato e raccontato l’avvelenamento di un cane nel centro storico, continuano a scuotere il dibattito pubblico e a mettere in luce una situazione ritenuta da molti insostenibile. Le sue segnalazioni, corredate da testimonianze, foto e video, hanno evidenziato sia la gravità degli episodi sia le criticità nei servizi di controllo del territorio, nella gestione dei cani vaganti e nella risposta istituzionale immediata.

In questo clima di crescente preoccupazione, il gruppo consiliare “Terre di Lavoro” di San Giorgio la Molara – ha deciso di intervenire con una posizione ufficiale, giudicando “necessaria e non più rinviabile” una presa di responsabilità collettiva.

«Le segnalazioni di Maria Chiara Petrone – dichiarano i consiglieri di Terre di Lavoro – non possono essere derubricate a episodi isolati né archiviate con risposte burocratiche. Quando un animale muore tra convulsioni e vomito verde, come documentato l’11 novembre, ci troviamo di fronte a un possibile reato e a un rischio per l’intera comunità: bambini, famiglie, residenti e altri animali.»

Il gruppo consiliare definisce “preoccupante” quanto emerso dal racconto della giornalista, in particolare “l’assenza di un sopralluogo immediato, di una bonifica dell’area e di un’informazione chiara ai cittadini”. «La tutela dell’ambiente urbano e degli animali – proseguono – è parte integrante della sicurezza pubblica. E la sicurezza non ammette zone grigie.»

Riprendendo quanto denunciato da Petrone e dai residenti, Terre di Lavoro riconosce che nel centro storico “la presenza di cani liberi – spesso sterilizzati ma reimmessi sul territorio senza un piano di monitoraggio – è sottovalutata da troppo tempo”. A ciò si aggiunge, secondo il gruppo, un problema di “sorveglianza serale carente e assenza di interventi tempestivi dopo episodi potenzialmente pericolosi”.

Il risultato è, per i consiglieri, “una percezione diffusa di abbandono”, che alimenta sfiducia nei confronti delle istituzioni e accresce il rischio che atti di avvelenamento possano ripetersi.

Nel quadro della gestione dei cani sul territorio, Terre di Lavoro sottolinea anche l’importanza della presenza dell’Associazione “Oasi dei Pelosetti”, composta da volontari che collaborano con il Comune per tutelare il benessere dei cani di affezione, prevenire il randagismo e accudire i cani liberi “accuditi”, cioè segnalati e presi in carico dai volontari stessi.

I cani liberi non sono solo quelli presenti nel centro abitato – spesso ben integrati nel contesto urbano – ma anche e soprattutto quelli provenienti dalle zone rurali circostanti, che nelle ore serali circolano senza alcun controllo, creando ulteriori difficoltà gestionali.

Pur riconoscendo l’impegno prezioso dell’associazione, il gruppo ritiene che “un argomento di tale importanza, specifica competenza del Comune e dell’ASL, non possa essere considerato risolto con la sola collaborazione dell’Oasi dei Pelosetti, il cui contributo resta comunque importante”.

Terre di Lavoro annuncia che presenterà una proposta formale al Consiglio comunale e alla Giunta, articolata in cinque iniziative immediate elaborate in collaborazione con veterinari, volontari e cittadini: Tavolo permanente Comune–ASL–Associazione tutela cani. Un organismo stabile, con incontri mensili, incaricato di coordinare: interventi d’emergenza, gestione dei cani vaganti (soprattutto a tutela degli allevamenti da reddito), monitoraggio sanitario, piani informativi alla popolazione; Protocollo operativo per gli avvelenamenti. Richiesta all’ASL di attivare un percorso rapido obbligatorio che includa: sopralluogo entro 12 ore, campionamento dell’area, bonifica immediata, comunicazione pubblica trasparente sugli esiti; Mappa delle aree a rischio e videosorveglianza mirata: Installazione di telecamere nei punti del centro storico indicati dalle segnalazioni come maggiormente problematici; Programma di gestione dei cani sterilizzati. Non più una semplice reimmissione sul territorio, ma: affidamento controllato, microchip con monitoraggio aggiornato, collaborazione con famiglie e stalli temporanei. Campagna di sensibilizzazione nelle scuole e nei quartieri: Per educare al rispetto degli animali e incentivare le segnalazioni tempestive.

Il gruppo consiliare invita l’amministrazione comunale a “mettere da parte le risposte standard” e ad avviare un confronto pubblico con i cittadini e i soggetti del territorio, riconoscendo che “la sfiducia nasce quando si percepisce un vuoto istituzionale”.

«La morte di un animale per avvelenamento – concludono i rappresentanti di Terre di Lavoro – non è solo un fatto di cronaca, ma un segnale d’allarme su cui una comunità civile non può voltarsi dall’altra parte. Ringraziamo la giornalista Maria Chiara Petrone per aver acceso i riflettori su una problematica reale. Ora spetta alle istituzioni agire.»

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