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Io x Benevento: ‘Al San Pio situazione grave. Organizzeremo sciopero della fame’

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“L’Associazione IO X Benevento, prendendo atto di tutti gli interventi che ormai da tempo, denunciano lo stato in cui versa l’Azienda Ospedaliera S. Pio di Benevento, resta in attesa di interventi da parte degli organi di controllo preposti. La situazione peggiora inesorabilmente e sotto gli occhi di tutti, gli associati continuano a segnalare fatti gravi che certamente non possono restare sospesi nel silenzio.

Mentre il Presidente della scrivente Associazione più volte è finito sotto inchiesta per presunte diffamazioni, la maggior parte archiviate, per il sol fatto di aver cercato di tutelare la salute dei cittadini, altri denunciati pur con toni più aspri non hanno mai varcato la soglia della Procura.

La cattiva gestione dell’Ospedale – scrive l’associazione – è palese non solo ai numerosi cittadini, ai sindacati, ai partiti di diversi schieramenti e alla stessa stampa che puntualmente riporta le copiose denunce che mettono a nudo un’organizzazione ospedaliera che traduce disservizi, carenze, criticità che mettono in pericolo la salute dell’utenza. Per questo e ormai da tempo, si chiede l’intervento delle Autorità affinché possano verificare quanto l’opinione pubblica manifesta. La libera manifestazione di pensiero è un diritto costituzionalmente garantito e se da più parti arrivano sollecitazioni sulla verifica dell’organizzazione ospedaliera questo deve destare e far mettere in atto approfondimenti e verifiche”.

E aggiunge: “Siamo cittadini, genitori, figli, di una comunità piccola e che per tale motivo poteva essere gestita assolutamente in miglior modo. Negli anni addietro avevamo raggiunto un buon livello di assistenza sanitaria, poi, tutto è andato a decadere fino ad arrivare a questa assurda situazione ove si mette in discussione anche l’abc.

Uno dei nostri iscritti per una polmonite seria è stato salvato dal prof. Del Donno per la sua umanità. Lo ha curato brillantemente, con competenza e abnegazione, è stato sottoposto ad una visita privata senza che il primario abbia preso il suo onorario ed è rimasto in comunicazione telefonica e con videochiamate fino a quando è guarito con visita di controllo sempre gratis perché il suo reparto è tutt’oggi chiuso nonostante una nota del direttore di presidio del 7 dicembre, protocollo n. 2022/0016505/gen, comunicava la ridefinizione dell’assetto delle UU.OO. all’interno del padiglione S. Teresa e l’apertura di diversi reparti tra cui la pneumologia.

Questo dovrebbe far capire bene come sono costretti ad onorare il giuramento di Ippocrate i tanti medici e come la direzione sanitaria risulta inefficace rispetto ai bisogni dell’utenza. Nota del 7 dicembre, oggi, 8 febbraio il reparto di pneumologia è ancora dedicato esclusivamente al covid con sei pazienti ricoverati su 12 posti letto che potevano essere disponibili per curare le tante persone con polmonite, patologie respiratorie e oncologiche che, purtroppo, sono costrette ad andare fuori provincia.

Altro esempio di cattiva gestione è provato da quanto accaduto pochi giorni fa dove, un nostro iscritto ha portato il fratello oncologico e con disabilità mentale per cure urgenti ed inderogabili, ebbene dopo aver atteso notizie per un giorno e mezzo fuori dalla struttura, è venuto a conoscenza che il fratello era stato trasferito a S. Agata senza che lui fosse stato avvertito e senza alcun consenso.

E’ per motivi come questi, che aumenta il malcontento e la preoccupazione, tant’è che l’utenza ha chiesto all’Associazione Io X Benevento, di organizzare uno sciopero della fame. Tante sono le persone che ci stanno dando il loro supporto e la loro disponibilità per questa protesta, stiamo pensando anche al luogo e alla durata, restando questa l’ultima chance a nostra disposizione. Questa manifestazione intende richiamare l’attenzione dei media nazionali e sensibilizzare opinione pubblica e Istituzioni, in particolar modo l’Autorità Giudiziaria, affinché si possa procedere ad un confronto e si possa mettere la parola fine su una situazione stagnante”, conclude l’associazione.

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