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Lonardo bacchetta tutti e decide di stare alla finestra: ‘Nessun progetto di città. Sembra calciomercato’

Il medico beneventano ed ex presidente dell'Asia definisce, inoltre, l'operato dell'amministrazione attuale ''carente sotto tutti i punti di vista'' e ''l'esperienza di Mastella da archiviare o quanto meno da cambiare in termini di cantanti e di spartito''

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Di una cosa è certo Lucio Lonardo, almeno per il momento, in vista delle prossime amministrative di autunno: ”Preferisco stare alla finestra e non impegnarmi con nessuno”.

Dopo lo stallo verificatosi nel centrodestra con il no alla sua candidatura a sindaco proposta da Forza Italia, il medico beneventano chiarisce di ”non aver mai parlato con nessuno della destra, ovvero di Fratelli d’Italia e Lega”, ”che – dice – se perdono Forza Italia, che rappresenta il valore aggiunto necessario per parlare di centrodestra essendo il partito dei moderati e dei centristi, diventano un partito per amatori di destra doc”.

Lonardo, però, auspica che le tre componenti ritrovino unità d’intenti, soprattutto in termini di progetti e visione di città con il cittadino e le sue problematiche al centro: ”C’è un eccesso di personalismi, sarei stato interessato se ci fosse stato un progetto di città’‘ – dichiara, precisando che ”il problema è presente anche nelle altre coalizioni, tutte incentrate sugli individui, senza un vero leader che faccia da collante e dove il cittadino è relegato ai minimi termini. In questo modo le coalizioni diventano degli enormi contenitori, che si fondano come la neve di primavera, col rischio che chiunque vinca, la vita amministrativa sarà breve.”

Adottando la metafora del linguaggio calcistico, l’ex presidente dell’Asia descrive la situazione politica attuale, non solo del centrodestra attuale, come ”un calciomercato, una campagna acquisti” e vede ”i presunti leader di alleanze spurie come allenatori che non ci hanno ancora comunicato il modulo di gioco e questo è gravissimo a tre mesi dalle elezioni.”

Insomma ci sarebbe, secondo Lonardo – che rivendica da medico che vive tra la gente la conoscenza profonda delle esigenze e delle problematiche che affliggono il quotidiano dei cittadini e che potrebbero diventare ancora più acute con l’autunno – ”una spirale di qualunquismo” aggravata dall’ ”assenza di una programmazione seria”, che non fa bene alla città e ai cittadini: ”Si dovrebbe votare a fiducia sotto l’egida di destra o sinistra in un momento storico in cui c’è dispersione di valori e non c’è destra né sinistra e, invece, mi auguro che si voti per un progetto”.

Nella disamina tutt’altro che positiva che Lonardo fa, spiegando che ”questa non è la politica che mi appassiona”, definisce ”carente sotto tutti i punti di vista” anche l’operato dell’amministrazione Mastella, che non avrebbe determinato la crescita della città.

”Chi ha governato – dice – avrebbe dovuto annunciare la sua candidatura ammettendo i propri errori, mettendo da parte in questo modo il proprio narcisismo.”

Quella di Mastella ”è un’esperienza che andrebbe archiviata o quanto meno cambiata in termini di personaggi e di spartito, non può andare avanti con tutta la sua corte celeste perché la gente ha voglia di una ventata di freschezza.”

Infine rilancia, a monito di tutti i candidati, l’idea di berlusconiana memoria della necessità di ”sottoscrivere di un patto con i cittadini” come garanzia di serietà e di concretezza per il governo della città, che ”se dopo un anno non vede realizzazione, va a casa.”

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