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Bombardamenti del ’43 a Benevento, Archeoclub invita a non dimenticare

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“Quest’anno, per motivi logistici, la locale sede di Archeoclub d’Italia non ricorda con la manifestazione Deleta (urbs) Beneventum le vittime civili dei bombardamenti del 1943 che con particolare ferocia, soprattutto nei giorni dell’11 e 12 settembre, devastarono completamente la nostra città.

Dopo sette anni, però, l’Archeoclub vuole dare ancora un monito, onorando le vittime innocenti, attraverso questa pagina semplice, pura, profondamente ispirata alla dottrina cristiana anche attraverso alcune foto che rappresentano l’orrore della seconda guerra mondiale patita a Benevento.”

E’ quanto scrive il presidente di Archeoclub Benevento, Michele Benvenuto, invitando tutti i beneventani a riflettere su quelle giornate e sul loro significato.

“Forse – continua Benvenuto – un segnale forte verrà, con la collaborazione e l’impegno dell’assessore alla Cultura Oberdan Picucci, e speriamo di poter realizzare al più presto un Museo Civico della Seconda Guerra Mondiale.

Nonostante siano passati 70 anni dai terribili bombardamenti del ’43  che distrussero quasi completamente il centro storico di Benevento, non si può fare a meno di riflettere sulla umana ferocia degli uomini che si ammanta, quasi sempre, di parole che suonano quasi di scherno, come libertà riconquistata, nuova era di pace, progresso civile.

La guerra, purtroppo, sembra congiunta indissolubilmente alla ferinità dell’ uomo, apportatrice sempre, anche a scopo difensivo, di violenza, malvagità, crudeltà: tale forse è la volontà ultima che guida la nostra indole, una legge mortificante che spinge alla dissoluzione di ogni rispetto umano, di ogni forma di solidarietà.

E’ pertanto responsabilità dei sopravvissuti onorare quanti, amici o nemici, furono vittime dell’ insensatezza delle nostre azioni, almeno per recuperare quel barlume di umanità che altrimenti sarà sepolto nella nostra coscienza, perché siamo distratti da altri impegni o necessità, o peggio ancora perché i ricordi, la memoria sacra del nostro passato, sono cancellati  dal trascorrere del tempo, benefico sostegno nell’ elaborazione del lutto.

Non è così: la coscienza di ciascuno di noi è generata dalla capacità di recuperare gli avvenimenti che hanno costituto la traccia del nostro essere e divenire, frutto di esperienza e riflessione, se vogliamo anche emotiva, proprio perché la scintilla divina del ricordo ci rende signori della nostra umanità, soprattutto se essa è dolente, fragile, ma cosciente del ruolo che ciascuno di noi deve interpretare, insieme con gli altri, per stabilire una continuità di sentimenti, di affetti, di consapevolezze critiche e di memorie comuni in grado di affermare quella trascendenza, almeno morale,  cui tutti, indistintamente, aspiriamo.

E allora tu, cittadino beneventano, per qualche attimo, anche se di sfuggita, sosta e fermati a riflettere su quegli avvenimenti di tanti anni fa e volgi un pensiero, un saluto deferente a quelle vittime sacrificali e cambia status, passando da lupus a deus, perché è questo il compito che ti è stato assegnato, qualunque cosa faccia, dal momento in cui sei nato, ospite tra tutti e tra tutti testimone della tua esistenza.”

 

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