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Castelvenere, Legambiente: “Fermiamo l’aggressione al Monte Pugliano”

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“Legambiente Valle Telesina lancia un appello contro l’aggressione a Monte Pugliano, partita circa un mese fa. Nel bel mezzo di agosto, mentre si organizzavano tutt’intorno feste di promozione di prodotti enogastronomici e di promozione del territorio, – scrive l’associazione – avveniva una strana compravendita di terreno agricolo ai piedi di Monte Pugliano, ai limiti del bosco e della collina, e nessuno purtroppo viene a saperlo prima.

Il problema è che una società che fa lavorazione di inerti ha acquistato le aree del rudere della ex stazione di posta e del bosco in cui c’è una dolina, in un’area del territorio di Castelvenere in cui le potenzialità di turismo enogastronomico, culturale e ambientale sono altissime.

C’è la porta del Pit enogastronomico, realizzata come vetrina e punto vendita dei prodotti enogastronomici del territorio, che dovrebbe essere completata ed aperta dall’Amministrazione comunale di Castelvenere; c’è la cantina “Vigne Sannite”, che ha intenzione di espandere i suoi interessi per accogliere turisti direttamente in cantina; ci sono i resti della ex stazione di posta, bene culturale a ridosso di un antico tracciato viario che correva alle pendici del bosco; c’e una dolina censita già in un’antica mappa del 1800; e c’è un ingresso naturale con un sentiero dalla cantina “Vigne Sannite” alla collina di Monte Pugliano, bene intercomunale di interesse storico–archeologico e naturalistico elevato. Eppure, nonostante questo sistema potenziale favorevole per lo sviluppo turistico il consorzio Cecas che gestisce la Cantina “Vigne Sannite” ha venduto, inspiegabilmente, ad agosto, ad una ditta di inerti il terreno di sua proprietà.

Se ne accorgono solo gli abitanti della zona – prosegue la nota – che ricordano dai racconti in famiglia della stazione di posta e della dolina dello Sprofondato in cui andavano a giocare da bambini. A loro, agli abitanti della zona, dispiacerebbe se la stazione di posta scomparisse perché, dicono, che fa parte della storia della zona che non vorrebbero andasse perduta. Quella zona che, secondo uno storico locale che abbiamo interpellato, in passato si sarebbe chiamata proprio il Postiglione, nome derivato dalla Stazione di Posta. L’archeologa Giuseppina Renda ci conferma che l’area è molto interessante anche dal punto di vista archeologico per la vicinanza alla villa romana detta Masseria Grottole. La formazione della dolina dello Sprofondato, dalle ricerche documentali fatte su un libro di Libero Petrucci del 1836, è avvenuta “ …a memoria d’uomo…”, quindi, probabilmente agli inizi ‘800, se non prima. Eppure, qualcuno ha pensato che si trattasse di una cava e non di una dolina!

Legambiente fa appello all’Amministrazione Comunale di Castelvenere di Mario Scetta di controllare innanzitutto che non possa venire danneggiata la struttura muraria della stazione di posta intorno alla quale sono stati già effettuati lavori di sbancamento con uno scavo profondo oltre tre metri dalla società RM costruzioni s.r.l..

Abbiamo già richiesto al Comune di Castelvenere, il 28/08/2017, di farci conoscere le autorizzazioni per i lavori in atto, e siamo in attesa di essere contattati dal responsabile dell’Ufficio Tecnico per prendere visione ed avere copia.

Dal Puc di Castelvenere, premiato a livello nazionale, abbiamo saputo che sono in vigore sulla dolina delle prescrizioni a tutela della particolare conformazione geologica. Tali prescrizioni vietano ogni intervento per una fascia di 15 metri intorno alla dolina considerata inoltre “potenzialmente instabile”. Tali prescrizioni restano valide anche se la dolina, nella carta della zonazione urbanistica, è inserita in zona D3 (zona industriale).

Chiediamo all’Amministrazione comunale di tutelare tutta l’area in questione, importante sia dal punto di vista ambientale che culturale.

Chiediamo pubblicamente all’Amministrazione Comunale di Castelvenere, al Sindaco Mario Scetta e agli altri amministratori che abbiamo incontrato nei giorni scorsi di richiedere immediatamente alla Sovrintendenza SABAP di Caserta di apporre il vincolo sulla struttura della stazione di posta, e al Genio Civile di Benevento ed all’Autorità di Bacino il vincolo idrogeologico sulla dolina.

“Considerando che i lavori in atto costituiscono un grave danno ambientale per gli equilibri idrogeologici dell’area e per la valenza storico–archeologica della località Grottole con i resti della ex stazione di posta – afferma Grazia Fasano, presidente di Legambiente Valle Telesina – chiediamo di impedire ulteriori danni, evitando che possano scomparire elementi significativi del patrimonio naturale e storico-culturale”.

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