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Cittadini campani e sanità: ogni anno un mese trascorso in pratiche burocratiche

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Un’analisi della sanità in Campania, effettuata con i numeri di Federconsumatori, mette in evidenza come il livello di burocrazia sia arrivato a limiti così alti che ad esempio le aziende fornitrici sono costrette ad aspettare tempi biblici prima di veder effettuare il pagamento delle loro fatture, ed i tempi d’attesa, sono divenuti insostenibili.

Secondo questi numeri, la sanità fa perdere in media ad ogni cittadino della regione, 210 ore in un anno, pari a 25 giorni lavorativi. La burocrazia incide sia per le sue carenze strutturali, sia per volontà di terzi, come ad esempio le informazioni errate riguardo alle procedure da seguire. Tutto questo alimenta, senza ombra di dubbio, i ritardi, generando anche delle conflittualità con gli utenti, che potrebbero essere tranquillamente evitate. In alcuni casi il pronto soccorso dell’ospedale non ha rilasciato i certificati medici, in altri i presidi specialistici e gli ospedali non hanno fornito le ricette del SSN, lasciando che siano altri ad effettuare le necessarie prescrizioni per i cittadini. A lamentarsi sono anche le aziende fornitrici, che indicano in una media di 1300 giorni i tempi di attesa per il saldo delle fatture, con alcuni casi particolari, come le forniture di flebo, cerotti, lastre e bisturi, che arrivano anche a superare i 1500 giorni.

A questo si aggiunge che i certificati cartacei rilasciati dal pronto soccorso, o dall’ospedale dopo il ricovero, non vengono accettati dagli impiegati Inps e Inail. Una situazione che incide pesantemente sulla vita dei cittadini, alle prese con queste disfunzioni. Se si guarda ai tempi di attesa per un esame specialistico si trovano situazioni insostenibili, come ad esempio i 12 mesi di lista d’attesa necessari per una ecografia, oppure i 20 mesi per una protesi, sia essa per ginocchio od anca.

Anche una visita dermatologica può richiedere un’attesa di oltre sei mesi. Molti cittadini segnalano alle associazioni di consumatori che c’è sempre maggiore difficoltà esistenti nel coordinamento tra le varie strutture sanitarie sul territorio, e che i tempi delle liste d’attesa non vengono più pubblicati dalla Regione. Il peregrinare tra i vari uffici per poter reperire informazioni certe, viene descritto come una pratica comune dai cittadini.

Un problema che ha costretto molte persone a rivolgersi a visite private, con un grande dispendio di denaro e di energie per trovare i giusti specialisti. Almeno in questo senso la situazione è stata mitigata dalla presenza di strumenti come Docplanner, un motore di ricerca che consente di trovare un professionista medico in ogni settore e nella propria città. Se la questione può sembare di minor impatto a Benevento, che conta circa 300.000 abitanti, pensate quale difficoltà si crea in città come Napoli, che sfiorano il milione di cittadini.

Invece con l’aiuto tecnologico si può facilmente trovare quello di cui si a bisogno: se per esempio vi interessa un ginecologo a Napoli, uno dei professionisti per i quali occorre pazientare di più nelle strutture pubbliche, è sufficiente utilizzare il sito web di Docplanner per avere una lista dei professionisti, completa di orari, costi e feedback dei pazienti assistiti in precedenza. Un sistema e una rapidità che purtroppo si trovano attualmente solo nel settore privato.

Alcuni giorni fa del problema “sanità” in Campania, ha parlato anche il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, il quale in occasione del giuramento dei 300 laureati in Medicina che si è svolto alla Mostra d’Oltremare, ha confermato l’impegno per migliorare sia la professionalità che la qualità dei servizi offerti. Quella della sanità, secondo De Luca, è la prima sfida che l’amministrazione regionale deve vincere, ed ha indicato in un anno il tempo necessario per uscire dalla fase di commissariamento, che si prolunga ormai dal 2009 ed ha causato una lunga lista di disservizi.

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