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Unisannio, al via il Summit Aree Interne: “I fondi non bastano senza servizi e competenze”
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Trasformare la fragilità in leva economica e fermare lo spopolamento con un piano di indirizzo concreto. All’ Università degli Studi del Sannio ha preso il via questa mattina il Summit Aree Interne 2030, promosso dalla rete RISE di cui fanno parte dieci atenei del Mezzogiorno e che vede l’Unisannio ente capofila.
L’obiettivo della due giorni è mettere insieme competenze scientifiche e strumenti operativi per affiancare amministrazioni locali e attori socioeconomici nella valorizzazione del capitale territoriale e nella definizione di strategie di sviluppo. Ad aprire i lavori, dopo i saluti istituzionali, una sessione plenaria dedicata al riassetto della politica di coesione europea.
L’obiettivo dell’analisi è fare il punto sulle interconnessioni tra patrimonio territoriale, innovazione delle istituzioni e nuove strategie comunitarie, richiamando anche le ultime evidenze del Senato sulla necessità di integrare risorse materiali e immateriali per incrementare l’efficacia della spesa pubblica.
Il vero motore del vertice risiede nei quattro laboratori tematici multistakeholder. Attorno ai tavoli siedono studiosi, amministratori locali, centri di ricerca e imprese. Gli esiti confluiranno in un documento programmatico destinato a costituire la base per il “Manifesto Aree Interne 2030”. Quattro i pilastri sotto la lente: governance istituzionale, patrimonio fisico e naturale, capitale umano e sviluppo digitale.
Proprio sul fronte delle tecnologie e della modernizzazione della macchina amministrativa si innesta l’apporto dell’Università del Molise. Come sottolineato da Giuliano Resce, docente di Economia Politica e responsabile scientifico dello spin-off Instant Analytics, il vero nodo sta nel trasformare la massa di dati e gli investimenti del PNRR in servizi tangibili per il cittadino.
“Non basta avere portali aggiornati, serve alfabetizzare le comunità”, ha detto Resce. Da qui l’esperienza del progetto pilota “Generazioni Digitali”, pensato per affiancare gli enti nella comunicazione istituzionale e guidare la popolazione anziana nell’uso dei servizi online, dalla richiesta di una carta d’identità al rilascio dei certificati.



