CRONACA
Polizia, il sindacato SAP a Benevento: “Servono più agenti, dai decreti primi risposte contro la criminalità”
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Undicimila unità in meno rispetto al 2010, un ricambio generazionale che fatica a compensare le uscite e il nodo della previdenza complementare. È il quadro tracciato da Stefano Paoloni, segretario generale del Sindacato Autonomo di Polizia (SAP), intervenuto questa mattina a Benevento per un incontro nella sala riunioni della Questura.
Al centro dell’appuntamento, dal titolo “Decreto Sicurezza e Vittime del Dovere: a tutela dei diritti delle Forze dell’Ordine”, le ricadute delle nuove norme sulla sicurezza, le tutele per gli operatori e le criticità che continuano a interessare la Polizia di Stato.
Paoloni ha espresso una valutazione positiva sui primi effetti dei decreti sicurezza, richiamando in particolare il contrasto alla criminalità giovanile e alle violenze durante le manifestazioni di piazza: “Purtroppo abbiamo avuto ancora diversi feriti tra gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, ma non i numeri delle settimane precedenti”, ha dichiarato, attribuendo parte dei risultati anche all’attività preventiva svolta dagli uffici.
Tra le misure considerate rilevanti dal sindacato figurano il rafforzamento delle tutele processuali, gli anticipi sulle spese legali e l’inasprimento delle sanzioni per violenza, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Interventi che, secondo Paoloni, contribuiscono a rendere più sicura l’attività degli agenti e a migliorare il servizio reso ai cittadini.
Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle bodycam, le telecamere indossabili destinate a documentare gli interventi degli operatori. Paoloni ha annunciato che i bandi per la loro adozione dovrebbero essere pubblicati a breve. Per il segretario generale del SAP, questi dispositivi possono rappresentare una duplice garanzia: da un lato per gli agenti, dall’altro per i cittadini, grazie alla possibilità di ricostruire le dinamiche degli interventi. “Sono uno strumento non soltanto di tutela per gli operatori, ma anche di grande trasparenza rispetto ai nostri servizi”.
La carenza di personale resta però una delle principali criticità. “Nel 2010 l’organico della Polizia di Stato era di 109mila unità, oggi siamo a 98mila e abbiamo raggiunto anche la punta minima a 96mila“, ha specificato Paoloni. Nonostante il recupero rispetto al livello più basso, il divario resta significativo. A complicare la situazione è anche l’età media elevata del personale, con le nuove assunzioni che non riescono a compensare rapidamente le uscite.
“Gli arruolamenti faticano a compensare il turnover, quindi ci vorrà ancora un po’“, ha spiegato il segretario generale, indicando nell’incremento degli organici una delle priorità per garantire la piena operatività dei servizi.
L’altro fronte aperto riguarda il welfare e le condizioni economiche degli operatori, soprattutto di quelli che riportano lesioni e infortuni durante il servizio. Il SAP chiede inoltre interventi sul sistema previdenziale, con particolare riferimento alla previdenza complementare.
“Siamo una delle poche categorie per le quali non è mai stata avviata la previdenza complementare”, ha affermato Paoloni, lanciando un allarme sulle prospettive economiche dei poliziotti una volta terminata la carriera.




