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Mensa scolastica, una mamma scrive a Pepe: “Ci sentiamo presi in giro. A farne le spese sono i nostri figli”

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una mamma, Emanuela Scala, che scrive al sindaco Pepe in merito alla vicenda della mensa scolastica.

“Egregio Sindaco di questa amata città,
Dopo aver appreso della sospensione del servizio mensa fino all’8 maggio, invece di gioire
non riesco davvero a contenere più l’irrefrenabile impulso di rivolgerLe delle doverose domande, che noi genitori continuiamo da mesi a porci.

Mi faccio portavoce di una moltitudine di mamme, che da dicembre seguono col fiato sospeso l’evolversi di una vicenda dai contorni, converrà con me, a dir poco squallidi e mi rivolgo a Lei non per accusare, ma per capire. Non entro nel merito della questione dei vermi nei ceci, di quanto emerso dal servizio del giornalista del Corriere e di altri elementi al vaglio della Magistratura, ma mi limito a parlare di ciò che ho potuto constatare personalmente.

Iniziamo dall’agibilità. A dicembre abbiamo appreso che i pasti per i nostri bambini venivano cucinati in una struttura per la quale nemmeno era stata chiesta l’agibilità. All’Open Day questa cosa è stata categoricamente smentita dai vertici aziendali, salvo poi ritrovarci di fronte ad una “Sospensione del Servizio per mancanza di agibilità”.

Dunque, questa agibilità non c’era e allora com’è possibile che l’appalto sia stato vinto da un’Azienda operante in una struttura non agibile??? Capirà che da qui parte tutto, perché questa menzogna su cui si è fondato poi tutto il rapporto Comune-Ristorò-Genitori è sintomatico di un modus operandi che ha avuto come vittime i nostri figli.

Altra domanda è: perché soltanto dopo innumerevoli denunce da parte di Altrabenevento ci si sta premurando di leggere il Capitolato d’Appalto??? Anche l’occhio meno attento avrebbe colto le evidentissime discrepanze tra quanto previsto dal capitolato e quanto servito ai piccoli. Un esempio tra tutti: il pollo. Il capitolato prevede la somministrazione di pollo fresco, ragion per cui poco importa il parere anche del più esimio dei nutrizionisti, secondo cui i Nagghy Aia possano essere serviti ai bambini o la carne separata meccanicamente non faccia male, c’è di fondo una grande verità: CAPITOLATO = POLLO FRESCO / RISTORò = POLLO SURGELATO. E se vogliamo dirla tutta, ecco qui le etichette dei bocconcini di pollo serviti ai bimbi e dei Nagghy Aia: due prodotti completamente diversi.

Terzo punto: la carne! Dopo mesi e mesi di denunce ed inviti a controlli a sorpresa di notte, soltanto adesso noi genitori leggiamo che la Procura sta indagando riguardo l’eventualità che “…la Ditta Ristorò utilizzerebbe per la preparazione dei pasti destinati ai bambini delle scuole primarie di Benevento carne importata illecitamente dall’estero, non rispettando la normativa fiscale e di pessima qualità. La stessa carne – aggiunge Moschella – verrebbe cucinata di notte con l’impiego di dipendenti non regolarmente assunti”.

Mi scusi, Sig. Sindaco, ma Lei, al posto mio, al posto di centinaia di mamme, come si sentirebbe? Come si sentirebbe di fronte all’evidenza della mancanza di controlli da parte di chi invece doveva garantire che tutto funzionasse per il meglio?Adesso chi di dovere si preoccupa di indagare su questioni denunciate da mesi? Da dicembre da parte degli organi di controllo riceviamo come risposta sempre la stessa frase “Tutto è a posto”…ma tutto cosa se non era stata neppure istituita la Commissione Mensa? La prego di farmi capire…

Confido in una risposta pronta da parte Sua, perché navigo nei dubbi e la mia sola certezza al momento è quella di essere stata presa in giro, la qual cosa mi infastidisce non poco perché a farne le spese sono stati i miei figli, i miei e quelli di tantissime altre mamme.

A margine di questa mia, intendo precisare che non conduco una battaglia contro una Giunta Comunale (che peraltro ho votato, sebbene alla luce di tutta questa vicenda lo dica con enorme delusione), né contro la Ristorò: la mia è una battaglia per i miei figli e queste parole nascono dall’amarezza profonda nata dalla constatazione di non essere stata protetta da chi invece aveva il preciso compito di tutelare, garantendo che tutto fosse, realmente ed inequivocabilmente, a posto!”.

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