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Mensa scolastica sospesa, la Ristorò: “Da Altrabenevento progetto criminoso per screditarci e creare allarme sociale”

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“Oggi è andato in scena l’ennesimo atto di un progetto criminoso costruito da chi senza scrupoli diffonde false notizie e ciò, non per tutelare gli interessi dei bambini, ma quelli occulti di chi ha interesse a screditare la Ristorò per farla uscire dal mercato. Tutto quanto e’ stato riportato da Corona e dal sito on line del Corriere e’ frutto di un costrutto criminoso ben organizzato con la complicità di dipendenti infedeli ed assoldati per distruggere l’azienda, presumibilmente a fronte di chissà quali chimere e promesse”.

Così in una nota inviata alla stampa la Ristorò commenta le accuse mosse dall’associazione Altrabenevento, al termine di una lunga giornata conclusasi con la decisione del sindaco Pepe di sospendere temporaneamente il servizio di mensa scolastica.

“E’ tutto molto singolare: l’appalto e’ in scadenza, l’azienda ha partecipato ad altre gare locali eppure in concomitanza a cio’ ha inizio la campagna denigratoria di Altrabenevento. Parte la quotidiana persecuzione e il sabotaggio aziendale per screditare l’azienda e diffondere un’ingiustificata psicosi collettiva.

Vengono realizzati filmati – aggiunge l’azienda – violando il domicilio e gli accessi di un opificio abbandonato da circa due anni! Le immagini non si riferiscono al plesso di produzione. Le vaschette fotografate vi sono state artatamente poste. La dipendente licenziata che parla nel video oltre ad aver dichiarato innumerevoli falsità, delle quali renderà conto insieme agli altri complici, ha sempre fatto mangiare i pasti della Ristorò a sua figlia, questo è un dato. Gli altri signori che parlano con il volto coperto sono adepti e complici di Corona, dichiarano falsità.

E’ falso quanto dichiarato in merito a dei presunti avvertimenti preventivi dei controlli da parte delle Autorità. E’ tutto falso! Visto che questi signori fanno inchieste, costruiscono set di riprese e addirittura violano domicili, ebbene mostrino le prove di questa presunta connivenza con le Autorità! Dicano come, con quale mezzo e chi avverte chi dei controlli. Ma non per sentito dire o abusando dell’onda emotiva, ma producendo le prove ed i riscontri oggettivi.

Ciò che è grave e sconcertante – continua – è che un’azienda che ha ricevuto innumerevoli controlli i quali non hanno mai riscontrato alcuna anomalia venga sospesa dal servizio, non per concrete violazioni ma per un ingiustificato allarme sociale volutamente costruito! E’ circostanza alquanto singolare che quest’oggi esce il servizio sul sito on line del corriere, si tiene la già annunciata conferenza stampa e che stranamente da giorni sul sito di Altrabenevento si annunciava che proprio oggi ci sarebbe stata la chiusura della Ristorò e che sempre oggi il Sindaco disponga la sospensione proprio per l’allarme creato da Altrabenevento.

E’ triste e allucinante – prosegue – che un’azienda venga perseguitata per ignoti scopi illeciti, come è triste e allucinante aver distrutto la vita di tante famiglie e tolto il lavoro ai dipendenti della Ristorò. Sempre oggi i NAS hanno nuovamente controllato la Ristorò non riscontrando alcuna anomalia. Questo è un dato reale, è un fatto incontrovertibile, il resto sono illazioni. La Ristorò si chiede a questo punto se si deve dar credito alle Autorità competenti e valgano le relative risultanze oppure bisogna dar credito alle illazioni false e non provate di chi sta perseguendo loschi scopi per distruggere l’azienda? Si può sospendere un servizio ritenuto idoneo da ogni autorità preposta ai controlli perché c’è qualcuno che ha interesse a sabotarla? Bisogna dar credito a professionisti e pubbliche Autorità o ad un’associazione che persegue scopi illeciti? Chi merita più credito e considerazione? E’ uno stato di diritto?

La Ristorò può provare la totale estraneità ai fatti e parimenti può provare che è in atto ai suoi danni un progetto criminoso; così come è un dato che non sono mai state riscontrate anomalie, è parimenti un dato che l’azienda non si lascerà estorcere la sua sopravvivenza, poiché chi vuole accedere al mercato deve confrontarsi in una gara pubblica, rispettare le leggi e dotarsi delle necessarie autorizzazioni. La Ristorò – conclude la nota – si è già adoperata e continuerà a farlo per ottenere chiarezza e giustizia”.

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