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CULTURA

VII BeneBiennale, il 25 agosto l’inaugurazione alla Rocca 31 artisti per immaginare “La Biennale che non c’è”

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Sarà inaugurata martedì 25 agosto, alle ore 18, alla Rocca dei Rettori di Benevento, la VII edizione della BeneBiennale, la Biennale Internazionale di Benevento. Il tema scelto per questa edizione è “La Biennale che non c’è”, una provocazione che invita a interrogarsi sul futuro dell’arte e sulla sua capacità di anticipare ciò che ancora non esiste.

E se la Biennale più importante fosse proprio quella che ancora non esiste? È da questa domanda che prende forma il progetto della VII BeneBiennale, che riunisce 31 artisti provenienti da esperienze, formazioni e territori differenti.

L’obiettivo della manifestazione non è soltanto raccontare il presente, ma guardare oltre, affidando all’arte il compito di immaginare, anticipare e, in qualche modo, provocare il futuro. La mostra diventa così uno spazio di ricerca nel quale l’opera non è chiamata necessariamente a rappresentare ciò che già conosciamo, ma può trasformarsi in una domanda aperta.

Trentuno artisti, trentuno visioni

Protagonisti in concorso della VII BeneBiennale saranno Paolo Avanzi, Daria Bollo, Anna Bottini (Zephyr), Anna Cenci, Patrizia Cerminara, Bruno Cutrale, Piergiorgio Dessì, Serena D’Onofrio (SereNArt), Carmine Elefante, Francescapia Esposito, Francesco Gagliardi, Marco Giacchetti, Rosetta Giombarresi, Luigi Marco Iacono, Katarzyna Królikowska-Pataraia, Marzia Nigito, Marco Orecchioni, Giovanni Orlacchio, Patrizia Pansi, Simonetta Pantalloni, Cosimino Panza, Nicola Pica, Francesco Rosina, Elio Russo, Giannino Scorzato, Giovanna Secondulfo, Ketty Siani, Stefania Siani, Anna Paola Suvieri, Gaetano Valentino e Mario Zampelli.

Un gruppo eterogeneo per linguaggi e sensibilità, nel quale convivono ricerca contemporanea, figurazione, materia, colore, sperimentazione e memoria. Attraverso le opere, ciascun artista è chiamato a proporre il proprio sguardo su ciò che ancora non c’è.

La mela, simbolo della conoscenza

A fare da simbolo a questa edizione è la mela, scelta come richiamo alla conoscenza, alla scoperta, alla tentazione e alla rinascita. Un elemento apparentemente semplice e familiare, ma capace di custodire al proprio interno un mondo ancora da esplorare.

È la stessa filosofia che anima “La Biennale che non c’è”: andare oltre la superficie delle cose, superare le convenzioni e lasciare che l’opera diventi uno strumento per interrogare il futuro.

La Biennale, dunque, non rappresenta un’assenza, ma una possibilità: uno spazio nel quale l’artista può immaginare ciò che ancora non è stato immaginato e trasformare la propria opera in una domanda rivolta al pubblico.

Tra storia e futuro

La VII BeneBiennale è presieduta da Maurizio Caso Panza, con la direzione artistica di Carmine Elefante e la direzione critica di Nicola Pica. L’organizzazione è affidata all’Associazione Culturale Xarte, impegnata nella promozione dell’arte contemporanea e nella creazione di occasioni di confronto tra artisti, pubblico e territorio.

La scelta della Rocca dei Rettori come sede dell’inaugurazione assume inoltre un valore simbolico. Un luogo profondamente legato alla storia di Benevento diventa lo scenario di una manifestazione proiettata verso il futuro. Memoria e immaginazione, passato e possibilità, si incontrano così nello stesso spazio.

L’inaugurazione del 25 agosto alle ore 18 segnerà l’avvio ufficiale di un percorso nel quale il pubblico non sarà chiamato a essere soltanto spettatore, ma parte di una riflessione collettiva sul ruolo dell’arte nella società contemporanea.

Non è una mostra. È una domanda.

La VII BeneBiennale affida infine al pubblico una domanda: “Che cosa può diventare l’arte quando smettiamo di chiederle soltanto di rappresentare ciò che già conosciamo?”

La risposta non sarà contenuta in un manifesto né affidata esclusivamente al punto di vista di un critico o di un curatore. Sarà nelle opere dei 31 artisti e nello sguardo di chi le attraverserà.

Perché, in fondo, la Biennale che non c’è comincia a esistere proprio nel momento in cui qualcuno decide di immaginarla.

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