CULTURA
A Città Spettacolo anche il festival ‘SottoTraccia’: venerdì la presentazione
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Dal 25 al 30 agosto torna a Benevento SottoTraccia, il festival di arti contemporanee e rigenerazione urbana giunto alla sua seconda edizione. Sei giorni di percorsi espositivi, ricerca e incontro nel cuore della città, in via Bartolomeo Camerario, all’interno della programmazione di Benevento Città Spettacolo. Il tema di quest’anno è Rumore, inteso come punto di partenza per indagini estetiche che aprano una soglia sul dubbio e sull’inatteso, oltre il disturbo da eliminare o l’errore da ottimizzare.
Il festival conferma il proprio metodo multidisciplinare, mettendo in dialogo artisti locali e artisti provenienti da tutta Italia – con alcune presenze internazionali – per un totale di circa ottanta artisti (una cinquantina ospiti da fuori città e una trentina radicati sul territorio). Un intreccio di itinerari di ricerca, background, sensibilità e generazioni differenti, che fa dell’incontro e della contaminazione la propria cifra distintiva.
SottoTraccia 2026 si avvale del sostegno di partner istituzionali di primo piano. La Fondazione Donna Regina per le arti contemporanee, che promuove l’arte e la cultura attraverso il Museo Madre di Napoli, riconferma il proprio matronato al festival. Alla rete istituzionale si aggiunge quest’anno la Fondazione Morra, che concede a SottoTraccia il proprio patrocinio culturale: un riconoscimento significativo per un festival giovane e in crescita.
Cuore del progetto è, come sempre, la rigenerazione urbana. Tutti gli spazi del festival si concentrano in via Bartolomeo Camerario. L’Auditorium San Nicola ospiterà, nei primi due giorni di manifestazione, un’installazione site-specific realizzata da Lorenzo Letizia, tra gli artisti ospiti dell’edizione. Le esposizioni proseguono poi negli spazi dell’ex Bosco Lucarelli, oggi sede della scuola Federico Torre.
Prosegue così l’operazione che dà identità a SottoTraccia: la restituzione alla cittadinanza di spazi abbandonati attraverso l’arte. Se lo scorso anno il festival aveva riportato in vita il cortile interno della scuola, rimasto in stato di abbandono per quasi un decennio, quest’anno l’intervento si estende agli spazi dell’ex asilo al piano terra, anch’essi in disuso: ambienti ripuliti e recuperati per essere riaperti alla città come spazi espositivi.
Novità di quest’edizione è la nascita di Cartografie del Rumore, un journal di ricerca che accompagna il festival e ne prolunga la riflessione oltre i giorni della manifestazione. La pubblicazione riunisce giovani ricercatori e ricercatrici emergenti insieme a due voci ospiti: Francesca Recchia, docente e ricercatrice indipendente attiva sulle pratiche decoloniali, e Alessandro Paolo Lombardo, ricercatore e giornalista d’arte.



