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SOCIETA'

Michele Mele, dall’Unisannio un tour accademico mondiale per promuovere ricerca, inclusione e matematica accessibile

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Già nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella per la sua attività di ricerca e il suo impegno divulgativo, il Dott. Michele Mele, attualmente in forza al Dipartimento di Ingegneria dell’Università degli Studi del Sannio, pluripremiato autore e vicedirettore della Academy of Blind Scientists, è l’unico matematico non vedente nel settore accademico in Italia.

La sua ricerca spazia dagli algoritmi di ottimizzazione combinatoria alla storia della scienza e alla didattica della matematica, con un focus su accessibilità e inclusione. I  suoi risultati sono sempre più sotto gli occhi della comunità scientifica internazionale, tanto che negli ultimi anni è stato sovente invitato a presentare i suoi lavori in prestigiosi atenei come l’’Università di Cambridge, il King’s College di Londra e l’Università di Oxford nel Regno Unito, la Northeastern University negli Stati Uniti, l’Università di Firenze in Italia, l’Università di Tartu in Estonia e l’Università del Montenegro.

Nel breve volgere di poco più di due mesi, a seguito di numerosi inviti da enti accademici internazionali, la sua ricerca compirà letteralmente il giro del mondo. La prima tappa di questa sorta di tour accademico ha visto lo scienziato salernitano ospite della Fiji National University per un seminario su Jacob Bolotin (1888-1924), primo medico non vedente della storia, figura sconosciuta che il Dott. Mele ha riscoperto in uno dei capitoli del suo primo libro “L’Universo tra le Dita” (Edizioni Efesto, 2021) e in un articolo scientifico pubblicato nel Dicembre del 2024 sugli Acta Baltica Historiae et PhilosophiaeScientiarum.

Alle 10.40 italiane, le 14.40 locali, del prossimo 12 agosto, sarà il turno di una lectio magistralispresso la Regia Università del Bhutan (Royal University of Bhutan), l’argomento sarà in questo caso la cosiddetta non-visualcognition in matematica, ovvero le strategie astratte, alternative e non visive che i matematici non vedenti hanno inventato e adottato per superare la barriera sensoriale. Il Dott. Mele spazierà dalle tecniche di calcolo mentale di Nicholas Saunderson (1682-1739), il primo scienziato non vedente della storia, alle eleganti equazioni di Eulero per descrivere i moti lunari senza bisogno di osservazioni dirette, fino alle tecniche da lui stesso impiegate nei propri studi sui modelli e sugli algoritmi di ottimizzazione combinatoria.

Il prossimo 25 settembre, alle 20.00 italiane, le 14.00 di Georgetown, il Dr. Mele presenterà per la prima volta il protocollo MathSpeak in Guyana, per la precisione al Centro d’Eccellenza per gli Studi sull’Infanzia dell’Università della Guyana (UG-ECCE). Si tratta di un insieme di regole per verbalizzare la matematica in modo non ambiguo, uno strumento ideato dal grande matematico statunitense non vedente Abraham Nemeth intorno al 1970, una risorsa estremamente efficace , già ben nota nel mondo di lingua inglese, che il ricercatore dell’ateneo sannita ha attualizzato e portato per la prima volta in Italia e che, sempre grazie al Dott. Mele, si appresta a raggiungere anche il paese sudamericano.

Infine, alle ore 19.00 italiane, le 18.00 locali, del 7 ottobre, lo scienziato campano sarà ospite del convegno di lancio della nuova Unità di Ricerca sulle Attività Fisiche Adattate (APARU) dell’Università di Worcester, nel Regno Unito. In quella prestigiosa occasione, nell’ateneo di una delle città d’arte medievali più belle del mondo, il Dott. Mele ripercorrerà le origini e lo sviluppo del paradigma oculocentrico in matematica, ovvero l’idea che la conoscenza matematica passi sempre necessariamente dal senso della vista, ne evidenzierà le conseguenze nefaste sull’attuale didattica, per poi infine smontare quest’antiquata concezione attraverso le concrete testimonianze e i risultati scientifici dei matematici non vedenti del passato e del presente. Con il suo intervento il matematico dell’ateneo sannita dimostrerà  ai presenti che, in un contesto inclusivo, la cecità può diventare un fattore epistemologicamente produttivo, dunque non un deficit, ma un’opportunità, non una limitazione, ma un elemento che può contribuire a produrre nuova conoscenza scientifica e far progredire l’intera società.

Tutti questi eventi potranno essere seguiti in diretta, sarà possibile trovare i link per le dirette sulla pagina Facebook L’Universo tra le Dita o sui canali istituzionali degli atenei coinvolti.

(Ettore Fierro)

 

 

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